martedì 18 ottobre 2011




Fate partire questa canzone. Vi direi chiudete gli occhi ma non credo che ci riusciate.
Ora immaginate due sposini freschi freschi, che si godono questa canzone sconosciuta, a bordo della loro auto a noleggio.
Lui guida, a sinistra, cosa non difficilissima ma comunque impegantiva, almeno all'inizio. Lei è al suo fianco, al fianco sbagliato per la verità: non gli aveva mai accarezzato la gamba sinistra in macchina!
Percorrono strade mai viste, attraversano fiumi dai nomi strani, si godono il pasaggio, anche quando da vedere c'è solo terra, fissano i cigli delle strade sperando che un canguro salti fuori...
Sono davvero in Australia, terra lontana, affascinante, misteriosa, giovane. Stanno realizzando un altro sogno, insieme.
La state ascoltando bene questa canzone dal ritmo suadente? La sentite scorrere nelle vene?
Non perdete di vista gli sposini, non ancora, vi porteranno su spiaggie semideserte, mentre spioviggina, mentre soffia un vento gelido, ma anche quando ci sarà il sole; potrete urlare, come stanno facendo loro, che si sentono piccoli piccoli, vicino a questi massi enormi di rocce che sembrano messe lì per caso, in mezzo all'oceano: sembra che stiano cadendo, e prima o poi succederà, ma ora godetevelo questo spettacolo, e sentitevi pure padroni del mondo...
Non è fantastico?
Questa musica non finisce mai, sarà la colonna sonora del loro viaggio, la sentiranno spesso, ovunque vadano. Anche in mezzo al deserto...
Voi la sentite ancora? Ora andrete a vedere un favoloso tramonto nell'outback, a bordo di un puzzolente cammello, vi farete cullare mentre osservate la sfaccettature del sole che muore, centinaia di colori che si fondono fra loro... avete mai visto un tramonto così?
E già che ci siete, svegliatevi anche voi alle quattro del mattino, prendete per mano gli sposini e preparatevi a vedere l'alba sotto un monolito rosso, sacro per gli aborigeni del posto, anche se voi non riuscirete mai a coglierne pienamente il significato. Ma l'imponenza si, quella è impossibile non carpirla...
Continuate il vostro viaggio, in silenzio, godete dei piccoli piaceri della vita: un picnic in spiaggia; il gusto di una noce di cocco appena caduta dalla palma, spaccata e mangiata; una cioccolata calda anche se fuori non fa freddo; una carezza ad un canguro, o ad un koala, o semplicemente ad un cagnolino; due chiacchiere con un vecchietto del posto; un ballo con perfetti sconosciuti al ritmo di una canzoncina country cantata dal vivo.
Siete stanchi?
Ci sono ancora un sacco di cose da fare e da vedere, non lasciatevi scappare questi due giovani innamorati.
Se li seguite ancora un pò vi porteranno su spiaggie paradisiache, di sabbia bianca e farinosa, di acque turchesi e cristalline, scorgerete da lontano squali e giganti tartarughe marine, godrete da vicino la bellezza della barriera corallina, con i suoi mille pesci colorati, anemoni ed enormi rose marine. Non fatevi fregare dall'acqua gelida, rimanete con la testa sott'acqua ancora un pò e aprite bene gli occhi: non credo vedrete di nuovo una meraviglia del genere.
La sentite anche qui sotto la musica? Alzate il volume...
Se proprio non ce la fate più, salite a bordo della barca e fatevi riscaldare dal sole. C'è tempo.
Ci sono ancora meraviglie da scoprire, parchi naturali, animali strani, cascate e ruscelli... Ma se avete ancora un pò di pazienza vi porteranno anche in una grande metropoli, piena di grattacieli, ponti, futuristici, cattedrali antiche, opere uniche, musei curiosi, ed edifici modernissimi.
Non sentite di essere oieni ora? Pieni del mondo e delle sue meraviglie; il bello è che avete potuto condividere tutto questo con la persona che amate, o almeno loro l'hanno fatto. E voi?

mercoledì 21 settembre 2011

Questa mattina sono andata da mio nonno, è passato parecchio tempo dall'ultima volta che ero andata a trovarlo.
Gli ho ricordato che sabato mi sposo, anche se so che lo sapeva già, però ci tenevo a ricordarglielo:
"Vieni, sai?" gli ho sussurrato "Verrai a vedere la tua nipotina che si sposa, vero?"
Lui mi ha guardata sorridendo, come sempre.
Poi me ne sono andata, con l'aria fredda di primo mattino che mi pungeva gli occhi, tanto da farli lacrimare un pò...

