Accadono cose troppo personali, si provano sentimenti troppo profondi e confusi, che a volte il blog non è il luogo esatto per raccontarli. Occorrono un paio di amiche fidate, un fidanzato d'oro e tutta la famiglia messa insieme.
Occorre tirar fuori quel vecchio diario che non si usa da anni per scrivere tutto, ma proprio tutto, anche le parole che fanno più paura.
Chi disse che le disgrazie non vengono mai sole, era un genio. Quando arrivano, arrivano tutte insieme.
Occorrono tante lacrime e un pò di tempo e poi forse...
Poi forse qualcosa si può buttar giù anche sul blog, per sfogarsi del rimanente.
Piango per un nonnulla.
Piango se al lavoro arriva una tavolata d'anziani.
Piango mentre sto guidando, se per caso incrocio un vecchietto in bicicletta e penso: "Non poteva morir lui?" e poi mi sento una grande stronza.
Piango se penso alle mie bimbe, soprattutto a lei che si strofina la foto sul viso, dolcemente.
Piango se una donna felice annuncia di essere incinta, perchè la vita va così: chi nasce e chi muore.
Piango se Enrico mi saluta per andare in trasferta e io resto sola cinque giorni, così dormo con la mia TartaNina stretta al petto, come avessi tre anni, perchè ho bisogno d'abbracciare qualcuno.
Piango se penso all'abbraccio con mia cugina, forse l'unico vero nella nostra vita di cugine-non proprio amiche.
Piango se ricevo una bella notizia, perchè l'essere anche solo un pò contenta mi fa sentire terribilmente in colpa.
Piango se penso che questa è solo una dura prova e che nella vita ce ne saranno altre. Non riesco ad immaginare la mia forza (o la mia debolezza) se questo capiterà a chi non voglio neanche nominare.
Piango perchè credo che non ce la farei. Allora, egoisticamente, spero capiti prima a me.
Piango per questo e per molto meno, e vorrei fossero già passati mesi da quel giorno, per stare un pò meglio e non pensarci continuamente.
giovedì 30 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
DUE SEMPLICI MODI PER ESSERE FELICI
Entro nella mia casa: vuota, nuova e con i muri immacolati, bianchi.
Indosso le mie cuffiette e ballo al ritmo della mia playlist afro.
Ballo, ballo e ballo.
Finchè non sono tutta sudata, esausta, libera e felice. Come una farfalla!
Poi mi siedo per terra e sporco i miei pantaloni bianchi, e soddisfatta di me stessa gioco con la mia voce e con l'eco di una casa ancora senza mobili.
Spalanchiamo le finestre, io e il mio amore. Usciamo in terrazza.
Ci viene voglia di fumare una sigaretta (noi che proprio non fumiamo), non per la sigaretta in sè, ma per l'irresistibile voglia di farlo liberamente solo perchè siamo sulla NOSTRA terrazza.
All'improvviso mi assale un'altra voglia ancora più forte: scavalcare quel basso muretto per sedermi sul tetto, come nei film.
Io che a casa dei miei genitori non ho mai potuto farlo, assecondo il mio istinto, trascinando Enrico con me e in men che non si dica siamo sul tetto della nostra casa, seduti vicini a fumare una stupida sigaretta e tutto prende un altro significato, perfino le tegole del tetto, perchè appartengono a noi. Ci mancava solo un'amica che da giù, dal nostro cortile, ci fotografasse con la sua amata macchina fotografica!
Indosso le mie cuffiette e ballo al ritmo della mia playlist afro.
Ballo, ballo e ballo.
Finchè non sono tutta sudata, esausta, libera e felice. Come una farfalla!
Poi mi siedo per terra e sporco i miei pantaloni bianchi, e soddisfatta di me stessa gioco con la mia voce e con l'eco di una casa ancora senza mobili.
***
Spalanchiamo le finestre, io e il mio amore. Usciamo in terrazza.
Ci viene voglia di fumare una sigaretta (noi che proprio non fumiamo), non per la sigaretta in sè, ma per l'irresistibile voglia di farlo liberamente solo perchè siamo sulla NOSTRA terrazza.
All'improvviso mi assale un'altra voglia ancora più forte: scavalcare quel basso muretto per sedermi sul tetto, come nei film.
Io che a casa dei miei genitori non ho mai potuto farlo, assecondo il mio istinto, trascinando Enrico con me e in men che non si dica siamo sul tetto della nostra casa, seduti vicini a fumare una stupida sigaretta e tutto prende un altro significato, perfino le tegole del tetto, perchè appartengono a noi. Ci mancava solo un'amica che da giù, dal nostro cortile, ci fotografasse con la sua amata macchina fotografica!
Etichette:
casa dolce casa,
musica,
my life,
pensieri vari
Iscriviti a:
Commenti (Atom)