mercoledì 20 aprile 2011



In sottofondo "the invisible band", dei Travis, un cd adorabile che mi è stato regalato anni fa, con un sapore particolare.
Forse un pò triste, non un cd da ascoltare oggi, con questo umore e questa tristezza di fondo, ed invece l'ho fatto. Ed ora mi ritrovo qui a scrivere e piangere, piangere e scrivere, con le lettere della tastiera che si offuscano, e le dita che premono forte.
Le mie giornate sono così piene: la casa, il lavoro, la piscina, gli amici, le cene, la spesa, i weekend, la piccola belva, le commissioni... Io sempre così organizzata, a volte sto così bene, sono in pace con me stessa, col mio amore e con la mia vita, altre volte mi chiedo che cosa veramente sto facendo.
Poi do la colpa al ciclo ma forse è troppo facile...
E poi ancora faccio per cancellare questo post sconclusionato che non va da nessuna parte, ma non lo faccio, non lo faccio perchè è uno sfogo e al diavolo chi legge, l'ho scritto per me, non per voi.
Non pretendo capiate, perchè non capisco nemmeno io.
E allora prendo e vado: basta una doccia, una tua telefonata, una passeggiata con Pepi sotto il sole e qualche pensiero positivo, non devo buttarmi giù così: devo pensare a cose belle, devo pensare a quello che ho ottenuto e non a quello che mi manca, devo pensare ai sogni realizzati, al mio matrimonio sempre più vicino, a tu che mi ami anche quando faccio la stronza, alla nostra luna di miele, così desiderata.
Devo pensare positivo. Forse ho solo bisogno di relax, di dedicarmi un pò di più a me, sicuramente abbiamo bisogno di dedicarci solo a noi due.
E forse questo pianto non ha fatto male, no, ho buttato fuori tutto, un pianto liberatorio come quello dei bambini, con i singhiozzi che scuotono le spalle e le lacrime che scivolano in bocca e sulla maglietta.