martedì 29 gennaio 2008

io sono leggendaI Am Legend
Un film di Francis Lawrence. Con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok...
New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri, che non sono altro, appunto,  che esseri umani affetti da un virus geneticamente modificato. La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo e cerca di stanare ed uccidere i suoi nemici e la notte cerca di non farsi trovare chiudendosi in casa sua, barricandosi e prendendo tutte le misure necessarie per impedire ai vampiri di attaccarlo., ma quanto può resistere, da solo, in queste condizioni?
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine.

Sarà che a me Will Smith piace molto come attore, sarà che anche il genere di storia mi piace molto, fatto sta che lo ritengo uno dei più bei film visti ultimamente, e lo rivedrei volentieri un'altra volta. Mi sono emozionata per i vari flash-back, per quella New York di solito caotica, ed ora così desolata, ma soprattuto per il cane Sam; per la disperazione di Neville d'esser solo, a tal punto da parlare con i manichini. Ed è un film che fa pensare, che fa capire quanto noi uomini in un futuro non molto lontano potremmo autodistruggerci. E secondo me lo stiamo già facendo. E' vero, come dice la trama, che non è facile costruire un film che gira attorno ad un solo personaggio, ma io non l'ho trovato affatto noioso: lento si all'inizio, ma non per questo palloso. E' un film che non dimentichi, che ti lascia qualcosa dentro. E che ci mette in guardia: non ci stiamo forse spingendo un pò troppo in là?

mercoledì 23 gennaio 2008

Ieri sera avrei ucciso tutti, solo rabbia, rabbia e ancora rabbia, dentro me.

Stamattina non dico che mi sarei uccisa, ma solo tristezza, tristezza e tristezza, dentro me.

Oggi ero attiva, solare, felice e piena di energia, dentro e fuori di me.

Ormoni impazziti, sindrome premestruale del caz...!

La prossima volta nasco uomo, sempre che tu, amore mio, nasca donna. Eh si, sennò non se ne fa niente...

lunedì 21 gennaio 2008

PUNTATA N° 3 - LA MIA VITA COME UN FILM

voloSe qualcuno mi ponesse la classica domanda: “Cosa ricorderai di questo viaggio?”,  risponderei…
Ricorderò sempre le mille facce diverse che ho incontrato nella metropolitana. Le piccole bambine nere, con i loro capelli intrecciati in modi sempre diversi, con i loro occhioni spalancati, abituate a vivere sempre in mezzo a gente di tutti i tipi, già capaci di muoversi in mezzo a tutta quella folla.
Ricorderò quel giovane uomo, possessore di nulla, solo di una chitarra e di una cassa, che suonava divinamente le canzoni di Santana e che mi ha accompagnata per tutto il mio tragitto, talmente incantata che non avrei più voluto scendere dalla metro. Ricorderò le bellissime piazze e gli enormi palazzi: ricorderò la romanticissima Tour Eiffel per sempre (per ovvi motivi), tour eiffell’imponente cattedrale di Notre-Dame, notre damee il viale illuminato degli Champs Elysee.
Ricorderò la sensazione di svegliarmi la mattina e per qualche secondo non sapere bene dove fossi, per poi vedere lui accanto a me e pensare: Paris!
Ricorderò i quadri del Louvre, ambientati nell’epoca in cui avrei voluto vivere io: un epoca in cui avrei potuto indossare quegli splendidi abiti e suonare il pianoforte, e andare ai balli, ed essere corteggiata. Ascoltare i pettegolezzi di corte e fare lunghe passeggiate, come una vera dama.
Ricorderò la sensazione di tornare bambina, e saltellare di qua e di la e vivere per un giorno nel mondo incantato di Disneyland Paris.disneyland paris

Ricorderò quei quattro giorni per sempre, non pensavo che Parigi potesse entrarmi così
in profondità!place de la concorde
E ricorderò tutto ciò che non ho scritto, tutti i vari momenti vissuti: le cazzate che sparavamo, le foto non scattate, la pioggia che ci siam presi, i troppi panini mangiati, i baci scambiati, e soprattutto le emozioni provate! 

giovedì 17 gennaio 2008

PUNTATA N° 2 - LA MIA VITA COME UN FILM

TANTO PER RIDERE...
Conversazioni poliglotte, o polidiote!
I francesi parlano solo francese. Se tu chiedi se parlano italiano, rispondono seccamente di no. Se tu chiedi se parlano inglese magari ti capiscono, ma preferiscono risponderti in francese.
Perciò le nostre conversazioni erano più o meno così:
IO: (fermando un ragazzo per strada) Excuse-moi, le mètro s'il vous plaît?
RAGAZZO: (controllando la cartina che aveva in mano e gesticolando)  Oh… ici tout près…
tourner à droite…
IO: a destra?
ENRICO: right?
RAGAZZO: Oui! Right!
IO: Ah! Ok! Mercì!
ENRICO: Thanks!
RAGAZZO: De rien, au revoir!


