GIOIA è annusare la sua pelle al sapore di joghurt
GIOIA è quando mi sorride
GIOIA è riprovarsi l'abito da sposa dopo solo due mesi dal parto ed entrarci alla perfezione
GIOIA è allattarla e sorridere quando appoggia la sua mano sul mio seno per tenermi ferma
GIOIA è portarla a passeggio e camminare a testa alta, tre metri sopra il cielo
GIOIA è sorprendere mio marito coricato in divano, con Pepita sulle gambe e nostra figlia fra le braccia
GIOIA è uscire con le amiche per riprendere fiato e dopo mezz'ora voler già tornare a casa da lei
GIOIA è immaginare il futuro
GIOIA è molto altro che non si può spiegare se non vivendolo
VIRGOBLOG
martedì 15 ottobre 2013
lunedì 2 settembre 2013
Ebbene... contro ogni previsione eccomi qua, a scrivere sul mio amato blog, con tanto tempo a disposizione!
Eh già, la mia Gioia è nata ed è un angelo: mangia, dorme, mi tiene impegnata come un neonato richiede ma mi lascia anche parecchio tempo libero; mai avrei pensato di riuscire nei primi tempi a leggere ancora un libro, farmi una lunga doccia con tanto di crema, depilazione, manicure e pedicure, guardarmi un film, schiacciare diversi pisolini ecc... ecc...
Sono passati 22 giorni, e mi sembra ieri, ma allo stesso tempo mi sembra passata una vita... quando mi fermo a pensarci (spesso) mi emoziono fino alle lacrime. Ho pianto tre volte da quando ho partorito, ma di felicità.
Rivado con la mente a quel sabato mattina, quando sono cominciati i primi dolorini mentre ancora dormivo. Ripenso alle docce calde per vedere se passavano, e invece col passare delle ore aumentavano... a mio marito che mi stava sempre vicino e se mi attardavo in bagno, veniva a controllare! Alla sua preoccupazione e alla sua impazienza, a quando mi ha convinto ad andare in ospedale mentre io volevo ancora aspettare...
E allora via: valigia in macchina, documenti alla mano, e si corre all'ospedale.
Ripenso alla prima visita: <<Travaglio iniziato signora, la ricoveriamo subito>>
Porca vacca, penso, qui allora si fa sul serio! Dopo poco mi si rompono le acque, un'altra immensa emozione che non riesco a descrivere, il mio corpo si sta preparando per lei...
Ripenso alle mille emozioni che ho provato in quella camera anonima (letto numero 11, come il giorno in cui nascerà) ma ricordo solo che ero circondata da persone che amo, che erano lì per starmi vicino, che mi massaggiavano la schiena per alleviare il dolore delle contrazioni sempre più forti e sempre più ravvicinate.
Ricordo che nonostante tutto ero serena, tranquilla, che provavo dolore ma che sapevo sarebbe passato presto, e che soprattutto poi sarei stata premiata! In poche ore ero pronta, sento le ostetriche che mi dicono di non aver mai visto un travaglio così veloce, che la dilatazione era completa e che in due ore avrei avuto la mia bimba fra le braccia: ricordo gli ultimi faticosi passi fino alla sala parto e le prime spinte.
Rivedo mio marito accanto a me, infagottato nel ridicolo camice blu, mentre mi tiene la mano che io stringo forte, mentre mi sussurra parole di conforto, mentre mi inumidisce le labbra... penso che all'inizio nemmeno lo volevo in sala parto con me, poi per fortuna mi sono lasciata convincere ed averlo lì con me è stata la cosa migliore che potessi desiderare, la mia forza, il mio amore.
Ripenso alla mia, di forza, quella che non sapevo di possedere, ero fiera di me stessa, mentre coricata in quel letto soffrivo, contemporaneamente pensavo che me la stavo cavando alla grande. Si, ero come estraniata dal mio corpo, sapevo che fra poco avrei visto la mia piccola e null'altro importava.
Ripenso alla gentilezza del ginecologo, delle ostetriche e perfino della stagista, alle loro parole dolci, al loro affetto, alla loro simpatia e ovviamente alla loro competenza.
Poi l'imprevisto, come in ogni copione che si rispetti...
La mia piccola, che nel pancione si è sempre mossa tantissimo, fino alla fine non si è smentita: si è mossa talmente tanto da impigliarsi con la testolina. A nulla sono valsi i miei sforzi, e nemmeno quelli del personale. Lei non sarebbe mai uscita in quella posizione, nemmeno se avessi continuato a spingere per altre venti ore...
