mercoledì 28 febbraio 2007

BRANDON LEE

BECAUSE WE DON'T KNOW WHEN WE WILL DIE, WE GET TO THINK OF LIFE AS AN INEXHAUSTIBLE WELL.
YET EVERYTHING HAPPENS A CERTAIN NUMBER OF TIMES AND A VERY SMALL NUMBER, REALLY HOW MANY MORE TIMES WILL YOU REMEMBER A CERTAIN AFTERNOON THAT'S SO DEEPLY A PART OF YOUR BEING THAT YOU CAN'T EVEN CONCEIVE OF YOUR LIFE WITHOUT IT?
PERHAPS FOUR OR FIVE TIMES MORE. PERHAPS NOT EVEN THAT.
HOW MANY MORE TIMES WILL YOU WATCH THE FULL MOON RISE?
PERHAPS TWENTY.  AND YET IT ALL SEEMS LIMITLESS.
FOR BRANDON AND ELIZA
EVER JOINED IN TRUE LOVE'S BEAUTY.



Siccome non sappiamo quando moriremo siamo portati a pensare alla vita come ad un bene inesauribile.
Eppure ogni singolo fatto accade solo per un certo numero di volte, e spesso si tratta di un numero limitato. Quante volte ci ricordiamo di un certo pomeriggio della nostra infanzia, un pomeriggio che fa così profondamente parte del nostro essere, senza il quale non riusciremmo nemmeno a concepire la nostra esistenza.
Forse quattro, cinque volte, forse anche di meno.
Quante volte vediamo sorgere la luna piena, forse venti, eppure tutto ci sembra senza limite.
Dedicato a Brandon ed Eliza.
Sempre uniti nella bellezza del loro vero amore.



"Questo è quello che c'è scritto sulla tomba di Brandon Lee nel cimitero di Lakeview a Seattle.
Queste sono alcune frasi che lui ha pronunciato nella sua ultima intervista.
Queste sono parole talmente profonde e vere che io ho imparato a memoria e che non scorderò mai.
Questo è un promemoria che mi ricorderà sempre la promessa da me fatta e che ora come non mai mi sembra così realizzabile.
Fra un anno partirò per l'America, in un tour di quindici giorni fra Los Angeles, Seattle e Vancouver; e siccome la promessa da me fatta anni e anni fa di vendicare la morte di Brandon e di scovare il suo assassino, ora che son cresciuta mi sembra un tantino difficile da mantenere (!!!), mi accontento d'averla un pò modificata. E andare a visitare la sua tomba ora mi sembra più che sufficente.
Non penso ad altro, e so che là davanti mi metterò a piangere...
Chiamatemi pure stupida, non m'importa. Questa è la mia promessa e la manterrò!"


 

