... E venne chiamata due cuori ...
mercoledì 19 dicembre 2012
giovedì 6 dicembre 2012
Adoro guidare di notte per le strade così familiari del mio paese: in giro non c'è praticamente anima viva e mi sento rilassata e felice.
Nonostante mi ostini a dire a chiunque (e a pensarlo, perchè lo penso veramente) che quest'anno non ho proprio voglia che arrivi Natale, con il solito tran tran, e gli immancabili festeggiamenti che ne conseguono, per non parlare della "magica ultima notte dell'anno", nonostante questi pensieri cinici dicevo, vedere le case e i giardini della gente completamente illuminati a festa, mi scalda il cuore.
Sebbene fuori si geli: non tocchiamo i due gradi stanotte, eppure ritardo a rientrare in casa, me ne resto ferma davanti al cancello, con le chiavi in mano, e fisso un cielo che non è mai stato così nero, e ammiro le stelle che non sono mai state così tante e così luminose; penso che non lo guardo abbastanza spesso questo nostro cielo.
Poi finalmente mi decido a rientrare in casa: sul divano c'è la mia cucciola che mi aspetta e mi guarda ma non si spreca in tante feste, assonnata com'è; mi sbrigo a prendere il mio onnipresente bloc notes sul tavolino, con la copertina grigia e i fiocchi di neve argentati (unico acquisto natalizio di quest'anno) e comincio velocemente a buttar giù questi pensieri, felice come ogni volta che mi ritrovo a scrivere.
E penso che nonostante tutto, nel fine settimana farò l'albero di Natale con mio marito, metterò un fiocco in testa alla mia cagnolina per farla sclerare, e poi rideremo come scemi!
Per me QUESTO vuol dire FESTA.
Nonostante mi ostini a dire a chiunque (e a pensarlo, perchè lo penso veramente) che quest'anno non ho proprio voglia che arrivi Natale, con il solito tran tran, e gli immancabili festeggiamenti che ne conseguono, per non parlare della "magica ultima notte dell'anno", nonostante questi pensieri cinici dicevo, vedere le case e i giardini della gente completamente illuminati a festa, mi scalda il cuore.
Sebbene fuori si geli: non tocchiamo i due gradi stanotte, eppure ritardo a rientrare in casa, me ne resto ferma davanti al cancello, con le chiavi in mano, e fisso un cielo che non è mai stato così nero, e ammiro le stelle che non sono mai state così tante e così luminose; penso che non lo guardo abbastanza spesso questo nostro cielo.
Poi finalmente mi decido a rientrare in casa: sul divano c'è la mia cucciola che mi aspetta e mi guarda ma non si spreca in tante feste, assonnata com'è; mi sbrigo a prendere il mio onnipresente bloc notes sul tavolino, con la copertina grigia e i fiocchi di neve argentati (unico acquisto natalizio di quest'anno) e comincio velocemente a buttar giù questi pensieri, felice come ogni volta che mi ritrovo a scrivere.
E penso che nonostante tutto, nel fine settimana farò l'albero di Natale con mio marito, metterò un fiocco in testa alla mia cagnolina per farla sclerare, e poi rideremo come scemi!
Per me QUESTO vuol dire FESTA.
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