giovedì 6 dicembre 2012

Adoro guidare di notte per le strade così familiari del mio paese: in giro non c'è praticamente anima viva e mi sento rilassata e felice.
Nonostante mi ostini a dire a chiunque (e a pensarlo, perchè lo penso veramente) che quest'anno non ho proprio voglia che arrivi Natale, con il solito tran tran, e gli immancabili festeggiamenti che ne conseguono, per non parlare della "magica ultima notte dell'anno", nonostante questi pensieri cinici dicevo, vedere le case e i giardini della gente completamente illuminati a festa, mi scalda il cuore.
Sebbene fuori si geli: non tocchiamo i due gradi stanotte, eppure ritardo a rientrare in casa, me ne resto ferma davanti al cancello, con le chiavi in mano, e fisso un cielo che non è mai stato così nero, e ammiro le stelle che non sono mai state così tante e così luminose; penso che non lo guardo abbastanza spesso questo nostro cielo.
Poi finalmente mi decido a rientrare in casa: sul divano c'è la mia cucciola che mi aspetta e mi guarda ma non si spreca in tante feste, assonnata com'è; mi sbrigo a prendere il mio onnipresente bloc notes sul tavolino, con la copertina grigia e i fiocchi di neve argentati (unico acquisto natalizio di quest'anno) e comincio velocemente a buttar giù questi pensieri, felice come ogni volta che mi ritrovo a scrivere.
E penso che nonostante tutto, nel fine settimana farò l'albero di Natale con mio marito, metterò un fiocco in testa alla mia cagnolina per farla sclerare, e poi rideremo come scemi!
Per me QUESTO vuol dire FESTA.

martedì 23 ottobre 2012

Oggi sono quattro anni che mio nonno è morto: a volte sembra ieri, a volte sembra sia passata una vita da quel giorno.
Quando ci penso, intendo quando ci penso VERAMENTE, ancora fa male, ancora mi manca, ancora piango. Ma poi accantono il pensiero, la vita mi riempie, mi tiene occupata, mi distrae, come è giusto che sia.
Mi ritrovo a far l'amore fra le braccia del mio uomo, o a passeggiare con la mia cagnolina, o a bere una tisana con un'amica, o semplicemente a rilassarmi nel mio nido e penso che la mia vita è perfetta.
Attorno a me vedo gente amorfa, superficiale, quasi vuota e questo mi rattrista; ma vedo anche gente che fa cose, che prova, che vive, che va avanti e li ammiro.
Vedo vecchi amici o conoscenti che prendono su valigie e coraggio e se ne vanno all'estero, che si sposano, che fanno figli, o che si lasciano dopo anni ed anni trascorsi come coppia stabile.

Io sono statica in questo momento, serena ma immobile. Come se fossi in attesa, in aspettativa!
Attendo una risposta, magari positiva se non è chiedere troppo, una mail, una telefonata, un telegramma, qualsiasi cosa andrebbe bene, che mi dia la conferma che SI, si può fare, il mio sogno potrà essere realizzato...
E poi sono ferma pure nella mia vita, mi tengo questa pace, questa tranquillità, tanto so che non sarà così per sempre, che fra non molto la vita mi spingerà a fare una scelta, e sinceramente ho sempre avuto un pò di paura a fare scelte importanti, timorosa dei cambiamenti.
Perciò me ne resto nel mezzo, e rimando qualsiasi pensiero troppo profondo.
So per certo che poi non si tornerà più indietro e ho paura di perdere la mia routine, la mia spensieratezza, di rompere quegli equilibri che con tanto amore abbiamo costruito io e lui.
E se poi sarà migliore? O se sarà peggiore? Di sicuro sarà nuovo, devastante in tutti i sensi.
Perciò lasciatemi ancora un pò nella mia bolla statica, felice e ingenua. Sorrido, perchè ultimamente non faccio altro, ed è già una gran bella cosa, non credete?

