E' ora di tirare fuori un libro e uno snack di frutta essiccata da sgranocchiare.
E' ora di coricarsi su quello sdraio sbiadito, sbiadito come la mia pelle nascosta dall'inverno.
E' ora di godersi il calore del sole, l'erba da poco tagliata del mio giardino, il ronzio degli insetti, i colori dei miei nuovi fiori.
Pepy viene ad accucciarsi sotto lo sdraio, già in cerca d'ombra e di fresco.
Leggo poco: la mia mente fugge in mille direzioni, non riesco a starle dietro.
Troppe canzoni in testa, troppe foto, troppi sogni ad occhi aperti, troppo sole, troppa primavera.
Vorrei teletrasportarmi.
Vorrei fare l'angelo in questo preciso momento...
| whiteheaven beach |
| angel at whiteheaven beach |
| great ocean road |
Sono passati solo (già) sei mesi, e sento ancora l'odore di quei luoghi, il sapore. Vorrei respirarne l'aria ancora una volta.
Vorrei trasportare me stessa, lo sdraio, Pepy e il mio snack. Una fermata a rapire lui dal lavoro. Andata. E il ritorno, senza fretta.
Mi concentro con tutta me stessa. Ma quando apro gli occhi c'è solo Pepy che mi guarda con una ciabatta in bocca.
Sorrido, perchè a volte bisogna sapersi accontentare: posso chiudere gli occhi e riviverlo tutte le volte che voglio. Per sempre. C'è chi un'aria così non l'ha mai respirata.
E allora mi sento la persona più fortunata al mondo. C'è chi non ha mai avuto neanche uno sdraio rosso.