mercoledì 24 dicembre 2008

Auguri a tutte le persone che ho conosciuto quest'anno e che sono diventate amiche.
Auguri a quelli che amici lo sono da una vita.
Auguri al mio unico e grande amore che da senso alla mia vita.
Auguri anche a chi se n'è andato per sempre ma che rimarrà nel mio cuore.
Auguri a chi sente ancora lo spirito natalizio, quello vero.
Auguri agli amici virtuali, che mai avrei pensato, ma che si sono rivelati persone vere e speciali.
Auguri alle "mie piccole angiolette" e a tutta la mia famiglia, sempre presente.
Auguri al mio ex professore che dopo aver letto quell'
imbarazzante post mi ha scritto una lettera (al bando le fredde mail, riscopriamo il calore di una vera lettera cartacea!)
E per finire auguri a tutti quelli che non son nominati qui sopra...
!!! BUON NATALE !!!


FioccoDiNeve

lunedì 1 dicembre 2008

5° anniversario

Sono conscia del fatto che non ci stiamo sposando.
Ma sono altrettanto conscia che ci stiamo impegnando in qualcosa di serio per il nostro futuro, quale la convivenza e la divisione di un mutuo da pagare insieme.
Perciò, pretendo un giuramento; non davanti ad un prete ma davanti ai nostri amici in comune che ci leggono, e davanti a decine, centinaia, migliaia (???) di blogger che frequentano questo blog.
Ecco i dieci comandamenti che dovrai rispettare:



1- Non avrai altra donna all'infuori di me
2- Non nominare il mio nome invano
3- Ricordati di santificare le feste, ogni compleanno, ogni anniversario, San Valentino e qualsiasi altra festa che inventeranno
4- Onora mio padre e mia madre, sono sempre i tuoi suoceri
5- Non uccidermi
6- Commetti atti impuri, ma solo ed esclusivamente con me o in casi estremi da solo
7- Non rubare (che, le merendine dalla credenza? questa te l'abbono và!)
8- Non dire falsa testimonianza, a me. Mai.
9- Non desiderare la donna d'altri
10- Non desiderare la donna d'altri (preferisco impuntarmi su questo!)


Sei pregato di imparare i dieci comandamenti a memoria, di elencarmeli come dimostrazione e di giurare che li rispettererai e onorerai sempre.


Detto ciò ti ricordo che ti amo a dismisura, e grazie per la bellissima giornata di ieri, il giorno del nostro quinto anniversario! Sei la mia vita Enrico!

giovedì 30 ottobre 2008

Accadono cose troppo personali, si provano sentimenti troppo profondi e confusi, che a volte il blog non è il luogo esatto per raccontarli. Occorrono un paio di amiche fidate, un fidanzato d'oro e tutta la famiglia messa insieme.
Occorre tirar fuori quel vecchio diario che non si usa da anni per scrivere tutto, ma proprio tutto, anche le parole che fanno più paura.
Chi disse che le disgrazie non vengono mai sole, era un genio. Quando arrivano, arrivano tutte insieme.
Occorrono tante lacrime e un pò di tempo e poi forse...
Poi forse qualcosa si può buttar giù anche sul blog, per sfogarsi del rimanente.



Piango per un nonnulla.
Piango se al lavoro arriva una tavolata d'anziani.
Piango mentre sto guidando, se per caso incrocio un vecchietto in bicicletta e penso: "Non poteva morir lui?" e poi mi sento una grande stronza.
Piango se penso alle mie bimbe, soprattutto a lei che si strofina la foto sul viso, dolcemente.
Piango se una donna felice annuncia di essere incinta, perchè la vita va così: chi nasce e chi muore.
Piango se Enrico mi saluta per andare in trasferta e io resto sola cinque giorni, così dormo con la mia TartaNina stretta al petto, come avessi tre anni, perchè ho bisogno d'abbracciare qualcuno.
Piango se penso all'abbraccio con mia cugina, forse l'unico vero nella nostra vita di cugine-non proprio amiche.
Piango se ricevo una bella notizia, perchè l'essere anche solo un pò contenta mi fa sentire terribilmente in colpa.
Piango se penso che questa è solo una dura prova e che nella vita ce ne saranno altre. Non riesco ad immaginare la mia forza (o la mia debolezza) se questo capiterà a chi non voglio neanche nominare.
Piango perchè credo che non ce la farei. Allora, egoisticamente, spero capiti prima a me.
Piango per questo e per molto meno, e vorrei fossero già passati mesi da quel giorno, per stare un pò meglio e non pensarci continuamente.




martedì 21 ottobre 2008

DUE SEMPLICI MODI PER ESSERE FELICI

Entro nella mia casa: vuota, nuova e con i muri immacolati, bianchi.
Indosso le mie cuffiette e ballo al ritmo della mia playlist afro.
Ballo, ballo e ballo.
Finchè non sono tutta sudata, esausta, libera e felice. Come una farfalla!
Poi mi siedo per terra e sporco i miei pantaloni bianchi, e soddisfatta di me stessa gioco con la mia voce e con l'eco di una casa ancora senza mobili.



***


Spalanchiamo le finestre, io e il mio amore. Usciamo in terrazza.
Ci viene voglia di fumare una sigaretta (noi che proprio non fumiamo), non per la sigaretta in sè, ma per l'irresistibile voglia di farlo liberamente solo perchè siamo sulla NOSTRA terrazza.
All'improvviso mi assale un'altra voglia ancora più forte: scavalcare quel basso muretto per sedermi sul tetto, come nei film.
Io che a casa dei miei genitori non ho mai potuto farlo, assecondo il mio istinto, trascinando Enrico con me e in men che non si dica siamo sul tetto della nostra casa, seduti vicini a fumare una stupida sigaretta e tutto prende un altro significato, perfino le tegole del tetto, perchè appartengono a noi. Ci mancava solo un'amica che da giù, dal nostro cortile, ci fotografasse con la sua amata macchina fotografica!


lunedì 29 settembre 2008

Da un articolo di Focus.
Le donne di piccola statura e con poco seno, in confronto alle altre, sono più orgasmiche.

Detto ciò, non ci sarebbe nulla da aggiungere... ma lasciatemi dire una cosa spudoratamente... almeno avere le tette piccole ha anche un vantaggio! Tiè!


lunedì 15 settembre 2008

Ricordo che quando andavo alle elementari ci facevano prendere il quadernone, scrivere a inizio pagina nome, cognome, data del giorno e nome della città. Poi sotto ognuno di noi disegnava una grechina.
Sotto ancora il pensierino del giorno. Sotto di nuovo un'altra grechina.
Mi piaceva fare tutto ciò, avevo sempre pensierini del giorno "profondi" e greche all'ultima moda.
Ora al pc le grechine non riesco a farle, o almeno non ho voglia di impegnarmi così tanto, ma per il pensierino del giorno (anzi i pensierini) eccomi qua...



