Siamo stati ore a chiacchierare sul mio lettone e il tempo è letteralmente volato. Mi sono ricordata di quel sabato sera di tanto tempo fa, quando io, lui e altri amici siamo andati a bere qualcosa in un locale di cui non ricordo più il nome, e finita la serata siamo ritornati tutti a casa. O meglio, tutti sono tornati a casa mentre io e lui siamo rimasti nella mia macchina dalle tre alle sei del mattino, a congelarci perché era pieno inverno e il riscaldamento della mia macchina non funzionava, a chiacchierare di tante cose, ad aspettare che il primo bar aprisse per andare a fare colazione, e solo dopo aver mangiato brioche e cappuccino ce ne siamo andati a letto.
Quante notti abbiamo passato così io e lui, all’insaputa di tutti, solamente a parlare, ad aspettare l’alba. Io adoravo questi momenti perché ero già persa per lui, e solo in parte pensavo che lui aveva un’altra, perché quando eravamo insieme, che lui fosse fidanzato sembrava fantasia: la realtà era lì, quando lui era con me e sentivo che fra noi c’era un gran legame a dispetto di tutto e mi piaceva pensare che anche lui la vedesse così, che la sua ragazza fosse solo un piccolo particolare a cui era costretto ma che in verità desiderasse solo essere lì, con me. Speravo che un giorno o l’altro se ne sarebbe accorto pienamente, tanto da lasciare lei di sua spontanea volontà.
A mio parere non si dovrebbe mai lanciare un ultimatum al ragazzo di cui si è innamorate. Mai chiedergli di decidere: “O me o lei”.
Se lui risponde “lei” la vostra autostima va sottozero, non farete che rimpiangere d’averglielo chiesto e magari rovinerete l’amicizia.
Se invece risponde “te”… chi vi assicurerà che vi abbia scelto perché lo desiderava o solamente perché ne è stato obbligato? Avrete sempre paura che lui continui anche in minima parte a pensare a lei, e chi sa, magari appena lui sceglie te, tu ti accorgi che non lo desideri più come prima, perché si sa, un giocattolo è sempre più desiderabile quando a possederlo è un’altra: noi donne siamo così stronze!
Questo è un'altro pezzo del libro che ho scritto.
E che voglio condividere con voi.
E' possibile che si avveri quel vecchio gioco della catena? Io lo faccio leggere a te, tu lo fai leggere a lui, lui lo fa leggere a lei, lei lo fa leggere all'amico di lui, lui lo fa leggere al fratello di lei, lei lo fa leggere a quel suo vecchio amico editore!
Io non voglio mollare. No.
E anche se so che non sarà perfetto, d'altronde pure Stephen King ha detto che sarà "eternamente grato alla cara Nan che ha controllato la prima stesura del mio romanzo, e me l'ha ridata con tutte le sue annotazioni: mi furono restituiti compiti in classe del primo anno di francese più puliti."
Nessun commento:
Posta un commento