giovedì 22 febbraio 2007

Eccomi qua... stanca morta dopo una lunga, lunga giornata...
Ma non voglio certo lamentarmi: ho passato tre giorni stupendi in Val di Fiemme col mio ragazzo, sapete dov'è??? Diciamo fra Trento e Bolzano; il novanta per cento dei turisti erano tedeschi, il cinque per cento si divideva fra Olandesi, austriaci, e svizzeri, il restante cinque per cento eravamo noi italiani!!!
Alla faccia!
Ci siamo regalati questa piccola vacanza per San Valentino, anche se ce la siamo goduta in ritardo visto che io per la festa degli innamorati ho lavorato...ma pazienza!
L'importante è aver staccato la spina, e noi l' abbiam fatto alla grande!
Abbiamo provato gli sci, il mio amore lo snowboard (io non sono così coraggiosa da provare a stare in piedi su un'unica tavola! Da pazzi!), ci siamo lanciati con lo slittino e con lo sci di fondo!
Ci siamo avventurati nei sentieri, sprofondando fino al ginocchio nella neve (intendiamoci: il mio ginocchio... non sono alta un metro e ottanta eh!), ci siamo rotolati nella neve, abbiamo fatto la gara del lancio delle palle (sempre di neve!), abbiamo dato vita a Billy, qui sotto, che non è perfetto, anzi direi  che è uscito piuttosto sbilenco, ma ognuno ha i suoi difetti no?!
Ci siamo addirittura lanciati sul "coaster", una piccola montagna russa sulla neve, a 2200 m d'altitudine, una figata!
Siamo ritornati bambini, piccoli monelli di cinque anni e che goduria!
Nessun orario da rispettare, nessuno a cui render conto, nessuno che ci conosceva e che poteva dire: "Comportatevi da adulti, comportatevi bene!"
E tutto questo al mattino e nel primo pomeriggio...
Per il resto della giornata ci siamo coccolati nel centro benessere del'hotel: idromassaggio, bagno turco, sauna, doccia con varianti di getti caldi, freddi, nebbia al mentolo, doccia tropicale con aromaterapia agli agrumi, percorso kneipp, e per finire in bellezza un bel massaggio con olii profumati...
Ringiovaniti nel corpo e nello spirito corravamo in camera a finire le nostre "coccole"!
Un bel regalo no?
Stamattina ci siamo svegliati alle cinque e mezza, abbiamo fatto le valigie e, dato un ultimo saluto alla nostra cameretta, siamo partiti verso casa: la bellezza di quattro ore di macchina, di cui due passate a dormire io, e a guidare lui,  povero il mio amore, solo con la radio!
Ma i miei occhi proprio non volevano saperne di rimanere aperti...
Alle dieci eravamo a casa e alle undici sono corsa a lavorare... ebbene si, quando si dice godersi una vacanza fino all'ultimo momento!
Ora son qui a rivivere quei bei momenti, a pensare al mio amore che sta dormendo nel suo letto, e a me che stanotte non dormirò con lui, ma mi troverò di nuovo sola soletta nel mio lettino, dove mi mancherà il suo bacio della buonanotte, il suo odore accanto a me, e perchè no, anche i suoi piccoli calci mentre dorme!


Ti amo cucciolotto mio!!! 



venerdì 16 febbraio 2007

E GIA' CHE CI SIETE RIFATEVI ANCHE LA MENTE...

White oleander
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Il petalo cremisi e il bianco
Un posto nel mondo
La ragazza delle arance
Una piccola pasticca gialla
Lettera ad un bambino mai nato
Tatiana & Alexander
Seta
La lettera scarlatta
Il ritratto di Dorian Gray
Orgoglio e pregiudizio
Seta
E' una vita che ti aspetto
La neve se ne frega
Non buttiamoci giù
Bruciata viva
Tanto rumore per Tullia
Veronika decide di morire
La ragazza con l'orecchino di perla
e tutti i grandi classici...
RIFATEVI GLI OCCHI CON...

Il corvo (non il due ne il tre, ma bensì il primo, unico e inimitabile, con Brandon Lee)
Il fantastico mondo di Amelie
The million dollar baby
The butterfly effect
Cuori ribelli
Thelma e Louise
Due vite al massimo
Shindler's list
La vita è bella
La tigre e la neve
L'ultimo bacio
Due vite al massimo
Noi, i ragazzi dello zoo di berlino
e tutti i cartoni della walt disney!
RIFATEVI GLI ORECCHI CON...

Elisa
Rem
Nirvana
Litfiba (quelli vecchi di Piero Pelù)
Travis
Roxette
Battisti
U2
Cranberries
Je
vel
Robbie Williams
Skunk anansie
Tutta la musica afro
ODIO

* Il colore marrone. Sarà stupido ma lo detesto, la sensazione che mi dà è di noia... schifo... vecchio... Ho odiato la moda quest'anno quando proponeva il colore marrone ovunque, per tutto il tempo ho evitato lo shopping. Non ho molte spiegazioni per questo, lo odio e basta: mi ricorda solo una cosa... la cacca!