Pensavo che uscire da un locale e incastrarsi con il tacco della scarpa dentro una grata o tombino quel che sia, succedesse solo nei film. Invece capita anche a me.


Pensavo che era tanto tempo che non tiravo le cinque e mezza del mattino (escluso le serate in discoteca)
a girovagare con le amiche in macchina a chiacchierare e a ricordare le bravate fatte qualche anno fa.



Pensavo che il mio compleanno anche quest'anno è passato benissimo solo che stavolta ho raggiunto un quarto di secolo. Tanti auguri a me, tsè tsè. Tanti auguri a me, tsè tsè, tanti auguri alla Monia, tanti auguri a me, tsè tsè!


Pensavo che devo ancora organizzare la sorpresa al mio amore.


Pensavo che, cazzo, ha cominciato a fare proprio freddo.


Pensavo che ogni anno quando vado al mare per l'ultima volta, non mi rendo mai conto che è l'ultima volta.


Pensavo che nella nostra nuova casa se tutto va bene ci entriamo a gennaio: e che sarà bellissimo coricarci sul nostro nuovo divano e sul nuovo letto sotto un caldo piumone.


Pensavo che il primo novembre ci arriva la prima rata-stangata del mutuo.


Pensavo che adoro fare shopping con il mio love.


Pensavo che la notte faccio dei sogni davvero davvero strani.


Pensavo che ho già in mente un nuovo post da scrivere, un pezzo di un libro che devo assolutamente riportare qui per condividerlo con tutti.


Pensavo che sogno di scrivere qualcosa di talmente bello che un giorno una ragazzina senta il bisogno di trascriverlo sul proprio blog.

venerdì 5 settembre 2008

Ancora non mi sembra vero.
C'è poco da dire, solo due piccole, bellissime parole:
E' NOSTRA!




chiave

giovedì 7 agosto 2008

QUESTO GRANDE GRANDE VIAGGIO... A PUNTATE

... Segue
Non ho detto che l'America è proprio come la si vede in tv. La gente che cammina per strada perennemente col bicchierone di caffè in mano.



coffe in the streetLe strade infinite, lunghe e solitarie, che si perdono all'orrizzonte e con l'asfalto che
sembra tremare dall'afa che toglie il fiato. Una casa ogni mezz'ora. Qualche mucca.
Un cespuglio. Poi più niente, il deserto totale tutt'attorno.






on the roadPersone obese: molte. Ma nelle spiaggie si vede la classica bagnina superfiga col costumino
rosso, che osserva i bagnanti dalla sua torretta stile Baywatch.
Il lusso sfrenato dei ricchoni, che mostrano ville e macchine da sogno; leggermente più in la, l'enorme contrasto d barboni che bazzicano per le strade e di poliziotti che arrestano la gente davanti a tutti.
I ranger: scendono dalla loro macchina con i rayban e il capellone da cowboy in testa, si atteggiano da duri ma a me veniva da ridere e desideravo tantissimo una foto ricordo con uno di loro! Ma non si poteva...
Questi americani super patriottici, che mettono le loro bandiere ovunque, anche sulla cima delle gru nei cantieri. O lo dimostrano così:






patriottismoLa paura dei terremoti, mia madre che mi chiama alle tre e mezza della notte per dirmi che al tg hanno appena detto che c'è stata una grande scossa; io che mi volto verso Enrico al mio fianco, ci guardiamo ignari, e con la voce impastata dico: "Mamma siamo a letto, non abbiam sentito niente noi. Tranquilla, fra tre ore prendiamo l'aereo e torniamo".

Arriviamo a casa dopo 15 giorni: abbiamo in corpo 26 ore di macchina per un totale di 2300 km percorsi, più 28 ore di volo fra andata e ritorno, senza contare le ore d'attesa negli aeroporti.
Teniamo nello zaino 1400 foto e 4 video, circa 10 dollari non spesi, e più o meno 500 euro avanzati. Abbiamo 9 ore di fuso e incontabili ore di sonno arretrato!
Ricordi? Miliardi, tutti bellissimi. Sembra incredibile essere davvero stata la, nemmeno una settimana fa. Incredibile il fatto che tutto sia filato liscio: la macchina che non ci ha lasciato a piedi nel deserto, le valigie che non sono andate perse in giro per il mondo, niente di niente!
Non c'è che dire... è un'altro sogno che abbiamo realizzato. Insieme.


P.S.: Ci sarebbero tante altre cose da raccontare ma è impossibile. Ad esempio c'è chi ci ha chiesto se ci siamo sposati a Las Vegas e noi abbiamo negato, ma poi spunta un anello e chi lo sa... Non si può mica dir tutto!!!
anello...Fine...

mercoledì 6 agosto 2008

QUESTO GRANDE GRANDE VIAGGIO... A PUNTATE

...Segue



Continuiamo con altre nove ore di on the road, per arrivare alla tanto attesa Las Vegas.
Solo gli americani potevano costruire un paradiso del genere in mezzo al deserto! 50 gradi di giorno. Forse 30 di notte.
Las Vegas è sinonimo di divertimento, sfarzo, luci, caos, lusso, esagerazione e chi più ne ha, più ne metta.

circus circusSe sei stato a Las Vegas puoi dire d'aver visto Parigi, New York, il Cairo, Venezia... Non è possibile perdersi in un negozio di M&M's per la sua grandezza, incantarsi davanti ai giochi d'acqua di una fontana grande come un lago, o salire su una montagna russa all'interno di un hotel. Non è possibile metterci più di un quarto d'ora per andare dalla hall dell'albergo fino alla camera, o giocare quattro ore con un dollaro alle slot machines!
Eppure a Las Vegas si può questo e molto altro.





slot machinesIl viaggio continua. Altre cinque ore. Destinazione Grand Canyon. Qui non bastano le parole e nemmeno le foto. Se non sei lì, davanti alla strapiombo, non puoi capire.
Non puoi comprendere la bellezza, i colori, l'immensità e il vuoto attorno a te. Ti senti piccola, minuscola in questo grande spazio. Il Colorado sembra rosso, quando per strada l'avevi visto scorrere e brillare di un azzurro cielo.
Sei lì a guardare nel vuoto e pensi a Thelma e Louise! Pensi che quando andrai a casa non riuscirai a spiegare quello che hai provato: gli amici ti guarderanno, sorrideranno, ammireranno le foto, magari ti invidieranno, ma non capiranno, non del tutto.
Ma è questo il bello, no?






grand canyonArrivano anche le altre otto ore, le ultime da percorrere in macchina. Ci aspetta Los Angeles, con Hollywood, Beverly Hills e Santa Monica.
Ripensando a questi ultimi tre giorni avrò davanti agli occhi centinaia di stelle della Walk of Fame, le terribbili montagne russe del Six Flags Magic Mountain, la Rodeo Drive, l'oceano pacifico con la sua acqua ghiacciata, la famosa scritta di Hollywood sulla collina e le ville di quei ricchoni di Beverly Hills!