In tarda mattinata mia madre è venuta a casa mia, ad aiutarmi con gli ultimi preparativi.
"Scusa il ritardo" mi ha detto "ma sono passata in cimitero."
"Davvero?" ho chiesto "Per fare cosa?"
"Per dire a mio papà che venga  a vederti sabato."
Non c'è stato bisogno di aggiungere altro...

Ma tu nonno ci sarai, ne sono sicura.


lunedì 5 settembre 2011

"Papà, cos'hai fatto?" urlo scioccata.Lo guardo mentre se ne sta seduto tranquillo sul suo divano, non riesco a chiudere la bocca per quanto incredula sia. I suoi capelli, normalmente folti e brizzolati, ora sono di un rosso fuoco che accecca lo sguardo, e il ciuffo davanti agli occhi vira ad un giallo paglierino.
Non posso crederci, sembra la copia un pò invecchiata e più grassa di Mirko dei Bee-Hive. Ma non c'è niente da ridere.
"Cos'hai fatto ai toui capelli?" ripeto "Fra qualche giorno mi devi accompagnare all'altare, non puoi presentarti così papà..."
Passo dallo sbalordimento alla disperazione.
"Lo so" mi risponde "Volevo farmi carino ma ho combinato un guaio con queste tinte... vedrai rimedierò, non preoccuparti!"
Vedo che è dispiaciuto e cerco di stare calma.
"Carino? A me andavi bene com'eri, guarda ora... sembri... rideranno di te, di me..."
Allora si alza dal divano per abbracciarmi, ma mi irrigidisco:
"Rivoglio i tuoi capelli grigi, lunghi, corti, non importa, ma non li voglio gialli e rossi..." potrei mettermi a piangere ma...

Mi sveglio! Per fortuna mi viene solo da ridere! Ma d'altronde gli incubi da matrimonio a diciannove giorni di distanza fanno parte del gioco, no???


domenica 24 luglio 2011

Due mesi, cavolo. Mancano solo due mesi e a me sembra di dover ancora fare tutto.
Nervosa? Mi chiedono. Agitata? Stressata?
No, niente di tutto questo: sono tranquillissima, emozionata, certo, ma serena e pacifica. L'unica sposa a non avere crisi di nervi.
Sarò malata? Forse semplicemente ancora non realizzo. Penso di continuo al mio abito, al mio bellissimo vestito che ho acquistato dopo circa quindici minuti che il mio amore mi ha chiesto di sposarlo sventolandomi sotto il naso il più bel trilogy che abbia mai visto!

Visto, provato, adorato e quasi pagato... (L'abito intendo!)
Il resto ha richiesto un pò più di tempo: la scelta delle fedi, il corso prematrimoniale dal prete, la scelta del ristorante e del fotografo, consegnare gli inviti uno ad uno manualmente, trovare un cantante decente per il ricevimento, eccetera. Ma mi è piaciuto farlo, mi sono divertita, e ora arriva il meglio: la prova dell'acconciatura, il trucco, la scelta dei fiori... quante cose ci sono in un matrimonio? Forse, avrei potuto diventare una famosa wedding planner, all'altezza di Enzo ed Angelo, o forse no!

Intanto mi godo i preparativi del MIO matrimonio, cercando di non farmi paranoie inutili tipo: "ci sarà il sole o pioverà?", conscia del fatto che certe cose non possiamo deciderle noi.
So che sarà una giornata indimenticabile, per un motivo o per l'altro, e che l'anno passato a programmare tutto poi si volatizzerà in 24 ore... mio Dio... che grande passo...