mercoledì 25 luglio 2012

Ricaricata nell'anima e nello spirito.
Merito di Barcellona con la sua architettura da cartone animato, con le sue spiagge con acque cristalline, con la sua gente con quell'accento cantilenante e perennemente sorridente.
Merito del sole, delle passeggiate, della buona paella, del mojito fatto come si deve, della metro piena di gente fuori dagli soliti schemi di provincia.
Viaggiare ti apre gli occhi, e la mente, non mi stancherò mai di dirlo.
Ti fa sentire piccola e grande allo stesso tempo, torni a casa con la voglia di fare, di creare, di essere. Fregandotene degli altri, di ciò che possono dire o pensare, perché la vita è solo tua.




lunedì 11 giugno 2012


Mi manca l'Australia.
Aspetto con ansia quei pochi giorni in Spagna quest'estate: voglia di posti nuovi, gente mai vista, strade sconosciute, cibi dai sapori strani, sentire parlare altre lingue che non siano italiano e dialetto.
Voglia di viaggiare, mai stanca di girare il mondo.
Credo sarà un punto fermo della mia vita, della nostra vita.
Un caro amico che mi regala un quadro con la mappa del mondo, di un materiale particolare per cui io possa tappezzarla di puntine colorate. Una puntina per ogni luogo visitato. Come nei film: una cosa che ho sempre sognato!
Una cosa stupida che mi ha resa incredibilmente felice... anche se sono troppo poche queste puntine. O forse è il mondo ad essere troppo grande.
Occorreranno due vite per vederlo tutto?
Il pc pieno di foto che se vanno perdute piango per un anno. Mio marito previdente che ne ha fatto varie copie.
Le foto del mio matrimonio: mi commuovo.
I video degli scherzi del mio matrimonio: mi scendono le lacrime da quanto rido.
Vorrei rivivere il giorno del nostro matrimonio altre mille volte. Vorrei che una di quelle mille volte ci fosse anche mio nonno.
L'altro giorno mi sono sentita una stronza perchè ho dimenticato la data della sua morte. Sono passati quasi quattro anni.
Che tristezza: la vita continua. Per fortuna che la vita continua. Smetterai di mancarmi un giorno? Non credo.
Bella questa sensazione di scrivere velocemente i pensieri così come vengono.
Ancor più bella la voglia di scrivere che è tornata, felice perchè ho finito di scrivere il mio libro.
Emozionata, perchè l'ho dato da leggere a mio marito. Paura del suo giudizio. Del giudizio di tutti.
Una paura che devo superare, un lato del mio carattere che devo migliorare.
Dopo il suo parere, quello della mia migliore amica; poi (forse) il salto: spedirlo ad un editore.
Dondolarmi sulla mia nuova amaca con un block notes per trascrivere i miei pensieri. Osservare il mio gelsomino in fiore, l'aria che sventola il suo profumo.
Una canzone malinconica in sottofondo, a basso volume, per non disturbare i pensieri.


lunedì 28 maggio 2012

Dopo undici anni la nostra storia è finita.
Hai cercato di resistere, di tirare avanti. Lo so, ma non ce la facevi più ed io ti capisco, ma è triste lo stesso.
Con te se ne vanno milioni di ricordi, in tutti questi anni ne abbiamo fatta di strada insieme...
Tante volte perdendoci, ok, ma alla fine non ci ritrovavamo sempre?
E quante risate, e quante lacrime abbiamo condiviso...
Hai conosciuto tutto di me: mi hai vista arrabbiata, felice, impaurita, sorpresa, rilassata, emozionata... le sigarette fumate di nascosto, la musica cantata a squarciagola, le notti passate insieme a girovagare per strade conosciute e non, i pasti consumati alla svelta, i piccoli sonnellini riparatori... per non parlare di quando mi hai vista addirittura nuda sui sedili posteriori!
Ti ho presentato tutti i miei amici, tutta la mia famiglia... e adesso... mi mancherai!
Ma è ora di dirci addio...
Ciao Fiestina!


lunedì 21 maggio 2012

Succede veramente sempre agli altri? Stavolta però era vicino, molto vicino.
Pensateci bene gente, mentre ne ridete, come fosse un gioco. Pensateci bene mentre ridete e ve ne fregate, perchè tanto voi ve ne rimanete bene al riparo.
Pensateci bene, perchè se un giorno dovesse toccarvi ancora più da vicino, spero che nessuno rida mai di voi, per voi.