... continua...walk of famehollywoodbeverly hills

martedì 5 agosto 2008

QUESTO GRANDE GRANDE VIAGGIO... A PUNTATE

Quando tutti sono in attesa, quando tutti hanno delle aspettative per questo post, è difficile scriverlo.
Inoltre ci sarebbero tante di quelle cose da dire, che non so da dove cominciare.
Forse col dire che con questo viaggio ho realizzato tanti sogni in un colpo solo?
Vedere l'America, meta tanto sognata, è già di per se il massimo.
Se poi ci aggiungo la visita al Lake View Cemetery di Seattle, per trovarmi davanti alla tomba del mio adorato Brandon Lee, il mio cuore potrebbe scoppiare... anche se non ho ancora capito se era maggiore la gioia di trovarmi finalmente li, o la tristezza per ciò che gli hanno fatto.
brandon
Quando penserò a Seattle penserò a lui, e allo stupore di vedere svolazzare i corvi fra le lapidi. Giuro! I corvi...
Penserò alle decine di pannocchiette mangiate in giro!
pannocchiette!
Penserò alla gente gentilissima, pronta ad aiutarti sempre, anche se tu non chiedi niente. Gente sconosciuta che ti incrocia per strada e ti sorride.
Basta così poco per fare di una giornata una BELLA giornata, basta un sorriso, dovrebbero insegnarlo anche qui da noi, ma noi siamo troppo presi...

Poi arriva San Francisco col suo vento gelido che ci fa sognare una bella felpa e magari
anche un piumino! Aveva ragione Mark Twain a dire: "il mio inverno più freddo è stato
un'estate a San Francisco".
fredda san francisco
Battendo i denti penserò a Union Square, la piazza piena di cuori! Penserò al Golden Gate Bridge e al Golden Gate Park, passando per il quartiere colorato e "vivace" degli hippy. Penserò a tutti quegli scoiattoli che si facevano avvicinare quasi senza paura da tutti noi.
E per finire penserò alle famose casette di Alamo Square e di tutte quelle strade in salita e discesa, salita e discesa, di Twin Peaks!
scoiattolotwin peaksNoleggiamo la macchina (e che macchina!) e qui comincia il nostro viaggio on the road.
dodge advenger
In quattro ore siamo a Yosemite, circondati dal verde e da cascate e ruscelli. Il tempo ci era contro, la stanchezza pure. Per non strafare ci siamo regalati una giornata di relax fra piscine, sole (finalmente!) e spa. Ce ne siamo andati col dispiacere di non aver visto quasi niente di questo enorme parco, ma tutto non si può avere...
yosemite... continua...

mercoledì 16 luglio 2008

SEATTLE-SAN FRANCISCO-YOSEMITE-LAS VEGAS-GRAND CANYON-LOS ANGELES17/07/08 - 31/07/08 ON THE ROAD

Tutto è pronto.
C'è un pò d'ansia e di preoccupazione sperando che tutto vada bene.
C'è molta gioia, l'immensa felicità di vedere un sogno che si realizza.
C'è il gusto della settimana che precede il viaggio: tutti che ci augurano buona partenza
e che ci invidiano.
Ci sono i preparativi frenetici, perchè tutto sia in ordine.
C'è il dover preparare la valigia, rituale che amo.
Ci sono un sacco di cose, ecco.
Figuriamoci quando torno a casa quante cose avrò da dire!
Fateci un in bocca al lupo! Arrivederci ad Agosto!






valigiapassaportodollari

giovedì 10 luglio 2008


09/07/2008 STADIO A. FRANCHI - FIRENZE
LIGABUE IN TOUR

Sei sempre stato un grande e sempre lo sarai. Mi innamorai delle tue canzoni negli anni 90, grazie al mio fratellone che mi insegnò qual'era la buona musica. Poi mi innamorai ancora di più delle tue canzoni quando mi presi una cotta per un ragazzo che ti considerava il suo mito. Poi diventasti un ossessione: collezionavo foto, ritagli di giornale, notizie che in qualche modo ti riguardavano. Alla fine imparai ad ammirarti non solo come star ma anche come persona. Con il mio migliore amico ti vidi per la prima volta in concerto all' Arena di Verona e serbo ancora un ricordo meraviglioso. Poco tempo fa, con il mio amore, ti seguii a Modena, alla fiera del fumetto per la presentazione del tuo "La neve se ne frega".
E, dulcis in fundus, ieri io e lui eravamo di nuovo ad un tuo concerto, il più indimenticabile, il più emozionante, il "più meglio del meglio"!
Non scorderò la corsa più veloce che abbia mai fatto, con i piedi che praticamente non toccavano terra, attraversando tutto il campo, ma che emozione quando senza fiato ci siamo spiaccicati alle sbarre di protezione... amore, ce l'avevamo fatta, io e te, prima fila! Così come non scorderò la lunga attesa (9 interminabili ore, di cui 7 sotto il sole cocente, appicicati come sardine sudaticce, a bere litri d'acqua senza mai riuscire ad andare alla toilette!)
Le due ore di concerto sono volate troppo in fretta, ma tutta la faticaccia è stata ricompensata: ci hai sorpresi con la tua entrata inaspettata ed emozionati con le prime note di "certe notti". Ci hai fatto commuovere con le tue parole, e urlare e ballare con la tua energia. Ma soprattutto ci hai fatto "sbavare" quando ti sei tolto la camicia e hai suonato per noi a torso nudo!
Ed eri talmente vicino, talmente vivo, lì davanti ai nostri occhi, che non mi sembravi vero.
E il bello è che le emozioni che ci hai regalato con un concerto del genere, poi ce le portiamo addosso nei giorni che vengono.
Grazie Luciano!
ART. 1001
LA MUSICA ROCK VA SUONATA AL VOLUME CHE SERVE

Solo una piccola critica: perchè non metti mai in scaletta una delle canzoni che più amo? Gustatevi la chicca. Kay è stata qui

 





lunedì 30 giugno 2008

Sdraiata sotto l'ombrellone, accarezzata da una leggera brezza, e baciata da un sole caldissimo, mi trovo a guardare il mare calmo, ad ascoltare la voce stupenda di Petula Clark sulle note di Downtown attraverso le cuffiette del mio I-pod e tengo una mano sulla testa del mio amore che se ne sta sdraiato vicino a me a dormicchiare o semplicemente a rilassarsi ascoltando anche lui la stessa musica dalla cuffietta sinistra.
Ed è a quel punto che penso che l'unica cosa che vorrei è premere il pulsante "pause" da un telecomando immaginario e fermare il tutto lì, in quel preciso istante, per godermelo al massimo. Perchè non c'è nessun altro posto in cui vorrei essere.
Fermare il tempo. Stop.
E poi penso che (perchè no?), ora potrei premere il tasto fw di scorrimento veloce per far volare questi sedici giorni che passano lentamente, come sempre quando aspetti qualcosa di bello, e arrivare dritta dritta al giorno della partenza, al giorno del nostro grande viaggio.
E poi penso che in verità se potessi non lo farei, perchè tutto sarebbe passato troppo velocemente e allora desidererei soltanto premere rw per tornare indietro e godermi tutto piano piano.
E allora mi rigiro verso lui che ha ancora gli occhi chiusi e penso: che fortuna essere ancora qui e non aver premuto niente! Allora mi alzo per dargli un bacio e con uno strattone gli tolgo la cuffietta dall'orecchio, e me lo bacio ancora e di nuovo mi godo il sole, l'aria, l'acqua e il suo sorriso e gli perdono anche il fatto che mi chiami "lentiggini", che però fa tanto Kate e Sawyer di Lost e mi piace più di quanto non voglia ammettere!  

