Cullati dall'avanzare lento della macchina, e dalla guida silenziosa del conducente, se ne stavano accocolati sul sedile posteriore in silenzio.
Lui teneva la fronte appoggiata al finestrino e accarezzava i capelli lisci di lei, che aveva adagiato la testa sul suo grembo. Lo stava abbracciando forte e lui sentiva, attraverso quella stretta, tutto il suo amore.
Ogni tanto si chinava per darle un bacio su quella testolina e lei sorrideva, anche se lui non riusciva a vederla in quella posizione.
Restarono così a lungo e il conducente continuava a non parlare: non voleva disturbarli.
Poi lui le sussurrò qualcosa all'orecchio:
"Ti amo"
Lei non rispose, ma lo strinse ancora più forte.
Lui continuò:
"Mi dispiace che il tempo a nostra disposizione sia già finito. Vorrei non partire mai."
Anche stavolta lei non rispose, ma lo strinse di nuovo.
Il conducente non voleva intervenire, ma non capiva perchè lei non rispondesse. Lui era così dolce eppure lei continuava a tacere. Ma se glielo avesse chiesto lei avrebbe avuto una risposta:
"Non sempre occorre parlare. Fra le sue braccia sto catturando tutta la sua essenza, ne assorbirò il più possibile, per sentirne meno la mancanza quando lui sarà partito."
Non sapeva se il conducente l'avrebbe capita, non sapeva se lui avesse mai saputo cosa significava "fare scorta"...
Ma lei l'aveva imparato.
E' opera tua?
RispondiEliminaE' bellissima...
Si! Grazie sei sempre gentile!
RispondiEliminaCiao tesorino!!!
RispondiEliminasembra una scena familiare...tipo quella di voi due seduti in macchina dietro e io e anthony davanti tornando dalle befane...!! :)
cice
mmm... secondo me ti sbagli cice... mmm... ;p
RispondiEliminal'importante è imparare
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