lunedì 7 maggio 2012

Ho incrociato una macchina, tornando a casa dal lavoro, l'altro giorno.
Una lancia y, quella piccola, modello vecchio.
Che c'è di strano? Vi chiederete...
Beh, per me è stato bello perché all'interno c'erano cinque teenager, un neopatentato che guidava e gli altri passeggeri si e no maggiorenni. Basta poco a volte per farmi emozionare, per farmi sorridere, ma tant'è...
Ho ricordato quando anche a noi bastava una piccola e scassata automobile, a nessuno fregava d'avere il macchinone sotto il culo (passatemi l'espressione); ci stringevamo tutti sui sedili e via, in giro tutta la notte, a caso il più delle volte. Quando la benzina scarseggiava, ci si fermava in piazzetta: si parlava, si mangiava, si ascoltava la musica, si fumava, sempre lì dentro, sempre lì insieme, tutti stretti, il centro del nostro mondo.
Oggi? Se mi guardo attorno vedo una macchina e una sola persona, quella che guida. Cento macchine, cento persone. Caso mai ci si trova già a destinazione, perché ognuno ha i suoi tempi, ognuno ha il suo mondo, sempre più di fretta, sempre più da soli.
Vedete tante macchine piene voi? Vedete tante persone che guidano rilassate? Che guidano per il piacere di andare da qualche parte? Che guidano cantando?
Io le conto sulle dita di una mano.
Quella macchina piena di giovani, di amicizia, di promesse, mi ha fatto bene.
Dovremmo incontrarne più spesso di macchine piene, e non solo perché ora va di moda l'ecologia e il rispetto per l'ambiente...

mercoledì 11 aprile 2012

Ci riprendiamo.
Al male non ci si abitua mai, ma poi passa, fortunatamente. E accontentarsi anche...
Per fortuna c'è sempre qualcuno vicino, che in due è tutto più facile e meno doloroso.
Voglia di viaggiare, voglia di sole, di pensieri liberi e felici, voglia del dolce far niente, voglia di noi.
Oggi va così, meglio di ieri, peggio di domani. Pensieri diversi che saltellano di qua e di la, tre libri sul tavolino, nuovi di botto, che aspettano solo me per essere letti.
Un altro sul pc, mezzo iniziato, mezzo finito: anche lui aspetta solo me, per essere scritto, ma è parecchio che è lì solo ad aspettarmi... ed io cosa aspetto?
Poche chiacchiere in questi giorni.
Solo il minimo indispensabile per comunicare. Voglia di dormire, voglia di stare sotto le coperte con te un giorno intero.
Niente lavoro, niente tv, niente musica, niente pulizie, niente di niente.
Aspettiamo.
Foto da incollare, dolci ricordi, una tisana calda, un'idea un pò folle in testa, lì che preme sempre più forte per uscire...
Voglia di un abbraccio a mia madre, che ce ne diamo sempre pochi. Per ringraziarti per tutto quello che hai fatto, fai e farai per me. Un sorriso per i tuoi sms spiccioli, adesso che hai imparato ad inviarli.
Acqua che scende, instancabile, che non c'è bisogno d'annaffiare il giardino. Le mie piantine aromatiche che crescono nel mio orto-terrazzo. Profumo nell'aria.
Chi mi capisce è bravo oggi... ma questo post non è fatto per essere capito, è solo una valvola di sfogo.
Per me.
Perché queste dita che scorrono sulla tastiera mi alleggeriscono. Mi piace questa sensazione.
Vorrei non smettere mai, ma non ho più niente da dire. Per il momento.

mercoledì 28 marzo 2012

E' ora di tirare fuori dal sottoscala lo sdraio rosso, un pò sbiadito dal sole.
E' ora di tirare fuori un libro e uno snack di frutta essiccata da sgranocchiare.
E' ora di coricarsi su quello sdraio sbiadito, sbiadito come la mia pelle nascosta dall'inverno.
E' ora di godersi il calore del sole, l'erba da poco tagliata del mio giardino, il ronzio degli insetti, i colori dei miei nuovi fiori.