lunedì 16 giugno 2008

Domenica 15 giugno: compleanno papà.
Lunedi 16 giugno: compleanno brother.
Quest' anno ho deciso di fare regali utili: una bella mokona con set di tazzine per la casa nuova di mia fratello (chi l'avrebbe mai detto eh fratellino che me ne sarei andata di casa prima io? E chi l'avrebbe mai detto che però ti saresti sposato prima te? Beh... tutti, in effetti!)
E per mio papà
questo , con tanto di dedica: questa.
Son felice d'averlo fatto (dietro consiglio di mamma, amica e fidanzato), anche se ancora me ne vergogno. Son felice che tu l'abbia letta da solo e non davanti a noi, visto che ti è venuto da piangere e io non avrei resistito, seguendoti a ruota. Son felice che tu abbia detto che è bellissima e che tocca il cuore, anche se non l'hai detto a me direttamente, ma a tua moglie, perchè non ce la facevi a dirmelo guardandomi negli occhi. Così, quando ho sempre pensato di assomigliare a mia madre, ora ho capito che in verità assomiglio a te, che le emozioni, noi "Conti", facciamo fatica a buttarle fuori. Ma l'importante è provarle, no?
Tanti auguri a voi!
















mercoledì 4 giugno 2008

State scherzando spero...
Ditemi che è un blackout momentaneo o vi ammazzo tutti...
Dove sono andate a finire tutte le mie visite?...
Chi cazzo ha azzerato i contatori?
Il MIO contatore...
Vi uccido, si si...
Ora a sangue freddo...
Ridatemi le mie 8mila 2cento e qualcosa visite...
Le ho guadagnate, le rivoglio...
Domani controllo e mi accorgo che è stato solo un brutto sogno...
Sennò vi ammazzo...
Si, si...


Edit del giorno dopo: tutto si è risolto nei migliori dei modi.
Con le buone maniere si ottiene tutto. Grazie!

mercoledì 14 maggio 2008

Conosci una persona e la giudichi, così. E la giudichi ovviamente in maniera sbagliata: per i suoi perenni sorrisi, i suoi modi di fare sempre gentili e socievoli con tutti. Per il suo passato "tumultuoso".
Poi la conosci meglio, ci parli due ore e cambia tutto. Cambia l'opinione su di lei, cambia l'opinione su altre persone, conoscenze comuni. Cambia anche l'opinione di te stessa: ti apre nuovi pensieri, nuove prospettive. Ti apre, punto.
Ci sono persone che anche se ci parli un mese consecutivo non ti aprono niente, non ti lasciano niente.
Mi accorgo di non sapere nulla di questa persona, non ciò che veramente conta: non sapevo del tuo passato, non come credevo di sapere. Non sapevo cos'ha passato, chi ha conosciuto, come ha vissuto. E invidio questa persona, anzi no, non è esatto; io non la invidio, la ammiro.
Ammiro il suo modo di reagire e il suo modo di pensare, il suo non aver paura di nulla, specialmente dei giudizi degli altri. L'ammiro perchè non è sempre stata così ma è dovuta diventare ciò che ora è.  E penso che la vita è troppo breve, e troppo bella, e brutta, e piena, e varia... Quanto tempo si spreca ad innervosirsi per motivi futili? Quante occasioni si buttano per paura di... sbagliare? Pentirsene? Venir giudicata male?
E bastano due cazzo di ore per aprirti gli occhi e dire: da domani sarà diverso. Lo sarà davvero poi? Non so, ma almeno ci provo.
Non diventerò come lei, un carattere si modifica, non si cambia. E sia ben chiaro che non lo vorrei cambiare. Io sono io, e ciò che sono è tutto: è la mia famiglia, è il mio lavoro, ma soprattutto è lui. Il mio amore. Se non fossi io, non saremmo noi. E questo non potrei sopportarlo.
Conosci questa persona che in dieci parole ti spiega tutto il suo amore per il marito: parole bellissime, e piene, e profonde, che pure tu pensi e provi, come lei, ma che non sai dire, almeno non abbastanza, se non in una pagina virtuale come questa, perchè il tuo carattere è così: chiuso, riservato, fatica ad esprimersi.
Ma sono migliorata, cazzo se sono migliorata, ma potrei far meglio, cominciando col non avere più tutta quella paura verso gli altri.
E poi ti accorgi che anche questa persona ha le sue paure: paure che a te non sfiorano nemmeno, allora pensi che forse ora sei tu che puoi insegnare qualcosa a lei. Che allora anche tu vali. In maniera diversa, certo; in maniera tua.
Perchè se tu sei troppo paranoica, lei è troppo menefreghista.
Perchè se tu sei troppo chiusa, lei è troppo aperta.
Perchè se tu sei troppo sincera nel dimostrare una simpatia o una antipatia verso terzi, lei è troppo "falsa".
Perchè ognuno ha i propri pregi e i propri difetti, e penso che in ogni caso questa serata mi ha lasciato qualcosa dentro. E che è tempo sprecato anche quello che per pigrizia mi fa rimanere in casa, quando potrei prendere e uscire ad aprire la mia mente, per parlare, per confrontarmi, per crescere.
Poichè nessuno ha il diritto di giudicare la vita e le scelte che facciamo e che adesso, come in futuro, la cosa importante è avere sempre qualcuno al proprio fianco che ti ama per come sei veramente. E darsi fiducia l'una con l'altro, andare avanti, sbagliare, cadere, riprovare. Perchè davvero siamo così piccoli, e la nostra strada è talmente breve che l'unica cosa da fare è cercare di riempirla il più possibile di carezze, di abbracci, di lacrime, di risate, di emozioni.
Alla faccia di tutti.

lunedì 5 maggio 2008

Signori e signore... Madame e monsieur... Lady and gentleman...
Ho il piacere di annunciarvi che finalmente ho barrato la voce "COMPRARE CASA" nella lista dei desideri (a lato, a sinistra)!
Ebbene si, sono così pazzamente felice! E anche se effettivamente non è ancora mia, dato che devono ancora consegnarmi le chiavi, io mi sento già a casa e conto i giorni che mancano ad agosto, quando il tanto desiderato mazzo di chiavi sarà nelle mie mani.
Nel frattempo stiamo scegliendo i mobili e ci stiamo organizzando per tutto il resto.
Datemi un pò di tempo e poi sarete tutti invitati a casa nostra per un caffè o un the freddo; al massimo anche una fettina di dolce o una pizza.
In fin dei conti, se notate bene, non ho ancora cancellato la voce "IMPARARE A CUCINARE" nella lista dei desideri (a lato, in basso, a sinistra)!
Troppo bella la mia casina!