* Le persone false e ipocrite, quelle che dicono una cosa e ne pensano un'altra, quelle che ti regalano illusioni e poi dicono di non aver mai promesso nulla. Quelle che parlano anche se non hanno niente da dire solo per dar aria alla bocca. Quelle che invece dovrebbero parlare e per vigliaccheria non lo fanno.

* Odio quando sto mangiando e qualcuno mi fissa: all'improvviso la mia bocca e il mio cervello si sconnettono, gli spaghetti non vogliono entrare in bocca, il sugo scivola sul piatto, insomma faccio un disastro, come se la mia bocca avesse una distrofia... per favore, lasciatemi mangiare in pace!
AMO

* L'odore della minestrina e del purè che mi davano all'asilo, quando passavano urlando: "chi vuole il bis alzi la mano!", la mia manina era sempre alta in cielo... e se volevo un pò di formaggio sopra bastava che uscissi in cortile alla ricreazione, prendessi una pietra e la strofinassi sul muro: ecco pronto il formaggio grana gratuggiato da mettere sul mio purè e sulla mia minestrina...
Beata innocenza!

* Andare a letto insieme al mio lui, abbracciarci, guardarci negli occhi, sussurrarci la buona notte e spegnere la luce. Poi rimanere lì ancora un pò abbracciati, in un incastro perfetto, braccia, gambe, testa, come un puzzle perfetto... poi allontanarci di scatto, perchè mica riesci a dormire bene in quella posizione! E toccarci "culo culo" e dormire beati!

* Viaggiare. Ma più di tutto la sensazione che provo nel fare la valigia: tirarla fuori dallo scomparto più alto dell'armadio, aprirla, guardare con un sorriso le etichette appicicate (Copenaghen, Palma de Mallorca, Olanda), pensare a cosa metterci dentro e specialmente a come farci stare tutto, immaginarmi mentre sono in viaggio con la mia valigiona. Forse ancor più amo il rumore che fanno le rotelline della mia valigia quando la trascino dietro di me da un punto all'altro dell'aereoporto!



mercoledì 14 febbraio 2007

TETTE GROSSE O PICCOLE?

Mia nonna D. ha le tette piccole.
Ha avuto due figlie: mia mamma P. e mia zia O.
Mia mamma P. ha due tette grosse così, mia zia O. ha due tettine minuscole.
Mia mamma e mia zia hanno avuto una figlia femmina ciascuna: io e mia cugina.
Io ho due tette piccole così, mia cugina due grosse grosse.
Mia cugina ha avuto una femmina, che è ancora piccola ,ma quando sarà grande in teoria dovrà avere due tette minuscole, io quando avrò una figlia mia (fra non so quanti anni), dovrà avere due tette enormi!
E' così che funziona no? La teoria si basa sul "una si e una no" a quanto pare...


Te lo auguro bambina mia!!!