Pepy viene ad accucciarsi sotto lo sdraio, già in cerca d'ombra e di fresco.
Leggo poco: la mia mente fugge in mille direzioni, non riesco a starle dietro.
Troppe canzoni in testa, troppe foto, troppi sogni ad occhi aperti, troppo sole, troppa primavera.
Vorrei teletrasportarmi.
Vorrei fare l'angelo in questo preciso momento...

whiteheaven beach

angel at whiteheaven beach




Vorrei poter chiudere gli occhi e ritrovarmi a correre qui...

great ocean road




Sono passati solo (già) sei mesi, e sento ancora l'odore di quei luoghi, il sapore. Vorrei respirarne l'aria ancora una volta.
Vorrei trasportare me stessa, lo sdraio, Pepy e il mio snack. Una fermata a rapire lui dal lavoro. Andata. E il ritorno, senza fretta.
Mi concentro con tutta me stessa. Ma quando apro gli occhi c'è solo Pepy che mi guarda con una ciabatta in bocca.
Sorrido, perchè a volte bisogna sapersi accontentare: posso chiudere gli occhi e riviverlo tutte le volte che voglio. Per sempre. C'è chi un'aria così non l'ha mai respirata.
E allora mi sento la persona più fortunata al mondo. C'è chi non ha mai avuto neanche uno sdraio rosso.






lunedì 12 marzo 2012

Quattro generazioni in una stanza.
Sembra il titolo di un film, o di un libro se preferite.
Invece è la realtà. La vita.
La nonna ultra ottantenne che se ne deve stare coricata sul divano letto per essersi rotta un piede in un banale incidente domestico.
E che, sofferente per il forzato riposo, deve dare ordini a destra e a manca per qualsiasi cosa di cui abbia bisogno e per quelle piccole faccende di casa che non possono aspettare.
La mamma cinquantenne ( e la zia, della stessa età) che si parlano una sopra l'altra, ognuna che vuole fare di testa propria. 
La figlia quasi trentenne che cerca di mettere d'accordo tutte e invano prova a fare da paciere.
La nipote seienne che canticchia per i fatti suoi mentre disegna bellissimi paesaggi con i suoi pennarelli colorati, ma che ogni tanto pure lei urla, per farsi sentire, per sovrastare tutto il casino che c'è e per attirare un pò d'attenzione anche su di sè.
La paciera impazzisce: le viene il mal di testa. Pensa di essere finita in una gabbia di matte.
Cinque donne, quattro generazioni appunto, chiuse in una stanza di dieci metri quadri.
La paciera continua  a pensare di non farcela ad uscirne viva. 
Ma poi, è come se si isolasse, come se vedesse la scena e tutte le protagoniste dall'esterno, osservando tutto con occhi diverse, e allora sorride.
Perchè è legata a queste donne in maniera indissolubile, ama queste donne smisuratamente. E sorride per la nonna anziana che non vuole arrendersi mai, per le madri, per la figlia e per la dolce nipotina.
Sorride, perchè se non fossero così pazze, non sarebbero loro.
Sorride perchè sa che se un giorno ce ne sarà bisogno, loro saranno sempre lì, pronte ad aiutarsi a vicenda, qualsiasi cosa succeda.

lunedì 27 febbraio 2012

Le mie mani si muovono da sole
su un pezzo di carta colorato.
Solo alla fine, come in trance,
vedo ciò che le mie mani hanno scritto.
Quel nome, sempre lo stesso.
Il mio cuore si dona a te,
in automatico.
Non c'è bisogno di pensare,
il cuore sa dove andare.

venerdì 17 febbraio 2012

Adoro queste passeggiate. Camminare tranquilla per strade conosciute, quando i piedi vanno avanti da soli e la mia mente vaga fra mille pensieri: un cane è una valida scusa per camminare più spesso.
Mi godo l'aria tiepida e i pochi rumori di strade poco trafficate.
La mia mente è a briglia sciolta, penso a così tante cose contemporaneamente che faccio fatica a seguirmi.
Se riesco, scelgo di camminare all'imbrunire, quando nelle case si accendono le luci: adoro spiare nelle finestre, non con malizia, ma solo per godere di quei momenti rubati, di quelle gocce di vita familiari. Una nonna che siede vicino al nipote, lei mentre guarda la tv, lui mentre fa i compiti; una teenager che fruga in una libreria; una bimba che danza sul tappeto in soggiorno.
Mi fa sentir bene. Mi fa sentire a casa.