mercoledì 16 aprile 2008

Ieri mi è stato detto: "E così domani farai un passo importante?!"
E io oggi l'ho fatto, 'sto grande passo; e sono stra-sicura che in questi prossimi giorni mi aspetteranno altri grandi passi, ancora più importanti oserei dire.
Come mi sento? Confusa e felice, come citava la canzone.
Sono confusa, perchè mi sto muovendo in territorio sconosciuto, facendo una cosa per volta, chiedendo mille chiarimenti e mille conferme su cose di cui non sapevo nemmeno l'esistenza.
Sono felice perchè sto realizzando uno dei miei sogni; perchè vedo avvicinarsi sempre più il momento "cruciale"!
Sono preoccupata perchè mi pongo mille quesiti: "Ce la farò?" "Andrà tutto bene?" "E se...?" "E ma...?"
Sono contenta perchè ogni mio quesito ha la stessa identica risposta, da lui: "Supereremo tutto insieme"
Sono ansiosa di concludere il prima possibile.
Sono anche un pò dispiaciuta perchè tutto questo organizzare prima o poi finirà e credo che poi mi mancheranno queste emozioni forti, anche se so che ne arriveranno probabilmente altre.
Sono indaffarata: quasi tutto il giorno al telefono come una manager, quasi tutti i giorni in uffici vari per incartamenti vari.
Sono euforica perchè oggi ho strappato il mio primo assegno.
Sono sognatrice perchè immagino tutti i particolari di questa nuova fase della mia vita che sta iniziando.
Sono chiacchierona, stresso tutti parlando, parlando, parlando...
Provo cento sentimenti diversi, tutti insieme, e questa sensazione mi piace!


 

mercoledì 9 aprile 2008

Vorrei che ci fossi quest'estate, al mio ritorno dal grande viaggio, così da poterti raccontare tutto.
Vorrei che ci fossi fra un anno, quando avrò una casa tutta mia, e avrò bisogno dei tuoi consigli da tutto-fare.
Vorrei che ci fossi fra qualche anno, al mio matrimonio, così mi potrai accompagnare all'altare.
Vorrei che ci fossi fra una decina d'anni, per essere il nonno più affettuoso del mondo con i miei figli.
Vorrei che ci fossi per sempre. O almeno ancora per molto.
Allora perchè non pensi un pò a te stesso, per prenderti cura di te?
Allora perchè non segui quella cazzo di dieta che ti hanno imposto?
Allora perchè non cominci col buttare via quelle cazzo di sigarette?
Dovresti farlo per te, ma se non vuoi, almeno fallo per noi.

lunedì 17 marzo 2008

TI HO ASCOLTATO CUORE

Non ricordo l'ultima volta
Che ho appoggiato
La mia mano sul mio petto
Sentendo il cuore battere forte.
Eppure in tutto questo tempo
Tu devi aver battuto
Anche se io non ti ho ascoltato.
Oggi riflesso nello specchio
Ho visto il profilo del mio corpo nudo
Sdraiato sul tuo letto
E ho alzato una mano per posarla sul petto.
E ti ho ascoltato, cuore.

mercoledì 12 marzo 2008

SKIN & MARLENE KUNTZ - LA CANZONE CHE SCRIVO PER TE

Dicono che la primavera arrivi il 21 Marzo. L'estate addirittura il 21 Giugno.
Per me invece con il primo Marzo, arrivano entrambe.
Appena spunta il sole, e nascono le margheritine di campo e i "nontiscordardime", rinasco pure io.
Oggi il sole splendeva e anche se l'aria era fredda, io ero al settimo cielo. Sono andata a trovare il "mio" mare, con l'inseparabile I-pod nelle orecchie, e ho camminato a lungo, respirando l'aria salmastra. Toccavo l'acqua ancora gelata, e poi seduta per terra, sporcandomi la tuta nera e fregandomene altamente, mi lasciavo scaldare dal sole e dalla mia gioia.
Qualche vecchietto mi teneva compagnia, assorto anche lui a guardare il mare, o il cielo, o chissà che.
Di certo il mare è molto più bello ora, non affollato di gente e di ombrelloni, però non posso fare a meno di aspettare con ansia le giornate di tintarella!

lunedì 10 marzo 2008

Mia zia fa yoga. Mia mamma, entusiasta, ha cominciato anche lei a far yoga. Mia nonna, un pò scettica, adesso ha iniziato pure lei a fare yoga.
Non so chi delle tre sia la più agile: la cinquantenne, la quasi sessantenne o la ultra settantenne?
Io voto per la terza.
Ps: no, non comincerò anch'io a far yoga.

martedì 4 marzo 2008

Una delle cose che accomuna tutte le coppiette innamorate, al giorno d'oggi così come decenni e decenni fa, è l'uso di nomignoli con cui amano chiamarsi: cucciolotto, patatino, tesorino ecc. ecc.
(Non negate di farlo)
Un'altra cosa che ci accomuna è la classica frase scambiata per telefono:
"Tesorino, cosa indossi?"
"Una vestaglietta in seta, calze autoreggenti, bla, bla bla..."
E l'uomo che sbava dall'altra parte del filo.
(Non negate neppure questo)
Bene. Ora posso dire che sono entrata nel club anch'io.
Riporto la conversazione mia e del mio amore dell'altra sera.
LUI: "Piccina, cosa indossi?"
IO: "Vuoi proprio saperlo?"
LUI: "Certo!"
IO: "I
calzettoni quelli rossi e morbidissimi, pigiamone blu..."
LUI: "Quello con il pinguino?"
IO: "Si"
LUI: "Mmm... poi?"
IO: "Sopra ho la felpa di Brandon Lee: niente di così sexy, ok, però in compenso non ho reggiseno, nè mutandine...
LUI: "Mmm...!"
IO: "E tu amore?"
LUI: "Lo vuoi proprio sapere?"
IO: "Certo!"
LUI: "Gli scarponi antifortunistici, i calzini puzzolenti.."
IO: "Che schifo!"
LUI: "Eh amò, ho appena finito di lavorare, devo ancora farmi la doccia"
IO: "Ok, continua..."
LUI: "I pantaloni della tuta, la maglietta a maniche corte nera, il maglione grosso di lana, la giacca della tuta, il giubbotto e il berretto di lana in testa!"
IO: "Miseria, ma dove sei?"
LUI: "Nella hall dell'hotel"
IO: "E fa tutto quel freddo? Se dovessi spogliarti mi passerebbe la voglia!"
LUI: "In effetti han lasciato tutte le finestre aperte!"
IO: "Tu chiuderle no?"


