Torniamo a casa da Bologna, passiamo Ferrara. Arriviamo ad un piccolo paese, Polesella.
"Ricordi amore?"
"Certo" mi dici
"Avrei voglia di vedere la sua casa dopo tutti questi anni!"
"Andiamo" rispondi "Ti ricordi la strada?"
"Sicuro!" un sorriso a trentasei denti...
Ricordo benissimo l'elettrauto, o il gommista, comunque tutte quelle gomme di ogni forma e grandezza. Giù di lì.
Ricordo benissimo che si svoltava a sinistra. Poi non ricordo quel parco, ne quelle case:
"Non era qui..." sogghigno.
Dopo aver sbagliato quattro o cinque vie, dopo altrettante inversioni, mi dici:
"Ti ci porto io!"
La mia memoria stradale ha sempre fatto cilecca. Finalmente sbuchiamo in una via familiare:
"Si, qui qui! E' qua, ricordo!"
Riconosco la stradina, i palazzoni bianchi, le porte in vetro, i garage e le persiane rosse; quanti anni sono passati? Tanti, troppi, mi viene un tuffo al cuore. Ora siamo fermi davanti l'ingresso, c'è un bimbo che ci guarda, avrà otto, nove anni.
"Guarda è lui!" esclami
"Si, se solo il tempo si fosse fermato..."
Forse allora potrebbe essere lui, con dietro una ragazzina piccola e magra che lo insegue per il cortile, mentre imparano ad andare sullo skateboard o sul monopattino.
"Perchè non scendi e suoni?"
"No, no" la mia risposta è un lampo
"Controlla almeno i nomi sul campanello" insisti
Ma non mi va; ho paura. Sicuramente il nostro cognome non c'è più, magari c'è solo l'altro, quello del dopo divorzio. E anche se ci fosse? Sono sicura che avrebbero voglia di rivedermi? E da dirci cosa avremo?
No, troppe insicurezze:
"Andiamo, dai" Ti dico "Torniamo a casa, però... quanti bei ricordi..."
Ma nel tragitto verso casa non faccio che pensare a te cuginetto, chissà perchè i grandi litigano vero? Se lo ricordano loro? Io no, tu nemmeno scommetto, però in ogni caso, ci siamo dovuti perdere anche noi...
Quanti anni sono passati: ti riconoscerei se ti vedessi per strada? Credo di si, sempre bello, sempre moro, sempre i tuoi occhi azzurri e il tuo broncio inconfondibile, forse solo più muscoloso.
Chissà come stai, se sei guarito del tutto... hai vinto tu? Dicono di si.
Dicono anche che hai una ragazza, sarei curiosa di vederla, è bella? Convivi già? Le avrai parlato qualche volta di me, della tua cuginetta timida timida?
Una dolce malinconia...
Ricordi quando si mangiava tutti insieme, e poi i grandi restavano a parlare in salotto e noi scappavamo nella tua cameretta?
Ricordi quanti salti su quel letto a castello? Su e giù infinite volte da quella scaletta rossa: nei miei ricordi d'infanzia il colore rosso era ovunque, me ne rendo conto solo ora.
Forse è per questo motivo che adoro tanto quel colore? Inconsciamente l'ho scelto anche per la mia casa, per il mio arredo, il mio divano e per molte altre cose, è un colore caldo, che mi fa star bene: strano non averci mai pensato prima...
Ma torniamo a noi: ti ricordi i mille giochi? E tuo fratello minore che voleva fare tutto quello che facevamo noi, ma lui era piccolo e noi no!
Ti ricordi la nostra complicità?
E la mia prima partita con Mario Bros, tu mi hai insegnato! Solo molti anni dopo avrei conosciuto l'amore e colui che con la passione dei videogiochi, e soprattutto di Mario, mi avrebbe sempre ricordato qui pomeriggi a casa tua.
Ti ricordi che sbirciavamo nella camera dei tuoi genitori? E che spiavamo i grandi in salotto mentre parlavano di mille cose e di discorsi incomprensibili per noi? Ci stancavamo presto e tornavamo in camera, nel nostro mondo.
C'era anche il mio di fratello, più grande però, ma non riesco a collocarlo nei nostri giochi, in fondo eravamo io e te, grandi uguali, della stessa età, non loro!
Avevi anche un gatto, non è vero? Lo ricordo vagamente...
Eri interista sfegatato, lo sei ancora?
Quante cose vorrei sapere di te, ma siamo cresciuti entrambi, io sto addirittura per sposarmi, stiamo diventando noi i grandi ora...
Mi piacerebbe rivivere uno solo di quei pomeriggi, tutti insieme con le nostre famiglie, ma soprattutto io e te, a rincorrerci per ore su quella scaletta! Stammi bene cuginetto...
Io ti porto sempre nel cuore.
sono bei ricordi quelli che descrivi,tienili stretti per te,anche se mettono un po' di malinconia a volte...
RispondiEliminacarpe diem...
Monia non è mai troppo tardi no? Ari
RispondiEliminano, non è mai troppo tardi... un giorno forse...
RispondiEliminaio fossi in te cercherei di contattarlo magari anche solo per bere un caffè senza menzionare i problemi di famiglia che sicuramente a entrambi non interessa, alla fine tra di voi non c'è mai stato niente di litigi intendo, quindi perchè perdere un cugino a cui vancora uoi bene?
RispondiEliminaForse ora non è ancora il momento per te, e forse io non dovrei permettermi di dire ciò che sto per dire, perchè non sono nessuno e perchè, in fondo, non ci conosciamo così bene. Ma ignorerò tutto questo e ti dirò ciò che penso:sennò a che servono gli amici virtuali?
RispondiEliminaRiflettici un po', tra qualche mese ti sposerai, davanti a Dio, davanti alle persone che ami, a cui tieni, davanti a quelle persone che sono state una parte del vostro cammino insieme. Vorresti che lui ci fosse? Se la risposta è si, non esitare, chiamalo, fregatene di quelle stupide dinamiche familiari in cui vi siete ritrovati invischiati vostro malgrado, fregatene di quel misto di emozione e paura e timore che fa da freno, fregatene se " forse non si fa". Fai un bel respiro e ascolta il tuo cuore, segui quella scia luminosa lasciata da quei dolci ricordi d'infanzia. Un abbraccio, e scusa se mi sono permessa
Da quel che ho capito, tu e questo tuo cugino vi siete allontanati per qualche litigio avvenuto fra i vostri genitori. E' successo anche a me, li ho ritrovati grazie a facebook!
RispondiEliminaforse, dopo tutte queste spinte virtuali, forse dico, un giorno potrei cercarlo...
RispondiEliminaperchè no? magari ci ritroviamo, in tutti i sensi...
la vità è in grado di far intrecciare il destino di milioni di persone, e non è detto che prima o poi anche la tua e quella di tuo cugino non si incontrino di nuovo!
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