giovedì 28 febbraio 2008

Cullati dall'avanzare lento della macchina, e dalla guida silenziosa del conducente, se ne stavano accocolati sul sedile posteriore in silenzio.
Lui teneva la fronte appoggiata al finestrino e accarezzava i capelli lisci di lei, che aveva adagiato la testa sul suo grembo. Lo stava abbracciando forte e lui sentiva, attraverso quella stretta, tutto il suo amore.
Ogni tanto si chinava per darle un bacio su quella testolina e lei sorrideva, anche se lui non riusciva a vederla in quella posizione.
Restarono così a lungo e il conducente continuava a non parlare: non voleva disturbarli.
Poi lui le sussurrò qualcosa all'orecchio:
"Ti amo"
Lei non rispose, ma lo strinse ancora più forte.
Lui continuò:
"Mi dispiace che il tempo a nostra disposizione sia già finito. Vorrei non partire mai."
Anche stavolta lei non rispose, ma lo strinse di nuovo.
Il conducente non voleva intervenire, ma non capiva perchè lei non rispondesse. Lui era così dolce eppure lei continuava a tacere. Ma se glielo avesse chiesto lei avrebbe avuto una risposta:
"Non sempre occorre parlare. Fra le sue braccia sto catturando tutta la sua essenza, ne assorbirò il più possibile, per sentirne meno la mancanza quando lui sarà partito."
Non sapeva se il conducente l'avrebbe capita, non sapeva se lui avesse mai saputo cosa significava "fare scorta"...
Ma lei l'aveva imparato.
 

martedì 26 febbraio 2008

Ascolto le note tristi di Jim Morrison. Quando andavo a scuola riempivo il mio diario con le sue frasi, era moda, lo facevamo tutte, anche se probabilmente non ne capivamo completamente il significato. Ora posso dire di capirlo, ma non sempre sono d'accordo. Non sono una fan dei Doors eppure oggi mi girava così. Alcune canzoni sono belle e profonde e mi ricordano il passato. Oggi penso al passato. Non con malinconia e tristezza, semplicemente con un sorriso sulle labbra. Penso alla scuola, ai primi amori, corrisposti o no, penso alle prime conquiste in famiglia (il coprifuoco allungato di un'ora, un mazzo di chiavi solo per me...), cose che ora sembrano stupide ma che sono state parte di me. Penso alle volte che ho riso, pianto, litigato, detto bugie, flirtato, fumato di nascosto...
Penso che avrei voluto comunque andare ad un concerto dei Doors, o a quello dei Gun's, o ancora a quello dei Nirvana, e che non potrò farlo per ovvi motivi! Penso che però faccio ancora in tempo ad andare a quello di Robbie Williams, o di Elisa, e li aggiungerò alla lista di concerti a cui sono stata. Penso che mi piace fare liste.
Penso che sabato incontrerò Ligabue a Mantova. Penso che fra circa cinque mesi piangerò davanti alla tomba di Brandon Lee. Penso che è strano il modo in cui ci affezioniamo a persone che praticamente non conosciamo. Penso che vorrei lasciare anch'io qualche traccia di me, magari con i miei libri. Penso che forse non ce la farò mai, ma spero di si.
Penso che oggi potrei continuare a scrivere per ore, guardando dalla mia finestra il sole che tramonta. Penso che sia fantastico avere la possibilità di dire quello che pensiamo e proviamo, e penso che a volte non ci rendiamo conto della nostra fortuna.


sabato 16 febbraio 2008

Sto trascurando il mio blog. Scusa scusa scusa mia creatura!
Ma ho tante cose per la testa, tante cose da fare, poco tempo a disposizione e la connessione che va quando vuole lei.
Sono stressata e ne porto i sintomi.
Sto bene solo il sabato e domenica (ogni riferimento a cose e/o persone è puramente casuale).
E il mercoledì (il mio giorno di riposo).
Ma comunque non mi lamento. Alla fine lo stress deriva solo dai miei viaggi mentali, non da disgrazie veramente accadute. Perciò non mi lamento: l'ho già detto.
E' che, per esempio, ora sto scrivendo perchè ne avevo voglia, ma non ho un cazzo da dire.
Perciò... buon appetito e arrivederci!

martedì 12 febbraio 2008

Sapevo di non essere un'intenditrice, ma non pensavo di intendermene proprio così poco.
Ci sono un sacco di cose da imparare, paroloni da farsi spiegare, trucchi da capire.
Cose come perizia, istruttoria, euribor, eurirs, spread.
Fino a ieri non sapevo manco che fossero.
A volte ho paura di sbagliare qualcosa, per questo stresso di continuo qualsiasi persona che
mi capiti a tiro facendo domande su domande e chiedendo consigli.
Ormai non parlo d'altro, anzi non penso ad altro.
Quando sono al calduccio nel mio letto faccio i conti dei soldi che mi vorranno, e di
quelli che sto spendendo che magari, invece, potrei metter da parte.
E poi penso che sarebbe bello se prendessi un divano ad angolo rosso e lì sul tavolino
ci starebbe bene quel vaso che ho visto, rosso pure quello. E le tende me le farà la mia
suocerina, visto che è tanto brava?
Cavolo, sto impazzendo, sto sclerando. E siamo solo all'inizio.
Ma i nostri sforzi verranno premiati alla fine, vero amore?
Alla fine avremmo il nostro sogno e le nostre soddisfazioni: per la nostra amata casina
non ancora nata, ma in gestazione!
Stasera mentre scrivevo al computer, e le mie dita si muovevano veloci sulla tastiera, passando da un tasto all'altro, ho visto quel bagliore tanto amato.
Ho osservato le mie dita a lungo, senza più prestare attenzione a ciò che scrivevo, ma solo a COME scrivevo.
E tutto questo perchè mi sono innamorata delle mie mani, ora come non mai.
Sono talmente belle mentre si muovono e l'anello, a ritmo, brilla!
E' come se fosse sempre stato li, come se non potesse esserci altro posto in cui stare.