Vi risparmio il resto. Non siamo romantici???

giovedì 28 febbraio 2008

Cullati dall'avanzare lento della macchina, e dalla guida silenziosa del conducente, se ne stavano accocolati sul sedile posteriore in silenzio.
Lui teneva la fronte appoggiata al finestrino e accarezzava i capelli lisci di lei, che aveva adagiato la testa sul suo grembo. Lo stava abbracciando forte e lui sentiva, attraverso quella stretta, tutto il suo amore.
Ogni tanto si chinava per darle un bacio su quella testolina e lei sorrideva, anche se lui non riusciva a vederla in quella posizione.
Restarono così a lungo e il conducente continuava a non parlare: non voleva disturbarli.
Poi lui le sussurrò qualcosa all'orecchio:
"Ti amo"
Lei non rispose, ma lo strinse ancora più forte.
Lui continuò:
"Mi dispiace che il tempo a nostra disposizione sia già finito. Vorrei non partire mai."
Anche stavolta lei non rispose, ma lo strinse di nuovo.
Il conducente non voleva intervenire, ma non capiva perchè lei non rispondesse. Lui era così dolce eppure lei continuava a tacere. Ma se glielo avesse chiesto lei avrebbe avuto una risposta:
"Non sempre occorre parlare. Fra le sue braccia sto catturando tutta la sua essenza, ne assorbirò il più possibile, per sentirne meno la mancanza quando lui sarà partito."
Non sapeva se il conducente l'avrebbe capita, non sapeva se lui avesse mai saputo cosa significava "fare scorta"...
Ma lei l'aveva imparato.
 

martedì 26 febbraio 2008

Ascolto le note tristi di Jim Morrison. Quando andavo a scuola riempivo il mio diario con le sue frasi, era moda, lo facevamo tutte, anche se probabilmente non ne capivamo completamente il significato. Ora posso dire di capirlo, ma non sempre sono d'accordo. Non sono una fan dei Doors eppure oggi mi girava così. Alcune canzoni sono belle e profonde e mi ricordano il passato. Oggi penso al passato. Non con malinconia e tristezza, semplicemente con un sorriso sulle labbra. Penso alla scuola, ai primi amori, corrisposti o no, penso alle prime conquiste in famiglia (il coprifuoco allungato di un'ora, un mazzo di chiavi solo per me...), cose che ora sembrano stupide ma che sono state parte di me. Penso alle volte che ho riso, pianto, litigato, detto bugie, flirtato, fumato di nascosto...
Penso che avrei voluto comunque andare ad un concerto dei Doors, o a quello dei Gun's, o ancora a quello dei Nirvana, e che non potrò farlo per ovvi motivi! Penso che però faccio ancora in tempo ad andare a quello di Robbie Williams, o di Elisa, e li aggiungerò alla lista di concerti a cui sono stata. Penso che mi piace fare liste.
Penso che sabato incontrerò Ligabue a Mantova. Penso che fra circa cinque mesi piangerò davanti alla tomba di Brandon Lee. Penso che è strano il modo in cui ci affezioniamo a persone che praticamente non conosciamo. Penso che vorrei lasciare anch'io qualche traccia di me, magari con i miei libri. Penso che forse non ce la farò mai, ma spero di si.
Penso che oggi potrei continuare a scrivere per ore, guardando dalla mia finestra il sole che tramonta. Penso che sia fantastico avere la possibilità di dire quello che pensiamo e proviamo, e penso che a volte non ci rendiamo conto della nostra fortuna.


sabato 16 febbraio 2008

Sto trascurando il mio blog. Scusa scusa scusa mia creatura!
Ma ho tante cose per la testa, tante cose da fare, poco tempo a disposizione e la connessione che va quando vuole lei.
Sono stressata e ne porto i sintomi.
Sto bene solo il sabato e domenica (ogni riferimento a cose e/o persone è puramente casuale).
E il mercoledì (il mio giorno di riposo).
Ma comunque non mi lamento. Alla fine lo stress deriva solo dai miei viaggi mentali, non da disgrazie veramente accadute. Perciò non mi lamento: l'ho già detto.
E' che, per esempio, ora sto scrivendo perchè ne avevo voglia, ma non ho un cazzo da dire.
Perciò... buon appetito e arrivederci!

martedì 12 febbraio 2008

Sapevo di non essere un'intenditrice, ma non pensavo di intendermene proprio così poco.
Ci sono un sacco di cose da imparare, paroloni da farsi spiegare, trucchi da capire.
Cose come perizia, istruttoria, euribor, eurirs, spread.
Fino a ieri non sapevo manco che fossero.
A volte ho paura di sbagliare qualcosa, per questo stresso di continuo qualsiasi persona che
mi capiti a tiro facendo domande su domande e chiedendo consigli.
Ormai non parlo d'altro, anzi non penso ad altro.
Quando sono al calduccio nel mio letto faccio i conti dei soldi che mi vorranno, e di
quelli che sto spendendo che magari, invece, potrei metter da parte.
E poi penso che sarebbe bello se prendessi un divano ad angolo rosso e lì sul tavolino
ci starebbe bene quel vaso che ho visto, rosso pure quello. E le tende me le farà la mia
suocerina, visto che è tanto brava?
Cavolo, sto impazzendo, sto sclerando. E siamo solo all'inizio.
Ma i nostri sforzi verranno premiati alla fine, vero amore?
Alla fine avremmo il nostro sogno e le nostre soddisfazioni: per la nostra amata casina
non ancora nata, ma in gestazione!
Stasera mentre scrivevo al computer, e le mie dita si muovevano veloci sulla tastiera, passando da un tasto all'altro, ho visto quel bagliore tanto amato.
Ho osservato le mie dita a lungo, senza più prestare attenzione a ciò che scrivevo, ma solo a COME scrivevo.
E tutto questo perchè mi sono innamorata delle mie mani, ora come non mai.
Sono talmente belle mentre si muovono e l'anello, a ritmo, brilla!
E' come se fosse sempre stato li, come se non potesse esserci altro posto in cui stare.

martedì 29 gennaio 2008

io sono leggendaI Am Legend
Un film di Francis Lawrence. Con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok...
New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri, che non sono altro, appunto,  che esseri umani affetti da un virus geneticamente modificato. La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo e cerca di stanare ed uccidere i suoi nemici e la notte cerca di non farsi trovare chiudendosi in casa sua, barricandosi e prendendo tutte le misure necessarie per impedire ai vampiri di attaccarlo., ma quanto può resistere, da solo, in queste condizioni?
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine.