Ricordo la tristezza quando mi è stato detto che ormai l'unica soluzione era il cesareo, ricordo lo sconforto per essere arrivata fino a quel punto e poi dover rinunciare ad un parto naturale, dopo esser stata così brava e così veloce, ora mi dicevano che non avevo altra scelta...
Ripenso alla paura, io che non avevo mai visto una sala operatoria, io che non ero mai stata sotto i ferri, come si suol dire...
Rivedo lo sguardo sconfortato di mio marito, che è stato mandato fuori quando desiderava solo stare con me fino alla fine, ripenso ai miei genitori e suoceri, fuori in attesa a piangere per la paura per le "loro due bambine"... mi rivedo tremare come una foglia in quella sala bianca, accecante, asettica. Timore per me, timore per Gioia.
Un dottore che mi stringe una mano, un'ostetrica che mi accarezza la testa, e in un attimo, senza rendermene conto, sento il suo primo vagito e un'infermiera che mi chiede:
<<La senti? E' lei, sta bene!>>
Ed io inebetita che faccio cenno di si con la testa, e dopo pochi secondi ho una piccola creatura accanto al viso... ho le braccia bloccate, non la posso toccare, perciò mi allungo con il viso su di lei e la bacio sulla fronte. Scoppio a piangere: non ho mai visto nulla di più bello.
Poi me la portano via, troppo presto, rimango lì a piangere e tremare mentre mi ricuciono.
Quando esco dalla sala operatoria i miei familiari stanno praticamente tutti piangendo: mi baciano, si assicurano che io stia bene, mi ringraziano per la stupenda nipotina che gli abbiamo donato. Mi sento stanca, mi sento amata.
E' stato il giorno più bello della mia vita.
Passo ore a guardare mia figlia, il suo viso, il suo naso, le piccole orecchie, i suoi occhioni, i folti capelli, le perfette manine e i perfetti piedini: è semplicemente meravigliosa. Mi perdo negli occhi innamorati di mio marito, mentre la guarda, la prende in braccio, la bacia. L'abbiamo creata noi due, insieme.
Il miracolo della vita dicono, ed è proprio così... è incredibile come tutto sia andato bene, come lei si sia formata e sia cresciuta così perfetta, è incredibile che questa cucciola di 51 cm e di 3,450 kg fino a poche ore fa fosse dentro di me.
Dopo averla tenuta in braccio un solo minuto, non ha più importanza nulla: dimenticati i dolori, dimenticata la cicatrice sopra le mutandine, dimenticati i piedi gonfi della gravidanza, dimenticata l'astinenza dai dolci, dimenticato tutto.
Ora conta solo lei. La nostra Gioia.
Eh già, la mia Gioia è nata ed è un angelo: mangia, dorme, mi tiene impegnata come un neonato richiede ma mi lascia anche parecchio tempo libero; mai avrei pensato di riuscire nei primi tempi a leggere ancora un libro, farmi una lunga doccia con tanto di crema, depilazione, manicure e pedicure, guardarmi un film, schiacciare diversi pisolini ecc... ecc...
Sono passati 22 giorni, e mi sembra ieri, ma allo stesso tempo mi sembra passata una vita... quando mi fermo a pensarci (spesso) mi emoziono fino alle lacrime. Ho pianto tre volte da quando ho partorito, ma di felicità.
Rivado con la mente a quel sabato mattina, quando sono cominciati i primi dolorini mentre ancora dormivo. Ripenso alle docce calde per vedere se passavano, e invece col passare delle ore aumentavano... a mio marito che mi stava sempre vicino e se mi attardavo in bagno, veniva a controllare! Alla sua preoccupazione e alla sua impazienza, a quando mi ha convinto ad andare in ospedale mentre io volevo ancora aspettare...
E allora via: valigia in macchina, documenti alla mano, e si corre all'ospedale.
Ripenso alla prima visita: <<Travaglio iniziato signora, la ricoveriamo subito>>
Porca vacca, penso, qui allora si fa sul serio! Dopo poco mi si rompono le acque, un'altra immensa emozione che non riesco a descrivere, il mio corpo si sta preparando per lei...
