Un film di Francis Lawrence. Con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok...
New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri, che non sono altro, appunto, che esseri umani affetti da un virus geneticamente modificato. La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo e cerca di stanare ed uccidere i suoi nemici e la notte cerca di non farsi trovare chiudendosi in casa sua, barricandosi e prendendo tutte le misure necessarie per impedire ai vampiri di attaccarlo., ma quanto può resistere, da solo, in queste condizioni?
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine.
Sarà che a me Will Smith piace molto come attore, sarà che anche il genere di storia mi piace molto, fatto sta che lo ritengo uno dei più bei film visti ultimamente, e lo rivedrei volentieri un'altra volta. Mi sono emozionata per i vari flash-back, per quella New York di solito caotica, ed ora così desolata, ma soprattuto per il cane Sam; per la disperazione di Neville d'esser solo, a tal punto da parlare con i manichini. Ed è un film che fa pensare, che fa capire quanto noi uomini in un futuro non molto lontano potremmo autodistruggerci. E secondo me lo stiamo già facendo. E' vero, come dice la trama, che non è facile costruire un film che gira attorno ad un solo personaggio, ma io non l'ho trovato affatto noioso: lento si all'inizio, ma non per questo palloso. E' un film che non dimentichi, che ti lascia qualcosa dentro. E che ci mette in guardia: non ci stiamo forse spingendo un pò troppo in là?