domenica 11 febbraio 2007

E. è diventato pazzo. E' andato giù di testa, come si dice...
Oggi è venuto a prendermi, sono salita in macchina sua e l'ho salutato come al solito: con un bacio; ma ho visto subito che c'era qualcosa di diverso, LUI era diverso. Ha cominciato a trattarmi male, a rispondermi male, non era più lui, non lo aveva mai fatto.
Quando siamo arrivati all'incrocio si è immesso in strada senza guardare se arrivavano macchine da destra e sinistra, per poco non ci investivano, io ero terrorizzata, non capivo cosa stesse succedendo.
Poi ha continuato a "giocare" con la macchina, guidando nella corsia opposta, mentre le altre macchine cercavano di evitarci e ci strombazzavano, io gli gridavo di smetterla, che avevo paura, volevo che si fermasse immediatamente, ma lui niente, faceva finta di non sentirmi. Non si era mai comportato così irresponsabilmente...
Poi grazie a Dio, si è fermato su una piazzola, io nemmeno lo avevo mai visto quel posto, c'erano solo terra e fango. E' sceso dalla macchina, e io con lui; non c'era nessuno lì e ha cominciato a picchiarmi, mi prendeva, mi strattonava, come fossi una bambola, io non riuscivo a reagire, ero spaventatissima, non per il male fisico che mi stava facendo ma perchè non lo riconoscevo: quello non era il mio ragazzo.
Poi, non so come, sono tornata a casa. Mia mamma vedendomi piangere continuava a chiedermi cosa fosse successo ma io non ero in grado di risponderle.
Poco dopo un miracolo: lui è tornato da me, a casa mia, mi ha dato un diario (il suo, uno di quelli per la scuola, che io non sapevo nemmeno tenesse), mi ha sorriso e io pure.
Ho pensato: "è tornato da me, è tutto ok, è finito tutto bene"... ero già pronta a perdonarlo.
Ma lui se n'è andato di nuovo. Ho aperto subito il diario alla pagina segnata dal laccetto giallo.
30 Gennaio, la sua scrittura inequivocabile, diceva: oggi abbiamo festeggiato il nostro anniversario!
Il mio cuore si scioglieva...
31 Gennaio: oggi ci siamo lasciati.
Il mio sorriso si è sciolto come ghiaccio al sole, sfogliavo le pagine successive sempre con più foga, in ognuna c'era una poesia scritta da lui, poesie tristi, orrende e cattive sul nostro amore finito, sull'amore che lui non provava più per me.
Non poteva essere vero, lui non ha mai saputo scrivere poesie, tantomeno così lunghe... ma ormai era evidente: fra noi era finita, per sempre.
Lui non sarebbe più tornato. Ricordo d'aver fatto solo una cosa nei giorni seguenti: piangere. Piangevo in continuazione, mi sentivo inutile, vuota... tutti cercavano di consolarmi, mia madre, mia zia, perfino i miei nonni mi invitavano da loro per cercare di distrarmi, ma io continuavo solo a piangere.
Se per caso lo incontravo lui mi evitava e io mi sentivo morire.
Un giorno ho telefonato a mio padre, non era a casa con noi e gli ho raccontato cosa era successo, che E. mi aveva picchiata e poi mollata, e lui incredulo, non si sarebbe mai aspettato un comportamento tale da E. Non avevo mai pianto davanti a mio padre, nemmeno per telefono.
Qualche amica mi stava vicino, altri mi deludevano: amici che pensavo veramente amici  sparlavano di me alle mie spalle ed io stavo sempre peggio.


Poi mi sono svegliata completamente sudata, i capelli appiccicati alla fronte, le coperte erano scivolate giù dal letto. Mi sono resa conto che era stato solo un incubo, che fra non molto sarei andata a lavorare, e che fra un paio d'ore avrei rivisto il mio amore. Era tutto ok, solo un brutto sogno.
Ma quella brutta sensazione mi ha accompagnata per tutto il giorno, in verità se lui si fosse comportato davvero così, picchiandomi ecc., sarei stata io a lasciare lui, subito.
Ma tralasciamo la pazzia, le botte e tutto il resto... se penso che un giorno dovesse lasciarmi, credo che veramente passerei i miei giorni e le mie notti piangendo. Solo a pensarci mi invade un senso di ansia, non riesco ad immaginare il mio futuro senza di lui, e forse è un segno di debolezza, forse sono una mollacciona, perchè non si dovrebbe mai basare la propria vita su un uomo, tutto può succedere, ma le cose stanno così: se la nostra storia finisse magari reagirei, mi farei forza, magari passerei la mia vita con qualcun'altro che non pensavo potesse esistere, ma in fondo al cuore sentirei che non è più lo stesso, che non potrò mai amare nessuno come ho amato lui.
Non ho raccontato ad E. questo sogno, a volte se ami troppo non vuoi mostrarti tanto debole, non vuoi mostrare le tue paure.
E' pazzesco quanto si può star male per un sogno, ed è dolcissimo correre da lui, perdersi nel suo abbraccio e capire finalmente che sei sveglia, l'incubo è finito, la realtà è questa.
Io e lui.