Ripenso alle mille emozioni che ho provato in quella camera anonima (letto numero 11, come il giorno in cui nascerà) ma ricordo solo che ero circondata da persone che amo, che erano lì per starmi vicino, che mi massaggiavano la schiena per alleviare il dolore delle contrazioni sempre più forti e sempre più ravvicinate.
Ricordo che nonostante tutto ero serena, tranquilla, che provavo dolore ma che sapevo sarebbe passato presto, e che soprattutto poi sarei stata premiata! In poche ore ero pronta, sento le ostetriche che mi dicono di non aver mai visto un travaglio così veloce, che la dilatazione era completa e che in due ore avrei avuto la mia bimba fra le braccia: ricordo gli ultimi faticosi passi fino alla sala parto e le prime spinte.
Rivedo mio marito accanto a me, infagottato nel ridicolo camice blu, mentre mi tiene la mano che io stringo forte, mentre mi sussurra parole di conforto, mentre mi inumidisce le labbra... penso che all'inizio nemmeno lo volevo in sala parto con me, poi per fortuna mi sono lasciata convincere ed averlo lì con me è stata la cosa migliore che potessi desiderare, la mia forza, il mio amore.
Ripenso alla mia, di forza, quella che non sapevo di possedere, ero fiera di me stessa, mentre coricata in quel letto soffrivo, contemporaneamente pensavo che me la stavo cavando alla grande. Si, ero come estraniata dal mio corpo, sapevo che fra poco avrei visto la mia piccola e null'altro importava.
Ripenso alla gentilezza del ginecologo, delle ostetriche e perfino della stagista, alle loro parole dolci, al loro affetto, alla loro simpatia e ovviamente alla loro competenza.
Poi l'imprevisto, come in ogni copione che si rispetti...
La mia piccola, che nel pancione si è sempre mossa tantissimo, fino alla fine non si è smentita: si è mossa talmente tanto da impigliarsi con la testolina. A nulla sono valsi i miei sforzi, e nemmeno quelli del personale. Lei non sarebbe mai uscita in quella posizione, nemmeno se avessi continuato a spingere per altre venti ore...
Ricordo la tristezza quando mi è stato detto che ormai l'unica soluzione era il cesareo, ricordo lo sconforto per essere arrivata fino a quel punto e poi dover rinunciare ad un parto naturale, dopo esser stata così brava e così veloce, ora mi dicevano che non avevo altra scelta...
Ripenso alla paura, io che non avevo mai visto una sala operatoria, io che non ero mai stata sotto i ferri, come si suol dire...
Rivedo lo sguardo sconfortato di mio marito, che è stato mandato fuori quando desiderava solo stare con me fino alla fine, ripenso ai miei genitori e suoceri, fuori in attesa a piangere per la paura per le "loro due bambine"... mi rivedo tremare come una foglia in quella sala bianca, accecante, asettica. Timore per me, timore per Gioia.
Un dottore che mi stringe una mano, un'ostetrica che mi accarezza la testa, e in un attimo, senza rendermene conto, sento il suo primo vagito e un'infermiera che mi chiede:
<<La senti? E' lei, sta bene!>>
Ed io inebetita che faccio cenno di si con la testa, e dopo pochi secondi ho una piccola creatura accanto al viso... ho le braccia bloccate, non la posso toccare, perciò mi allungo con il viso su di lei e la bacio sulla fronte. Scoppio a piangere: non ho mai visto nulla di più bello.
Poi me la portano via, troppo presto, rimango lì a piangere e tremare mentre mi ricuciono.
Quando esco dalla sala operatoria i miei familiari stanno praticamente tutti piangendo: mi baciano, si assicurano che io stia bene, mi ringraziano per la stupenda nipotina che gli abbiamo donato. Mi sento stanca, mi sento amata.
E' stato il giorno più bello della mia vita.
Passo ore a guardare mia figlia, il suo viso, il suo naso, le piccole orecchie, i suoi occhioni, i folti capelli, le perfette manine e i perfetti piedini: è semplicemente meravigliosa. Mi perdo negli occhi innamorati di mio marito, mentre la guarda, la prende in braccio, la bacia. L'abbiamo creata noi due, insieme.
Il miracolo della vita dicono, ed è proprio così... è incredibile come tutto sia andato bene, come lei si sia formata e sia cresciuta così perfetta, è incredibile che questa cucciola di 51 cm e di 3,450 kg fino a poche ore fa fosse dentro di me.