Sarà che a me Will Smith piace molto come attore, sarà che anche il genere di storia mi piace molto, fatto sta che lo ritengo uno dei più bei film visti ultimamente, e lo rivedrei volentieri un'altra volta. Mi sono emozionata per i vari flash-back, per quella New York di solito caotica, ed ora così desolata, ma soprattuto per il cane Sam; per la disperazione di Neville d'esser solo, a tal punto da parlare con i manichini. Ed è un film che fa pensare, che fa capire quanto noi uomini in un futuro non molto lontano potremmo autodistruggerci. E secondo me lo stiamo già facendo. E' vero, come dice la trama, che non è facile costruire un film che gira attorno ad un solo personaggio, ma io non l'ho trovato affatto noioso: lento si all'inizio, ma non per questo palloso. E' un film che non dimentichi, che ti lascia qualcosa dentro. E che ci mette in guardia: non ci stiamo forse spingendo un pò troppo in là?

mercoledì 23 gennaio 2008

Ieri sera avrei ucciso tutti, solo rabbia, rabbia e ancora rabbia, dentro me.

Stamattina non dico che mi sarei uccisa, ma solo tristezza, tristezza e tristezza, dentro me.

Oggi ero attiva, solare, felice e piena di energia, dentro e fuori di me.

Ormoni impazziti, sindrome premestruale del caz...!

La prossima volta nasco uomo, sempre che tu, amore mio, nasca donna. Eh si, sennò non se ne fa niente...

lunedì 21 gennaio 2008

PUNTATA N° 3 - LA MIA VITA COME UN FILM

voloSe qualcuno mi ponesse la classica domanda: “Cosa ricorderai di questo viaggio?”,  risponderei…
Ricorderò sempre le mille facce diverse che ho incontrato nella metropolitana. Le piccole bambine nere, con i loro capelli intrecciati in modi sempre diversi, con i loro occhioni spalancati, abituate a vivere sempre in mezzo a gente di tutti i tipi, già capaci di muoversi in mezzo a tutta quella folla.
Ricorderò quel giovane uomo, possessore di nulla, solo di una chitarra e di una cassa, che suonava divinamente le canzoni di Santana e che mi ha accompagnata per tutto il mio tragitto, talmente incantata che non avrei più voluto scendere dalla metro. Ricorderò le bellissime piazze e gli enormi palazzi: ricorderò la romanticissima Tour Eiffel per sempre (per ovvi motivi), tour eiffell’imponente cattedrale di Notre-Dame, notre damee il viale illuminato degli Champs Elysee.
Ricorderò la sensazione di svegliarmi la mattina e per qualche secondo non sapere bene dove fossi, per poi vedere lui accanto a me e pensare: Paris!
Ricorderò i quadri del Louvre, ambientati nell’epoca in cui avrei voluto vivere io: un epoca in cui avrei potuto indossare quegli splendidi abiti e suonare il pianoforte, e andare ai balli, ed essere corteggiata. Ascoltare i pettegolezzi di corte e fare lunghe passeggiate, come una vera dama.
Ricorderò la sensazione di tornare bambina, e saltellare di qua e di la e vivere per un giorno nel mondo incantato di Disneyland Paris.disneyland paris

Ricorderò quei quattro giorni per sempre, non pensavo che Parigi potesse entrarmi così
in profondità!place de la concorde
E ricorderò tutto ciò che non ho scritto, tutti i vari momenti vissuti: le cazzate che sparavamo, le foto non scattate, la pioggia che ci siam presi, i troppi panini mangiati, i baci scambiati, e soprattutto le emozioni provate! 

giovedì 17 gennaio 2008

PUNTATA N° 2 - LA MIA VITA COME UN FILM

TANTO PER RIDERE...
Conversazioni poliglotte, o polidiote!
I francesi parlano solo francese. Se tu chiedi se parlano italiano, rispondono seccamente di no. Se tu chiedi se parlano inglese magari ti capiscono, ma preferiscono risponderti in francese.
Perciò le nostre conversazioni erano più o meno così:
IO: (fermando un ragazzo per strada) Excuse-moi, le mètro s'il vous plaît?
RAGAZZO: (controllando la cartina che aveva in mano e gesticolando)  Oh… ici tout près…
tourner à droite…
IO: a destra?
ENRICO: right?
RAGAZZO: Oui! Right!
IO: Ah! Ok! Mercì!
ENRICO: Thanks!
RAGAZZO: De rien, au revoir!


Una buona azione!
Mentre io e il mio amore correvamo di qua e di là al parco divertimenti Disneyland, una bambina si è lasciata sfuggire di mano il suo palloncino con la faccia di topolino; non volò in cielo ma interruppe la sua corsa sul soffitto di legno di una giostra, per l’esattezza di un trenino che ti faceva fare il giro dell’intero parco. Il padre saltando cercò di riprenderlo ma era troppo in alto, e non ci arrivava.
Allora provò a prendere in braccio la moglie, ma la povera donna non era esattamente un peso piuma, e riuscì ad alzarla solo di pochi centimetri.
Stavano rinunciando e la bambina sconsolata dava già per perso il suo palloncino, quando io, vista la scena, convinsi il mio amore a prendermi in braccio e ad alzarmi, così che potessi raggiungere il palloncino.
La forza non gli è mai mancata, e mi ha tirata su senza fatica visto anche il mio esile corpicino, così che in un attimo topolino era nelle mie mani! La folla sul trenino ci ha perfino fatto l’applauso e noi emozionati ci siamo sentiti davvero bene.
Come due ballerini che hanno appena terminato il loro show riuscito alla perfezione!
I genitori ci hanno ringraziato e la bimba se n’è andata felice!
Dopo pochi minuti abbiamo visto volare in cielo alcune facce di topolino: speriamo non fosse di nuovo il tuo palloncino, che così in alto, bambina mia, non ci arriviamo ancora!

Una figura di M…!
Eravamo in fila, aspettando il nostro turno per salire su Dumbo Volante… ebbene si, le giostre stupide ce le siamo fatte tutte! Io mi distraevo facilmente, guardandomi attorno, e ammiravo tutti quei “Dumbi” colorati, e i loro sorrisi.
L’ho sentita la pacca sul sedere, ma pensavo fosse la classica toccatina del mio amore, il fischio invece, quello non l’ho sentito, neanche il secondo, e nemmeno l’altro richiamo.
Insomma, mi giro con un sorriso a trentanove denti verso il mio amore e gli dico che:
“Oh, son troppo buffe le loro facce!” E quasi me lo abbraccio forte… quando all’improvviso mi accorgo che lui non è lui, ma un papà con la sua bambina di fianco, e che il mio uomo se ne sta mooolto più avanti, con la fila.
Non vi dico la mia espressione, soprattutto quando questo francesino dalle buone maniere mi scoppia a ridere in faccia spudoratamente.
Ma dico, non ho mica fatto apposta, invece della pacca sul sedere e dei fischietti amore, non
potevi semplicemente dirmi: “Vieni avanti?”  ;)


(Alla terza ed ultima puntata con un pò di foto!)


