Fuori piove. La finestra della mia camera è tutta cosparsa di goccioline.
Alcune scivolano fino al legno esterno della finestra e muoiono appena lo toccano, altre sembrano aggrapparsi con tutte le loro forze per resistere …e io sto impazzendo!
D’altronde me li faccio spesso questi viaggi, sono fatta così, mi perdo in mille e mille pensieri.
Sono una filosofa mancata, o forse sono semplicemente paranoica.
La vita è proprio un’illusione. Passi un brutto periodo e credi di non essere in grado di uscirne. Poi intravedi uno spiraglio di luce, ti fai forza e lo raggiungi e ti convinci sempre di più che ce l’hai fatta, che hai superato il peggio e che finalmente ti puoi rilassare.
Ma è proprio in questo preciso momento che le cose peggiorano di nuovo. Non si dovrebbe mai abbassare la guardia.
Stamattina ero alla guida della mia macchina, ricordo che stavo ascoltando il cd di Nora Jones, mi stavo avviando in ufficio. Ma mi è suonato il cellulare, nessuno mi chiama mai a quell’ora della mattina…era Kate in lacrime, che fra i singhiozzi ha cercato di dirmi di raggiungerla all’ospedale: Steph ha avuto un incidente in moto. Quella stramaledettissima moto.
Ho cercato di calmarla e di farmi dire in che condizioni era Steph ma non sono riuscita a capire molto perciò l’ho rassicurata che avrei fatto retromarcia e sarei corsa da lei. Dopo di che ho riattaccato.
Credo che quei venticinque minuti di strada siano stati i più lunghi della mia vita, non riuscivo a pensare a niente tranne a quella maledetta moto. Tranne a me e a Kate che cercavamo di convincerlo a venderla, penso l’unica cosa su cui io e lei fossimo d’accordo…lei l’ha sempre odiata più di me quella Ninja, ma per Steph è tutto, è la sua passione, come fai a chiedere ad un uomo di rinunciare alla sua più grande passione?
A questo pensavo, fino a che in tangenziale ho incrociato un segnale stradale, difficilmente leggibile, sotto quella scritta nera a bomboletta: DIO C’E’…
Ho incontrato migliaia di scritte del genere ma fino ad oggi non ci avevo dato importanza. Stamane si…Dio c’è…e dov’è? Perché non si fa vedere nel momento del bisogno, perché non ci da una conferma, un segno, perché continua a lasciare succedere questi casini?
Perché permette a giovani ancora pieni di vita di perderla, questa vita?
Sarò egoista ma prima di Steph il mio pensiero è andato alla mia sorellina. Perché Dio permette di morire a una ragazzina di soli undici anni?
Ecco…il motivo delle mie sedute dalla psicanalista…
O almeno il principale.
Però poi pensi che se qualcuno l’ha scritto questo benedetto “Dio c’è”, vuol dire che un motivo ci sarà. Una persona non scrive una cosa del genere solo per divertimento, probabilmente questa persona ha avuto delle prove, è sicura del fatto che Lui esiste, o comunque ha una gran fede che la aiuta in qualsiasi momento. E questo ti da un po’ di sollievo, un po’ di speranza in più, magari tu non sei la persona prescelta ma in questo mondo siamo miliardi di anime, e qualcuna di queste anime ha avuto un segno e per darti forza l’ha voluto condividere.
Su un cartello della tangenziale. Proprio mentre io andavo da Steph.
Io credo in Dio, credo che lassù ci sia qualcuno che ha già deciso il tuo destino, qualcuno che ti osserva, qualcuno che ne sa più di me e che arriva a capire cose che io non riuscirei mai a comprendere.
Ma la mia diffidenza è rivolta alla chiesa. Dio non ha bisogno della chiesa, questa è solo stata inventata da noi uomini, e noi uomini siamo stati “inventati” da Lui…Non sto criticando la chiesa, o le persone che credono in essa, dico solo che essa e Dio non sono due cose inseparabili. Lo dimostra il fatto che per pregare non vado di certo in chiesa, ma quando ne ho bisogno posso essere sdraiata nel mio lettone, o nel bagno di un bar, o in macchina, e so che Lui mi ascolta.
Lo so per certo.
In questa direzione correvano i miei pensieri, tanto da farmi venire le lacrime agli occhi, tanto da esser costretta a fermarmi in una piazzola di sosta. E davanti a questa piazzola, un altro cartello, un’altra scritta, probabilmente la stessa bomboletta e la stessa mano: GRAZIE MICINA.
E questo non è forse un segno di Dio? Un segno d’amore, perché l’amore è sempre esistito e sempre esisterà, un grazie a tutte le micine del mondo e ai rispettivi micini.
Ecco a voi l'ennesima puntata di bucaneve...
Io continuo ad aspettare, continuo a sperare...
Si può essere così patetici da aver già scritto i ringraziamenti finali?
Evidentemente si...
scrivi veramente da Dio! Gerry
RispondiEliminamagari trovassi qualcun'altro che la pensasse come te! :)
RispondiEliminama chi la dura la vince!