Dopo averla tenuta in braccio un solo minuto, non ha più importanza nulla: dimenticati i dolori, dimenticata la cicatrice sopra le mutandine, dimenticati i piedi gonfi della gravidanza, dimenticata l'astinenza dai dolci, dimenticato tutto.
Ora conta solo lei. La nostra Gioia.
giovedì 18 luglio 2013
Mi rendo conto che non avevo ancora messo una foto del mio pancione!
Mi rendo conto che quest'anno le giornate passate al mare si contano sulle dita di una mano, e poi ne avanza forse una, di dita intendo.
Mi rendo conto che ormai l'impazienza, la stanchezza e la curiosità superano la paura.
Mi rendo conto che una mia foto e qualche pensiero sulla mia gravidanza non possono competere con quella di Kate, ma in verità i giornalisti non si trovano tutti a Londra, qualcuno è appostato anche sotto casa mia, e ho pure io un elicottero parcheggiato fuori dal mio giardino, pronto per ogni evenienza!
Mi rendo conto che quest'afa è entrata anche nel mio cervello, e mi fa scrivere queste cazzate, e l'astinenza da cioccolato completa la mia pazzia, perciò tanti saluti a tutti, non so quando avrò tempo per il prossimo post...Si apre un nuovo capitolo della mia vita... Buona estate a tutti!
Mi rendo conto che quest'anno le giornate passate al mare si contano sulle dita di una mano, e poi ne avanza forse una, di dita intendo.
Mi rendo conto che ormai l'impazienza, la stanchezza e la curiosità superano la paura.
Mi rendo conto che una mia foto e qualche pensiero sulla mia gravidanza non possono competere con quella di Kate, ma in verità i giornalisti non si trovano tutti a Londra, qualcuno è appostato anche sotto casa mia, e ho pure io un elicottero parcheggiato fuori dal mio giardino, pronto per ogni evenienza!
Mi rendo conto che quest'afa è entrata anche nel mio cervello, e mi fa scrivere queste cazzate, e l'astinenza da cioccolato completa la mia pazzia, perciò tanti saluti a tutti, non so quando avrò tempo per il prossimo post...Si apre un nuovo capitolo della mia vita... Buona estate a tutti!
lunedì 17 giugno 2013
Troppo scontato mettere in sottofondo la canzone
Gioia dei Modà… Anche se ora si fa il
conto alla rovescia. Manchi solo tu principessa, in casa è tutto pronto.
Pannolini, vestitini, cameretta, valigia per
l’ospedale, paura, tanta paura. Non ci facciamo mancare nulla.
Stiamo vendendo i biglietti del concerto di Robbie
Williams che avevamo preso: il 31 Luglio facile che mi sorprenda in ospedale, di certo non a San Siro.
Mio marito balla per casa, lo prendo in giro, ma non
l’ho mai amato tanto: così premuroso nei miei confronti, ancora mi sorprende
tornando a casa dal lavoro con un mazzo di fiori, o stendendo il bucato a mia
insaputa, o svegliandomi in piena notte mentre è sonnambulo per chiedermi se
sto bene.
L’estate scoppiata: io che sfoggio imperterrita il
mio bikini in riva al mare, anche se ora somiglio di più ad una balenottera che
ad un’esile acciughina quale sono sempre stata.
Qualche notizia orrenda che ti prende a tradimento,
qualcuno malato gravemente, qualcuno che muore e anche se non lo conoscevi bene
ti lascia quell’amaro in bocca che ti fa pensare alla fragilità di questa vita,
al cosa stai facendo e perché, e poi quella strana sensazione che comunque ti
porti dentro, che il mondo è sempre andato avanti così: c’è chi nasce e chi
muore e noi stiamo facendo nascere una creatura. Ed è bellissimo e disarmante
allo stesso tempo.
Mi godo un libro all’ombra del mio giardino, con il
profumo dei gelsomini; mi godo un sonnellino dopo pranzo; mi godo una doccia
che dura venti minuti; mi godo le stelle mentre aspetto che la mia cagnolina
faccia pipì prima di andare a letto; mi godo piccoli attimi che non so se fra
un paio di mesi potrò ancora godermi!
Una vecchia amica che mi contatta per una cena di
classe dopo quindici anni che ci hanno portati tutti su strade diverse: non ho
ancora deciso se accettare.
Tanti pensieri mi passano per la testa in questo momento, e alcuni ho voluto scriverli qua, altri li tengo per me, però uno
è sempre presente, e se sto diventando monotematica pazienza, lei mi ha
assorbita completamente, sono sua, completamente sua, e non è ancora arrivata! Questa è la sua potenza, così piccola, così immensa.
