E. è diventato pazzo. E' andato giù di testa, come si dice...
Oggi è venuto a prendermi, sono salita in macchina sua e l'ho salutato come al solito: con un bacio; ma ho visto subito che c'era qualcosa di diverso, LUI era diverso. Ha cominciato a trattarmi male, a rispondermi male, non era più lui, non lo aveva mai fatto.
Quando siamo arrivati all'incrocio si è immesso in strada senza guardare se arrivavano macchine da destra e sinistra, per poco non ci investivano, io ero terrorizzata, non capivo cosa stesse succedendo.
Poi ha continuato a "giocare" con la macchina, guidando nella corsia opposta, mentre le altre macchine cercavano di evitarci e ci strombazzavano, io gli gridavo di smetterla, che avevo paura, volevo che si fermasse immediatamente, ma lui niente, faceva finta di non sentirmi. Non si era mai comportato così irresponsabilmente...
Poi grazie a Dio, si è fermato su una piazzola, io nemmeno lo avevo mai visto quel posto, c'erano solo terra e fango. E' sceso dalla macchina, e io con lui; non c'era nessuno lì e ha cominciato a picchiarmi, mi prendeva, mi strattonava, come fossi una bambola, io non riuscivo a reagire, ero spaventatissima, non per il male fisico che mi stava facendo ma perchè non lo riconoscevo: quello non era il mio ragazzo.
Poi, non so come, sono tornata a casa. Mia mamma vedendomi piangere continuava a chiedermi cosa fosse successo ma io non ero in grado di risponderle.
Poco dopo un miracolo: lui è tornato da me, a casa mia, mi ha dato un diario (il suo, uno di quelli per la scuola, che io non sapevo nemmeno tenesse), mi ha sorriso e io pure.
Ho pensato: "è tornato da me, è tutto ok, è finito tutto bene"... ero già pronta a perdonarlo.
Ma lui se n'è andato di nuovo. Ho aperto subito il diario alla pagina segnata dal laccetto giallo.
30 Gennaio, la sua scrittura inequivocabile, diceva: oggi abbiamo festeggiato il nostro anniversario!
Il mio cuore si scioglieva...
31 Gennaio: oggi ci siamo lasciati.
Il mio sorriso si è sciolto come ghiaccio al sole, sfogliavo le pagine successive sempre con più foga, in ognuna c'era una poesia scritta da lui, poesie tristi, orrende e cattive sul nostro amore finito, sull'amore che lui non provava più per me.
Non poteva essere vero, lui non ha mai saputo scrivere poesie, tantomeno così lunghe... ma ormai era evidente: fra noi era finita, per sempre.
Lui non sarebbe più tornato. Ricordo d'aver fatto solo una cosa nei giorni seguenti: piangere. Piangevo in continuazione, mi sentivo inutile, vuota... tutti cercavano di consolarmi, mia madre, mia zia, perfino i miei nonni mi invitavano da loro per cercare di distrarmi, ma io continuavo solo a piangere.
Se per caso lo incontravo lui mi evitava e io mi sentivo morire.
Un giorno ho telefonato a mio padre, non era a casa con noi e gli ho raccontato cosa era successo, che E. mi aveva picchiata e poi mollata, e lui incredulo, non si sarebbe mai aspettato un comportamento tale da E. Non avevo mai pianto davanti a mio padre, nemmeno per telefono.
Qualche amica mi stava vicino, altri mi deludevano: amici che pensavo veramente amici sparlavano di me alle mie spalle ed io stavo sempre peggio.
Poi mi sono svegliata completamente sudata, i capelli appiccicati alla fronte, le coperte erano scivolate giù dal letto. Mi sono resa conto che era stato solo un incubo, che fra non molto sarei andata a lavorare, e che fra un paio d'ore avrei rivisto il mio amore. Era tutto ok, solo un brutto sogno.
Ma quella brutta sensazione mi ha accompagnata per tutto il giorno, in verità se lui si fosse comportato davvero così, picchiandomi ecc., sarei stata io a lasciare lui, subito.
Ma tralasciamo la pazzia, le botte e tutto il resto... se penso che un giorno dovesse lasciarmi, credo che veramente passerei i miei giorni e le mie notti piangendo. Solo a pensarci mi invade un senso di ansia, non riesco ad immaginare il mio futuro senza di lui, e forse è un segno di debolezza, forse sono una mollacciona, perchè non si dovrebbe mai basare la propria vita su un uomo, tutto può succedere, ma le cose stanno così: se la nostra storia finisse magari reagirei, mi farei forza, magari passerei la mia vita con qualcun'altro che non pensavo potesse esistere, ma in fondo al cuore sentirei che non è più lo stesso, che non potrò mai amare nessuno come ho amato lui.
Non ho raccontato ad E. questo sogno, a volte se ami troppo non vuoi mostrarti tanto debole, non vuoi mostrare le tue paure.
E' pazzesco quanto si può star male per un sogno, ed è dolcissimo correre da lui, perdersi nel suo abbraccio e capire finalmente che sei sveglia, l'incubo è finito, la realtà è questa.
Io e lui.