lunedì 14 gennaio 2008

PUNTATA N° 1 - LA MIA VITA COME UN FILM

Sono le 18.00 ed è già buio. A Parigi fa freddo, soffia un vento forte ma non importa: abbiamo una meta da raggiungere. La meta più attesa, più sognata.
Usciamo dalla metro e ci guardiamo attorno per orientarci un pò, io mi fido di te amore, a scuola non ho fatto "orientiring", e con le cartine sono negata, lo sai.
Camminiamo mano nella mano, con passo spedito, sappiamo dove andare ora; l'abbiamo vista lei, così alta, che svetta illuminata. Chi non la noterebbe?
E' bellissima, si sa. Le foto, le cartoline, le immagini sul web però non le rendono onore, non riescono ad esprimere la sua bellezza vera, solo dal vivo si ammira in tutto il suo splendore.
La Tour Eiffel.
Camminiamo. Ridiamo. Saltiamo di gioia, non ci sembra vero di essere lì. Arriviamo sotto di lei amore ed è così grande da far paura, da farci sentire piccoli piccoli.
Siamo circondati di gente, ma è come se non lo fossimo: ci siamo solo noi.
Ci mettiamo in fila per salire. Aspettiamo. Tremiamo dal freddo. Ci baciamo. Ci perquisicono. Paghiamo. Aspettiamo. E finalmente saliamo.
Dall'alto lo spettacolo è mozzafiato. Il vento soffia ancora più forte e io leggera come sono, devo far forza sulle gambe per non volare via! Ma ci sei sempre tu accanto a me, siamo attaccati come non mai, è l'emozione del momento a tenerci uniti: è il nostro amore.
Guardando giù, le case e i palazzi sono formichine, formichine di luce. Parigi è ai nostri piedi. Tutto è un sogno ad occhi aperti.
Poi all'improvviso decidi di entrare un attimo, per ripararci dal vento. Mi tieni per mano e io ti seguo. Ci appartiamo in una piccola stanza, non c'è nessuno oltre a noi.
Allora mi guardi negli occhi, mi prendi le mani e sorridi. Mi sussurri piano che le sorprese non sono finite, che c'è ancora qualcosa per me.
Io ti guardo allibita: cosa mai puoi aver fatto ancora? Dopo la sorpresa del viaggio, dopo la meravigliosa Paris, dopo la Tour Eiffel, che altro mi aspetta?
Infili una mano nella tasca del tuo giubbotto, e ne estrai una piccola scatolina.
Il mio cuore si ferma. Non l'ho ancora aperta, ma so già cosa c'è dentro. La mente è partita e nessuno la ferma più. Neanche le lacrime, di gioia.
E' stupendo amore mio. Tutto luccica attorno a me: la Tour Eiffel, il diamante che ho in mano, le stelle sopra di noi, i tuoi occhi, e le mie lacrime.
Arriva qualcuno, che mi avrà vista piangere, ma chi se ne importa?
La mia felicità è troppo grande e mi rendo conto che non ti ho ringraziato a dovere, ma le parole faticavano ad uscire! Lo desideravo tanto, lo sai, ed ora hai realizzato tutti i miei sogni in un colpo solo. Ti amo così tanto amore mio, e a volte mi sento indegna di tutto questo amore, di tutta questa gioia: cosa avrò fatto per meritarmi tutto questo? Cosa avrò fatto per meritarmi te?

I primi dieci minuti di ogni ora la Tour Eiffel si illumina di tante lucine bianche e intermittenti, oltre alla solita illuminazione dorata. Le abbiamo viste tre volte accendersi queste lucine! Non volevamo più andarcene, ricordi?
Abbiamo scattato un sacco di foto, da mostrare a chi ci aspetta a casa, ma non riusciranno mai a capire cosa abbiamo provato, solo noi lo sappiamo veramente.
Ci sei riuscito veramente a rendere la mia vita come un film, anzi come una favola.
Ti amo immensamente amore mio, e sarà per sempre.
solitario

giovedì 3 gennaio 2008



LEONARD COHEN - HALLELUJAH

La vita è fatta di piccole cose.

Di un cliente che arriva ogni giorno col sorriso, e che mi chiama bambina, sebbene bambina non lo sia più, e lui non sia poi così vecchio. Che ogni giorno dopo la grappa lascia sempre uno o due euro di mancia per me. Ogni giorno. E non lo dica mai. Perchè non la lascia per farsi notare o ringraziare. Lo fa e basta, e io oggi l'ho scoperto per caso, vedendo Nic gettarli nel bicchierone raccogli mancie.

Della mia nipotina che dice Moa per la prima volta (che con un pò di fantasia sarebbe il mio nome), e che poi mi allunga la sua manina perchè vada dove lei vuole portarmi, dove ha qualcosa da mostrarmi. E che così, senza motivo, poi, mi abbraccia le gambe.

Di una mia amica che di primo mattino mi manda un sms per dirmi quanto io sia speciale per lei. Senza che io abbia fatto niente. Anzi, con la consapevolezza che è passato troppo tempo dall'ultima volta che sono andata a trovarla.

Dei miei genitori che invitano il mio ragazzo a cena anche se io quella sera sono al lavoro, tanto ormai è di famiglia. Di mia madre che mi racconta di quanto mio padre fosse geloso della sua bambina quando i primi tempi Enrico veniva a prendermi sotto casa. Di quanto detestava vederlo arrivare e portarmi via. Ma non l'avrebbe mai ammesso. Di mio padre che adesso gli vuole bene.

Di queste piccole grandi cose e molte altre.
E questa canzone mi fa venire la pelle d'oca e me le fa ricordare tutte.

martedì 1 gennaio 2008

Ed eccomi qua! Anno nuovo, template nuovo!
Ogni tanto è bello cambiare ed ho rispettato la tradizione: buttare qualcosa di vecchio.
Ho buttato il mio template per questo che trovo bellissimo.
Ho buttato qualche abito che non mettevo più, per qualche vestitino nuovo.
Ho buttato qualche cosina inutile che alloggiava in camera mia, per avere più ordine.
Ho tenuto il lavoro, il ragazzo, e gli amici.
Ho tenuto la macchina perchè anche se è vecchia e va da cani, non ho i soldi per cambiarla.
Ho tenuto la speranza di veder realizzati i miei sogni.

E voi come avete cominciato il nuovo anno?
Io l'ho cominciato col sorriso, con tanti propositi e con una bella sbronza! (Che ogni tanto non guasta)
Auguro tanta felicità a tutti voi.

THURSDAY IN VENICE

Dicono che Venezia sia una città romanticissima...
Dicono lo stesso di Roma...
Per non parlare di Paris, la città dell'amour!

Ho passato una giornata indimenticabile a Venezia pochi giorni fa, e un giorno andrò di sicuro  a visitare la capitale d'Italia. Ma ciò che mi interessa dirvi è che il 10 Gennaio parto per Parigi! Il mio amore mi ha regalato un weekend nella città più romantica del mondo, come regalo di Natale un pò posticipato!
Inutile dire che non vedo l'ora, domani tiro fuori le mia valigia e al mio ritorno saprò di certo dirvi quale città fra Venezia e Parigi si aggiudica il titolo di vincitrice!
Poi, per la sfida finale, compresa Roma, ci aggiorneremo in seguito!