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pensieri vari
lunedì 15 aprile 2013
Finalmente sembra che la primavera sia iniziata a tutti gli effetti, non solo sul calendario! E' il periodo dell'anno che preferisco, con i tulipani gialli e rossi che sbocciano nel mio giardino, le prime calle, le foglie rosse del mio acero che spuntano, la mia cagnolina che se ne resta spaparanzata al sole nell'erba alticcia, ancora da tagliare.
E le lunghe passeggiate al mare, l'acqua che così pulita non la rivedremo mai quest'estate, l'odore di salsedine, le risate di un gruppo di amiche con i rispettivi cagnolini, lasciati liberi di correre senza guinzaglio. Sorridiamo noi, sembrano sorridere anche loro!
Si, sembra proprio libertà questa, e non c'è niente di più ossigenante...
Libertà è anche togliersi finalmente cappotto e sciarpa, indossare abiti leggeri, occhiali da sole, camminare scalzi.
Anche l'occhio più disattento ora, nota questo pancione che spunta, che non è più nascosto da strati e strati di abiti pesanti, e tutti sono così gentili, premurosi, e pieni di attenzioni nei miei confronti, che mi godo il momento finchè dura, perchè so che non sarà così per sempre! Mio marito scherza sul fatto che nessuno bada a lui e io lo rincuoro, tanto tra poco nessuno baderà più nemmeno a me, solo alla piccola che uscirà!
Non sono abituata a tutte queste attenzioni, io che me ne resto sempre un pò in disparte: vecchiette sconosciute che mi sorridono, gente che si alza dal sedile dell'autobus per fare sedere me, estranei che mi cedono il loro posto in fila alla toilette in caso avessi urgenza, mamme sconosciute che mi toccano la pancia con occhi quasi malinconici perchè loro hanno già dato... tutto questo mi fa arrossire, e meravigliare, che in questo mondo dopo tutto ci sia ancora un pò di gentilezza e amore per il prossimo, anche se devo essere sincera, tutti questi gesti vengono soprattutto da gente straniera, turisti di passaggio nel nostro paese; ebbene si, noi italiani non ci facciamo mai una bella figura, usciamo dal confronto sempre un pò perdenti...
Basterebbe poco per migliorarci, no? Piccoli gesti, che tutti possiamo impegnarci a compiere, mi piace pensare che le generazioni che si fanno avanti con prepotenza ora, abbiano una marcia in più da questo punto di vista, che crescano con una mentalità leggermente più aperta, con occhi di mondo.
E' una delle tante cose che vorrei insegnare a mia figlia, una delle tante cose che vorrei imparasse bene: farla viaggiare fin da piccola, insegnarle ad adattarsi, al luogo, alle persone, alle usanze che la circondano, senza essere schizzinosa o pretendere che tutto possa essere come a casa sua, nel suo mondo privato; a farle mettere in discussione tutto, che siano le piccole cose come il cibo, o quelle più importanti come il modo di vivere e di pensare dei cittadini di tutti i paesi.
Vorrei spiegarle tante cose, fare tutto nella maniera più giusta e so che non ne sarò mai capace, che farò tanti errori, che per lei sarò la classica mamma rompicoglioni, almeno fino a che crescerà e capirà che ho cercato di fare tutto il meglio per lei, ma lo capirà tardi, come ho fatto io con la mia, di madre. E solo adesso apprezzo ciò che ha fatto o detto per me, solo adesso capisco quanto io sia stata difficile, e non l'ho mai ringraziata, troppo orgogliosa o timida per ammetterlo.
E' tutta una giostra, giusto? E' così che deve essere...
Ma ho divagato.
Ho aperto parlando di primavera, di mare, volevo parlare delle gite che ci concediamo fuori porta io e mio marito, ora che non ho più vincoli di orari e giorni di lavoro da rispettare, ora che questa pancia ancora non pesa troppo, e invece sono finita a parlare di metodi d'educazione!
E mentre scrivo seduta sul mio divano rosso, Gioia scalcia a ritmo con i tasti del pc, allora io mi fermo e appoggio le mie mani sulla pancia, e le parlo, e mi sento sciocca, e riprendo a scrivere, e poi di nuovo mi fermo, e di nuovo la tocco, in un altalenante gioco solo nostro!
