lunedì 7 maggio 2012

Ho incrociato una macchina, tornando a casa dal lavoro, l'altro giorno.
Una lancia y, quella piccola, modello vecchio.
Che c'è di strano? Vi chiederete...
Beh, per me è stato bello perché all'interno c'erano cinque teenager, un neopatentato che guidava e gli altri passeggeri si e no maggiorenni. Basta poco a volte per farmi emozionare, per farmi sorridere, ma tant'è...
Ho ricordato quando anche a noi bastava una piccola e scassata automobile, a nessuno fregava d'avere il macchinone sotto il culo (passatemi l'espressione); ci stringevamo tutti sui sedili e via, in giro tutta la notte, a caso il più delle volte. Quando la benzina scarseggiava, ci si fermava in piazzetta: si parlava, si mangiava, si ascoltava la musica, si fumava, sempre lì dentro, sempre lì insieme, tutti stretti, il centro del nostro mondo.
Oggi? Se mi guardo attorno vedo una macchina e una sola persona, quella che guida. Cento macchine, cento persone. Caso mai ci si trova già a destinazione, perché ognuno ha i suoi tempi, ognuno ha il suo mondo, sempre più di fretta, sempre più da soli.
Vedete tante macchine piene voi? Vedete tante persone che guidano rilassate? Che guidano per il piacere di andare da qualche parte? Che guidano cantando?
Io le conto sulle dita di una mano.
Quella macchina piena di giovani, di amicizia, di promesse, mi ha fatto bene.
Dovremmo incontrarne più spesso di macchine piene, e non solo perché ora va di moda l'ecologia e il rispetto per l'ambiente...

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