giovedì 26 gennaio 2012

Non riesco a smettere d'ascoltare questa canzone: la mando indietro un attimo prima che finisca e la ascolto, cinque, sei, sette, infinite volte.
Non voglio smettere, mi fa pensare, scrivere: mi fa sentire piena, felice e malinconica nello stesso tempo.
Mi fa godere di questa serata, di questo momento, di questo periodo della mia vita.
CHANGE YOUR HEART, LOOK AROUND YOU...
    ... I NEED YOUR LOVIN'.... LIKE  THE SUNSHINE...
Cancellereste qualcuno dalla vostra memoria, dalla vostra mente, solo perchè vi ha fatto soffrire? Ciò significherebbe cancellare anche tutti i momenti belli.
Io lo troverei orribile, insopportabile. Magari, con un nuovo inizio, commettereste ancora gli stessi identici errori: non sarebbe fantastico? Significherebbe che amare, allora, ha avuto un senso, nonostante tutto, ne è valsa la pena. Anche se poi sarà destinato a finire.
Quante cose non facciamo per paura di sbagliare, o semplicemente per pigrizia, o peggio ancora per il timore di quello che la gente penserebbe di noi.
Quante occasioni ci facciamo scappare...
Vorrei rotolarmi di nuovo nella neve con te e bagnarci tutti. Vorrei correre su una spiaggia deserta d'inverno. Vorrei sedermi su un tronco e scrivere i miei pensieri su foglietti sparsi che porto sempre con me. Vorrei fare la scema con te davanti alla gente che ci guarda male, con l'aria stralunata, o offesa, o invidiosa.
Vorrei fare un viaggio in treno, anche se breve. Vorrei pranzare prendendo in giro quelle coppie che non parlano, che sembrano morte. Vorrei guardare le stelle e fare a gara per chi conosce più costellazioni. Vorrei portarti nei miei ricordi d'infanzia più belli o più imbarazzanti.
Quanto tempo è passato dall'ultima volta che abbiamo fatto tutto questo?
Lo faremo ancora lo so, e molto altro in più.
Nessuno cancellerà mai niente di quello che siamo stati o saremo. Mai nessuno.
... EVERYBODY'S GOTTA LEARN SOMETIME...

(Eternal Sunshine of the Spotless Mind)

lunedì 9 gennaio 2012

Ho pensato tanto a come scrivere questo post: il post del mio matrimonio.
Ma sono arrivata ad una conclusione: per quanto mi fossi sforzata, non sarebbe stato mai abbastanza...
Non sarebbe stato mai abbastanza per spiegare ciò che ha significato per me, per noi, quel giorno.
La foga degli ultimi preparativi,  le mille emozioni che si mescolavano insieme il giorno prima del grande si: un giorno pieno di aspettative, preoccupazioni, paura, eccitazione, panico addirittura, sfociato in un pianto che non sono più riuscita a trattenere fra le braccia della mia migliore amica, proprio nel bel mezzo del salone del parucchiere!
E poi, per contrasto, l'assoluta tranquillità del mattino dopo, la sicurezza di quello che stavo facendo, la calma e il mio sorriso stampato, sempre.
Le lacrime di mio padre, quel grande, grosso uomo dal cuore duro che vuol sembrare, i suoi quattro fazzoletti consumati!
E finalmente, l'emozione nei nostri occhi, quando sono scesa dalla macchina e lui mi stava aspettando sui gradini della chiesa; il primo sguardo che ci siamo scambiati che ha parlato più di mille parole... toccare la sua mano e vederla tremare, le sue labbra che impercettibili si sono mosse e in cui ho letto un dolce  "sei bellissima"...
Tutto questo circondati dall'affetto delle nostre famiglie e dalla gioia dei nostri amici più stretti, buon cibo, tante foto, mille risate e il desiderio che questa giornata non finisse mai.
Come posso descrivere veramente ciò che è stato?
Come posso farvi capire quanto fosse pieno il mio cuore in quei momenti?
Perciò mi limito a mettere qualche foto, sperando che parlino meglio di come so fare io.
Veramente, il giorno più bello della nostra vita, banale ma vero.