Potrei continuare a scrivere per ore oggi, ma il sole splende così forte fuori, che rimanermene in casa sembra uno spreco, perciò alzo il mio pesante sedere dal divano, e la mia grossa panciona e me ne vado a spasso!
E le lunghe passeggiate al mare, l'acqua che così pulita non la rivedremo mai quest'estate, l'odore di salsedine, le risate di un gruppo di amiche con i rispettivi cagnolini, lasciati liberi di correre senza guinzaglio. Sorridiamo noi, sembrano sorridere anche loro!
Si, sembra proprio libertà questa, e non c'è niente di più ossigenante...
Libertà è anche togliersi finalmente cappotto e sciarpa, indossare abiti leggeri, occhiali da sole, camminare scalzi.
Anche l'occhio più disattento ora, nota questo pancione che spunta, che non è più nascosto da strati e strati di abiti pesanti, e tutti sono così gentili, premurosi, e pieni di attenzioni nei miei confronti, che mi godo il momento finchè dura, perchè so che non sarà così per sempre! Mio marito scherza sul fatto che nessuno bada a lui e io lo rincuoro, tanto tra poco nessuno baderà più nemmeno a me, solo alla piccola che uscirà!
Non sono abituata a tutte queste attenzioni, io che me ne resto sempre un pò in disparte: vecchiette sconosciute che mi sorridono, gente che si alza dal sedile dell'autobus per fare sedere me, estranei che mi cedono il loro posto in fila alla toilette in caso avessi urgenza, mamme sconosciute che mi toccano la pancia con occhi quasi malinconici perchè loro hanno già dato... tutto questo mi fa arrossire, e meravigliare, che in questo mondo dopo tutto ci sia ancora un pò di gentilezza e amore per il prossimo, anche se devo essere sincera, tutti questi gesti vengono soprattutto da gente straniera, turisti di passaggio nel nostro paese; ebbene si, noi italiani non ci facciamo mai una bella figura, usciamo dal confronto sempre un pò perdenti...
Basterebbe poco per migliorarci, no? Piccoli gesti, che tutti possiamo impegnarci a compiere, mi piace pensare che le generazioni che si fanno avanti con prepotenza ora, abbiano una marcia in più da questo punto di vista, che crescano con una mentalità leggermente più aperta, con occhi di mondo.
E' una delle tante cose che vorrei insegnare a mia figlia, una delle tante cose che vorrei imparasse bene: farla viaggiare fin da piccola, insegnarle ad adattarsi, al luogo, alle persone, alle usanze che la circondano, senza essere schizzinosa o pretendere che tutto possa essere come a casa sua, nel suo mondo privato; a farle mettere in discussione tutto, che siano le piccole cose come il cibo, o quelle più importanti come il modo di vivere e di pensare dei cittadini di tutti i paesi.
Vorrei spiegarle tante cose, fare tutto nella maniera più giusta e so che non ne sarò mai capace, che farò tanti errori, che per lei sarò la classica mamma rompicoglioni, almeno fino a che crescerà e capirà che ho cercato di fare tutto il meglio per lei, ma lo capirà tardi, come ho fatto io con la mia, di madre. E solo adesso apprezzo ciò che ha fatto o detto per me, solo adesso capisco quanto io sia stata difficile, e non l'ho mai ringraziata, troppo orgogliosa o timida per ammetterlo.
E' tutta una giostra, giusto? E' così che deve essere...
Ma ho divagato.
Ho aperto parlando di primavera, di mare, volevo parlare delle gite che ci concediamo fuori porta io e mio marito, ora che non ho più vincoli di orari e giorni di lavoro da rispettare, ora che questa pancia ancora non pesa troppo, e invece sono finita a parlare di metodi d'educazione!
E mentre scrivo seduta sul mio divano rosso, Gioia scalcia a ritmo con i tasti del pc, allora io mi fermo e appoggio le mie mani sulla pancia, e le parlo, e mi sento sciocca, e riprendo a scrivere, e poi di nuovo mi fermo, e di nuovo la tocco, in un altalenante gioco solo nostro!
Potrei continuare a scrivere per ore oggi, ma il sole splende così forte fuori, che rimanermene in casa sembra uno spreco, perciò alzo il mio pesante sedere dal divano, e la mia grossa panciona e me ne vado a spasso!
mercoledì 20 marzo 2013
L'Onu: "Il 20 marzo è la Giornata della Felicità"
La data da segnare nel calendario è stata proclamata dalle Nazioni Unite con il placet di tutti i 193 Stati membri. Perché il "progresso deve aspirare soprattutto a rendere un mondo migliore". Oggi si celebra in tutto
il mondo la prima Giornata Mondiale della Felicità istituita dall'Onu.