Una buona azione!
Mentre io e il mio amore correvamo di qua e di là al parco divertimenti Disneyland, una bambina si è lasciata sfuggire di mano il suo palloncino con la faccia di topolino; non volò in cielo ma interruppe la sua corsa sul soffitto di legno di una giostra, per l’esattezza di un trenino che ti faceva fare il giro dell’intero parco. Il padre saltando cercò di riprenderlo ma era troppo in alto, e non ci arrivava.
Allora provò a prendere in braccio la moglie, ma la povera donna non era esattamente un peso piuma, e riuscì ad alzarla solo di pochi centimetri.
Stavano rinunciando e la bambina sconsolata dava già per perso il suo palloncino, quando io, vista la scena, convinsi il mio amore a prendermi in braccio e ad alzarmi, così che potessi raggiungere il palloncino.
La forza non gli è mai mancata, e mi ha tirata su senza fatica visto anche il mio esile corpicino, così che in un attimo topolino era nelle mie mani! La folla sul trenino ci ha perfino fatto l’applauso e noi emozionati ci siamo sentiti davvero bene.
Come due ballerini che hanno appena terminato il loro show riuscito alla perfezione!
I genitori ci hanno ringraziato e la bimba se n’è andata felice!
Dopo pochi minuti abbiamo visto volare in cielo alcune facce di topolino: speriamo non fosse di nuovo il tuo palloncino, che così in alto, bambina mia, non ci arriviamo ancora!

Una figura di M…!
Eravamo in fila, aspettando il nostro turno per salire su Dumbo Volante… ebbene si, le giostre stupide ce le siamo fatte tutte! Io mi distraevo facilmente, guardandomi attorno, e ammiravo tutti quei “Dumbi” colorati, e i loro sorrisi.
L’ho sentita la pacca sul sedere, ma pensavo fosse la classica toccatina del mio amore, il fischio invece, quello non l’ho sentito, neanche il secondo, e nemmeno l’altro richiamo.
Insomma, mi giro con un sorriso a trentanove denti verso il mio amore e gli dico che:
“Oh, son troppo buffe le loro facce!” E quasi me lo abbraccio forte… quando all’improvviso mi accorgo che lui non è lui, ma un papà con la sua bambina di fianco, e che il mio uomo se ne sta mooolto più avanti, con la fila.
Non vi dico la mia espressione, soprattutto quando questo francesino dalle buone maniere mi scoppia a ridere in faccia spudoratamente.
Ma dico, non ho mica fatto apposta, invece della pacca sul sedere e dei fischietti amore, non
potevi semplicemente dirmi: “Vieni avanti?”  ;)


(Alla terza ed ultima puntata con un pò di foto!)


lunedì 14 gennaio 2008

PUNTATA N° 1 - LA MIA VITA COME UN FILM

Sono le 18.00 ed è già buio. A Parigi fa freddo, soffia un vento forte ma non importa: abbiamo una meta da raggiungere. La meta più attesa, più sognata.
Usciamo dalla metro e ci guardiamo attorno per orientarci un pò, io mi fido di te amore, a scuola non ho fatto "orientiring", e con le cartine sono negata, lo sai.
Camminiamo mano nella mano, con passo spedito, sappiamo dove andare ora; l'abbiamo vista lei, così alta, che svetta illuminata. Chi non la noterebbe?
E' bellissima, si sa. Le foto, le cartoline, le immagini sul web però non le rendono onore, non riescono ad esprimere la sua bellezza vera, solo dal vivo si ammira in tutto il suo splendore.
La Tour Eiffel.
Camminiamo. Ridiamo. Saltiamo di gioia, non ci sembra vero di essere lì. Arriviamo sotto di lei amore ed è così grande da far paura, da farci sentire piccoli piccoli.
Siamo circondati di gente, ma è come se non lo fossimo: ci siamo solo noi.
Ci mettiamo in fila per salire. Aspettiamo. Tremiamo dal freddo. Ci baciamo. Ci perquisicono. Paghiamo. Aspettiamo. E finalmente saliamo.
Dall'alto lo spettacolo è mozzafiato. Il vento soffia ancora più forte e io leggera come sono, devo far forza sulle gambe per non volare via! Ma ci sei sempre tu accanto a me, siamo attaccati come non mai, è l'emozione del momento a tenerci uniti: è il nostro amore.
Guardando giù, le case e i palazzi sono formichine, formichine di luce. Parigi è ai nostri piedi. Tutto è un sogno ad occhi aperti.
Poi all'improvviso decidi di entrare un attimo, per ripararci dal vento. Mi tieni per mano e io ti seguo. Ci appartiamo in una piccola stanza, non c'è nessuno oltre a noi.
Allora mi guardi negli occhi, mi prendi le mani e sorridi. Mi sussurri piano che le sorprese non sono finite, che c'è ancora qualcosa per me.
Io ti guardo allibita: cosa mai puoi aver fatto ancora? Dopo la sorpresa del viaggio, dopo la meravigliosa Paris, dopo la Tour Eiffel, che altro mi aspetta?
Infili una mano nella tasca del tuo giubbotto, e ne estrai una piccola scatolina.
Il mio cuore si ferma. Non l'ho ancora aperta, ma so già cosa c'è dentro. La mente è partita e nessuno la ferma più. Neanche le lacrime, di gioia.
E' stupendo amore mio. Tutto luccica attorno a me: la Tour Eiffel, il diamante che ho in mano, le stelle sopra di noi, i tuoi occhi, e le mie lacrime.
Arriva qualcuno, che mi avrà vista piangere, ma chi se ne importa?
La mia felicità è troppo grande e mi rendo conto che non ti ho ringraziato a dovere, ma le parole faticavano ad uscire! Lo desideravo tanto, lo sai, ed ora hai realizzato tutti i miei sogni in un colpo solo. Ti amo così tanto amore mio, e a volte mi sento indegna di tutto questo amore, di tutta questa gioia: cosa avrò fatto per meritarmi tutto questo? Cosa avrò fatto per meritarmi te?

