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Non ho detto che l'America è proprio come la si vede in tv. La gente che cammina per strada perennemente col bicchierone di caffè in mano.
Le strade infinite, lunghe e solitarie, che si perdono all'orrizzonte e con l'asfalto che
sembra tremare dall'afa che toglie il fiato. Una casa ogni mezz'ora. Qualche mucca.
Un cespuglio. Poi più niente, il deserto totale tutt'attorno.
Persone obese: molte. Ma nelle spiaggie si vede la classica bagnina superfiga col costumino
rosso, che osserva i bagnanti dalla sua torretta stile Baywatch.
Il lusso sfrenato dei ricchoni, che mostrano ville e macchine da sogno; leggermente più in la, l'enorme contrasto d barboni che bazzicano per le strade e di poliziotti che arrestano la gente davanti a tutti.
I ranger: scendono dalla loro macchina con i rayban e il capellone da cowboy in testa, si atteggiano da duri ma a me veniva da ridere e desideravo tantissimo una foto ricordo con uno di loro! Ma non si poteva...
Questi americani super patriottici, che mettono le loro bandiere ovunque, anche sulla cima delle gru nei cantieri. O lo dimostrano così:
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La paura dei terremoti, mia madre che mi chiama alle tre e mezza della notte per dirmi che al tg hanno appena detto che c'è stata una grande scossa; io che mi volto verso Enrico al mio fianco, ci guardiamo ignari, e con la voce impastata dico: "Mamma siamo a letto, non abbiam sentito niente noi. Tranquilla, fra tre ore prendiamo l'aereo e torniamo".
Arriviamo a casa dopo 15 giorni: abbiamo in corpo 26 ore di macchina per un totale di 2300 km percorsi, più 28 ore di volo fra andata e ritorno, senza contare le ore d'attesa negli aeroporti.
Teniamo nello zaino 1400 foto e 4 video, circa 10 dollari non spesi, e più o meno 500 euro avanzati. Abbiamo 9 ore di fuso e incontabili ore di sonno arretrato!
Ricordi? Miliardi, tutti bellissimi. Sembra incredibile essere davvero stata la, nemmeno una settimana fa. Incredibile il fatto che tutto sia filato liscio: la macchina che non ci ha lasciato a piedi nel deserto, le valigie che non sono andate perse in giro per il mondo, niente di niente!
Non c'è che dire... è un'altro sogno che abbiamo realizzato. Insieme.
P.S.: Ci sarebbero tante altre cose da raccontare ma è impossibile. Ad esempio c'è chi ci ha chiesto se ci siamo sposati a Las Vegas e noi abbiamo negato, ma poi spunta un anello e chi lo sa... Non si può mica dir tutto!!!
...Fine...
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Continuiamo con altre nove ore di on the road, per arrivare alla tanto attesa Las Vegas.
Solo gli americani potevano costruire un paradiso del genere in mezzo al deserto! 50 gradi di giorno. Forse 30 di notte.
Las Vegas è sinonimo di divertimento, sfarzo, luci, caos, lusso, esagerazione e chi più ne ha, più ne metta.
Se sei stato a Las Vegas puoi dire d'aver visto Parigi, New York, il Cairo, Venezia... Non è possibile perdersi in un negozio di M&M's per la sua grandezza, incantarsi davanti ai giochi d'acqua di una fontana grande come un lago, o salire su una montagna russa all'interno di un hotel. Non è possibile metterci più di un quarto d'ora per andare dalla hall dell'albergo fino alla camera, o giocare quattro ore con un dollaro alle slot machines!
Eppure a Las Vegas si può questo e molto altro.
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Il viaggio continua. Altre cinque ore. Destinazione Grand Canyon. Qui non bastano le parole e nemmeno le foto. Se non sei lì, davanti alla strapiombo, non puoi capire.
Non puoi comprendere la bellezza, i colori, l'immensità e il vuoto attorno a te. Ti senti piccola, minuscola in questo grande spazio. Il Colorado sembra rosso, quando per strada l'avevi visto scorrere e brillare di un azzurro cielo.
Sei lì a guardare nel vuoto e pensi a Thelma e Louise! Pensi che quando andrai a casa non riuscirai a spiegare quello che hai provato: gli amici ti guarderanno, sorrideranno, ammireranno le foto, magari ti invidieranno, ma non capiranno, non del tutto.
Ma è questo il bello, no?
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Arrivano anche le altre otto ore, le ultime da percorrere in macchina. Ci aspetta Los Angeles, con Hollywood, Beverly Hills e Santa Monica.
Ripensando a questi ultimi tre giorni avrò davanti agli occhi centinaia di stelle della Walk of Fame, le terribbili montagne russe del Six Flags Magic Mountain, la Rodeo Drive, l'oceano pacifico con la sua acqua ghiacciata, la famosa scritta di Hollywood sulla collina e le ville di quei ricchoni di Beverly Hills!
... continua...


Quando tutti sono in attesa, quando tutti hanno delle aspettative per questo post, è difficile scriverlo.
Inoltre ci sarebbero tante di quelle cose da dire, che non so da dove cominciare.
Forse col dire che con questo viaggio ho realizzato tanti sogni in un colpo solo?
Vedere l'America, meta tanto sognata, è già di per se il massimo.
Se poi ci aggiungo la visita al Lake View Cemetery di Seattle, per trovarmi davanti alla tomba del mio adorato Brandon Lee, il mio cuore potrebbe scoppiare... anche se non ho ancora capito se era maggiore la gioia di trovarmi finalmente li, o la tristezza per ciò che gli hanno fatto.
Quando penserò a Seattle penserò a lui, e allo stupore di vedere svolazzare i corvi fra le lapidi. Giuro! I corvi...
Penserò alle decine di pannocchiette mangiate in giro!

Penserò alla gente gentilissima, pronta ad aiutarti sempre, anche se tu non chiedi niente. Gente sconosciuta che ti incrocia per strada e ti sorride.
Basta così poco per fare di una giornata una BELLA giornata, basta un sorriso, dovrebbero insegnarlo anche qui da noi, ma noi siamo troppo presi...
Poi arriva San Francisco col suo vento gelido che ci fa sognare una bella felpa e magari
anche un piumino! Aveva ragione Mark Twain a dire: "il mio inverno più freddo è stato
un'estate a San Francisco".

Battendo i denti penserò a Union Square, la piazza piena di cuori! Penserò al Golden Gate Bridge e al Golden Gate Park, passando per il quartiere colorato e "vivace" degli hippy. Penserò a tutti quegli scoiattoli che si facevano avvicinare quasi senza paura da tutti noi.
E per finire penserò alle famose casette di Alamo Square e di tutte quelle strade in salita e discesa, salita e discesa, di Twin Peaks!

Noleggiamo la macchina (e che macchina!) e qui comincia il nostro viaggio on the road.

In quattro ore siamo a Yosemite, circondati dal verde e da cascate e ruscelli. Il tempo ci era contro, la stanchezza pure. Per non strafare ci siamo regalati una giornata di relax fra piscine, sole (finalmente!) e spa. Ce ne siamo andati col dispiacere di non aver visto quasi niente di questo enorme parco, ma tutto non si può avere...
... continua...