"La compassione promuove la felicità e contribuirà a costruire il futuro che vogliamo", ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon presentando l'iniziativa.
Beh, che dire... oggi per me non è difficile essere felice.
Ho avuto la conferma che il fagiolino che cresce dentro di me sarà una feminuccia, ormai sono a metà strada, alla ventesima settimana la mia bimba cresce ad una velocità vertiginosa, e sembra essere vivace e sana come un pesce, la sento muoversi ogni giorno e poco alla volta i suoi calcetti diventeranno sempre più forti!
Perciò giro con un sorriso ebete perennemente stampato in faccia!
In giornate come questa non posso che vedere un futuro roseo davanti a me... poi, quando comincerò a perdere le notti e a sclerare fra poppate e pannolini, ne riparleremo... ma per il momento...
Io e mio marito ci godiamo questa estasi, lasciateci nel nostro mondo ovattato e dorato ancora per qualche mese!
La data da segnare nel calendario è stata proclamata dalle Nazioni Unite con il placet di tutti i 193 Stati membri. Perché il "progresso deve aspirare soprattutto a rendere un mondo migliore". Oggi si celebra in tutto
il mondo la prima Giornata Mondiale della Felicità istituita dall'Onu.
"La compassione promuove la felicità e contribuirà a costruire il futuro che vogliamo", ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon presentando l'iniziativa.
Beh, che dire... oggi per me non è difficile essere felice.
Ho avuto la conferma che il fagiolino che cresce dentro di me sarà una feminuccia, ormai sono a metà strada, alla ventesima settimana la mia bimba cresce ad una velocità vertiginosa, e sembra essere vivace e sana come un pesce, la sento muoversi ogni giorno e poco alla volta i suoi calcetti diventeranno sempre più forti!
Perciò giro con un sorriso ebete perennemente stampato in faccia!
In giornate come questa non posso che vedere un futuro roseo davanti a me... poi, quando comincerò a perdere le notti e a sclerare fra poppate e pannolini, ne riparleremo... ma per il momento...
Io e mio marito ci godiamo questa estasi, lasciateci nel nostro mondo ovattato e dorato ancora per qualche mese!
lunedì 4 febbraio 2013
Com'è strana la facilità con cui riusciamo a confidarci con un perfetto estraneo, raccontargli cose di noi che alle persone che più ci stanno vicine invece, abbiamo paura di dire.
Come è facile confidare segreti a persone mai viste, e che probabilmente non rivedremo più.
Ma il segreto è proprio questo, no?
Però ora la paura ha lasciato il posto a mille altre emozioni, e anche se non se ne andrà mai del tutto, adesso sono pronta ad urlarlo al mondo intero, o quasi!
Sono felice, fiera, orgogliosa... vorrei riuscire a condividirle tutte, queste mille sensazioni nuove, anche le più assurde, come far fermare di colpo l'auto a mio marito e scendere di corsa per vomitare sul ciglio della strada quando il cielo del primo mattino è ancora buio, e le macchine ci sfrecciano accanto: si può essere felici anche di questo?
La consapevolezza di avere due cuori che battono dentro di me, sentirsi impaurite e allo stesso tempo così invincibili, potenti.
L'ingordigia di voler ascoltare la miglior musica per farla arrivare fino a te, di leggere i migliori libri, di vedere i migliori film per farti emozionare.
L'immensità di quel nodo in gola che mi si è formato la prima volta che mio marito ha parlato al mio ombelico e ci ha sussurrato dentro: "ciao fagiolino, ti voglio già bene sai!?"
Gli infiniti sogni ad occhi aperti, i cento progetti, le mille ansie, gli ancor più mille sorrisi, il calore della gente.
Lo chiamano miracolo. Lo è davvero.
E sono consapevole di essere solo all'inizio, di avere troppe cose da imparare e mi sembra di disporre di così poco tempo per riuscirci... ma non devo dimenticare che siamo in due, e sento che ciò che ci ha legati fino ad ora, quella corda che ci ha sempre tenuti uniti, adesso si sta rafforzando ancora di più.
Si aggiunge un grosso, indissolubile nodo, amore mio.
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