I primi dieci minuti di ogni ora la Tour Eiffel si illumina di tante lucine bianche e intermittenti, oltre alla solita illuminazione dorata. Le abbiamo viste tre volte accendersi queste lucine! Non volevamo più andarcene, ricordi?
Abbiamo scattato un sacco di foto, da mostrare a chi ci aspetta a casa, ma non riusciranno mai a capire cosa abbiamo provato, solo noi lo sappiamo veramente.
Ci sei riuscito veramente a rendere la mia vita come un film, anzi come una favola.
Ti amo immensamente amore mio, e sarà per sempre.
solitario

giovedì 3 gennaio 2008



LEONARD COHEN - HALLELUJAH

La vita è fatta di piccole cose.

Di un cliente che arriva ogni giorno col sorriso, e che mi chiama bambina, sebbene bambina non lo sia più, e lui non sia poi così vecchio. Che ogni giorno dopo la grappa lascia sempre uno o due euro di mancia per me. Ogni giorno. E non lo dica mai. Perchè non la lascia per farsi notare o ringraziare. Lo fa e basta, e io oggi l'ho scoperto per caso, vedendo Nic gettarli nel bicchierone raccogli mancie.

Della mia nipotina che dice Moa per la prima volta (che con un pò di fantasia sarebbe il mio nome), e che poi mi allunga la sua manina perchè vada dove lei vuole portarmi, dove ha qualcosa da mostrarmi. E che così, senza motivo, poi, mi abbraccia le gambe.

Di una mia amica che di primo mattino mi manda un sms per dirmi quanto io sia speciale per lei. Senza che io abbia fatto niente. Anzi, con la consapevolezza che è passato troppo tempo dall'ultima volta che sono andata a trovarla.

Dei miei genitori che invitano il mio ragazzo a cena anche se io quella sera sono al lavoro, tanto ormai è di famiglia. Di mia madre che mi racconta di quanto mio padre fosse geloso della sua bambina quando i primi tempi Enrico veniva a prendermi sotto casa. Di quanto detestava vederlo arrivare e portarmi via. Ma non l'avrebbe mai ammesso. Di mio padre che adesso gli vuole bene.

Di queste piccole grandi cose e molte altre.
E questa canzone mi fa venire la pelle d'oca e me le fa ricordare tutte.

martedì 1 gennaio 2008

Ed eccomi qua! Anno nuovo, template nuovo!
Ogni tanto è bello cambiare ed ho rispettato la tradizione: buttare qualcosa di vecchio.
Ho buttato il mio template per questo che trovo bellissimo.
Ho buttato qualche abito che non mettevo più, per qualche vestitino nuovo.
Ho buttato qualche cosina inutile che alloggiava in camera mia, per avere più ordine.
Ho tenuto il lavoro, il ragazzo, e gli amici.
Ho tenuto la macchina perchè anche se è vecchia e va da cani, non ho i soldi per cambiarla.
Ho tenuto la speranza di veder realizzati i miei sogni.

E voi come avete cominciato il nuovo anno?
Io l'ho cominciato col sorriso, con tanti propositi e con una bella sbronza! (Che ogni tanto non guasta)
Auguro tanta felicità a tutti voi.

THURSDAY IN VENICE

Dicono che Venezia sia una città romanticissima...
Dicono lo stesso di Roma...
Per non parlare di Paris, la città dell'amour!

Ho passato una giornata indimenticabile a Venezia pochi giorni fa, e un giorno andrò di sicuro  a visitare la capitale d'Italia. Ma ciò che mi interessa dirvi è che il 10 Gennaio parto per Parigi! Il mio amore mi ha regalato un weekend nella città più romantica del mondo, come regalo di Natale un pò posticipato!
Inutile dire che non vedo l'ora, domani tiro fuori le mia valigia e al mio ritorno saprò di certo dirvi quale città fra Venezia e Parigi si aggiudica il titolo di vincitrice!
Poi, per la sfida finale, compresa Roma, ci aggiorneremo in seguito!