Nel pieno della notte mi sono svegliata.
Anzi no, erano le prime ore del mattino, chi voglio ingannare...
Comunque mi sono svegliata di sopprassalto e per un attimo non sapevo dove mi trovassi; dopo qualche secondo ho realizzato: ero nel mio lettone, nella mia camera da letto, nella mia dolce casina. Familiarità. Tranquillità.
Poi però non sono più riuscita a dormire.
Anche se solo per un attimo ho provato quella bellissima sensazione che provo ogni volta che viaggio: mi sveglio e non comprendo immediatamente dove mi trovo. Poi realizzo, e la mia bocca sorride ancor prima che i miei occhi si aprano.
Allora di solito mi volto verso destra e vedo il mio amore dormirmi accanto, i miei occhi che si abituano alla semioscurità riconoscono le orribili e pesante tende, e quei dettagli tutti uguali in qualsiasi hotel del mondo (o almeno gli hotel che scelgo io che niente hanno a che vedere col lusso). E il mio cuore si gonfia: so che quando mi alzerò dal letto tirerò le tende e fuori dalla finestra osserverò un paesaggio sempre diverso, che non conosco, che non ha niente di familiare, ma per questo unico e fantastico.
So che userò il bagno per prima e se farò una doccia il mio uomo mi chiederà se ha un buon getto d'acqua!
So che passeremo la giornata a camminare per strade nuove e sconosciute, che vedremo luoghi bellissimi, che faremo decine di foto, che mangeremo qualcosa di strano e magari schifoso, che incroceremo lo sguardo con migliaia di occhi mai visti, che ci perderemo, che non staremo zitti un attimo.
Poi so che a fine giornata torneremo esausti in hotel, ma pronti a ricominciare tutto il mattino seguente.
E così per diversi giorni...
Fino a che arriverà il giorno di tornare a casa, e magari, dopo dieci-quindici giorni c'è anche la voglia di tornare al nido, rivedere gli amici, la famiglia, la mia cagnolina, raccontare tutto a tutti e perchè no, anche farsi un pò invidiare! Ma mi godrò le ultime ore fino in fondo, anche in aereoporto, un luogo magico secondo me, con in sottofondo il rumore di centinaia di rotelline che girano e valigie che corrono, di persone che guardano in sù per controllare i voli, di uomini che dormono, bambini che piangono, ma qui a mio parere urge un post a parte.
Tutto ha un sapore diverso, tutto sprigiona sensazioni magiche, non lo so spiegare, ma lo sento nell'aria. E quell'aria ora mi manca, la attendo con ansia perchè più si avvicina e più mi sembra che non arrivi mai... centodue giorni...
Così pochi, così tanti.
Cerco di riaddormentarmi, anche se non è facile, ormai sono eccitata e il mio cervello corre a mille. Cambio posizione mille volte, ma la mia mente ora ha un unico pensiero.
Non dormo più, è meglio scendere.
Australia, aspettaci.