Ora un pò d'ansia sta arrivando, prendo la mia pennetta usb e riguardo le foto ancora segrete che ho fatto mentre indosso il mio bellissimo vestito... Sto già meglio!


giovedì 16 giugno 2011

Nel pieno della notte mi sono svegliata.
Anzi no, erano le prime ore del mattino, chi voglio ingannare...
Comunque mi sono svegliata di sopprassalto e per un attimo non sapevo dove mi trovassi; dopo qualche secondo ho realizzato: ero nel mio lettone, nella mia camera da letto, nella mia dolce casina. Familiarità. Tranquillità.
Poi però non sono più riuscita a dormire.
Anche se solo per un attimo ho provato quella bellissima sensazione che provo ogni volta che viaggio: mi sveglio e non comprendo immediatamente dove mi trovo. Poi realizzo, e la mia bocca sorride ancor prima che i miei occhi si aprano.
Allora di solito mi volto verso destra e vedo il mio amore dormirmi accanto, i miei occhi che si abituano alla semioscurità riconoscono le orribili e pesante tende, e quei dettagli tutti uguali in qualsiasi hotel del mondo (o almeno gli hotel che scelgo io che niente hanno a che vedere col lusso). E il mio cuore si gonfia: so che quando mi alzerò dal letto tirerò le tende e fuori dalla finestra osserverò un paesaggio sempre diverso, che non conosco, che non ha niente di familiare, ma per questo unico e fantastico.
So che userò il bagno per prima e se farò una doccia il mio uomo mi chiederà se ha un buon getto d'acqua!
So che passeremo la giornata a camminare per strade nuove e sconosciute, che vedremo luoghi bellissimi, che faremo decine di foto, che mangeremo qualcosa di strano e magari schifoso, che incroceremo lo sguardo con migliaia di occhi mai visti, che ci perderemo, che non staremo zitti un attimo.
Poi so che a fine giornata torneremo esausti in hotel, ma pronti a ricominciare tutto il mattino seguente.
E così per diversi giorni...
Fino a che arriverà il giorno di tornare a casa, e magari, dopo dieci-quindici giorni c'è anche la voglia di tornare al nido, rivedere gli amici, la famiglia, la mia cagnolina, raccontare tutto a tutti e perchè no, anche farsi un pò invidiare! Ma mi godrò le ultime ore fino in fondo, anche in aereoporto, un luogo magico secondo me, con in sottofondo il rumore di centinaia di rotelline che girano e valigie che corrono, di persone che guardano in sù per controllare i voli, di uomini che dormono, bambini che piangono, ma qui a mio parere urge un post a parte.
Tutto ha un sapore diverso, tutto sprigiona sensazioni magiche, non lo so spiegare, ma lo sento nell'aria. E quell'aria ora mi manca, la attendo con ansia perchè più si avvicina e più mi sembra che non arrivi mai... centodue giorni...
Così pochi, così tanti.

Cerco di riaddormentarmi, anche se non è facile, ormai sono eccitata e il mio cervello corre a mille. Cambio posizione mille volte, ma la mia mente ora ha un unico pensiero.
Non dormo più, è meglio scendere.
Australia, aspettaci.
  

lunedì 13 giugno 2011


Oh, essere anche noi la luna di qualcuno...

noi che guardiamo

essere guardati, luccicare

sembrare da lontano

la candida luna

che non siamo.

Vivian Lamarque

martedì 3 maggio 2011

Non è che abbia solo brutte giornate, anche se leggendo l'ultimo post sembrerebbe di si...
La verità è che le brutte giornate capitano, così come i brutti pensieri, ma come arrivano poi se ne vanno.
E allora che resta?
Resta la mia vita, che come dice un'amica è quella che scegliamo noi con amore, ed io l'ho scelta con te.
"Ti sposerò perchèèèè..." ti canto stonata, inventando parole mie e facendoti ridere. E tu mi segui, mi segui sempre, nelle cazzate e nei discorsi senza senso; ma è anche questo che adoro di te, di noi, di questa nostra affiatata coppia che anche dopo sette anni e mezzo ride, scherza e gioca come ai primi tempi, meglio dei primi tempi, perchè con gli anni la confidenza aumenta ma la routine e la noia ancora non si fanno vedere. No no.
E mi tengo stretta i tuoi bigliettini trovati dentro al frigorifero, e mi tengo stretta i tuoi sms del buongiorno, e mi tengo stretta te.
Ed ora, davanti a questo post, penso a quando lo leggerai, se ti strapperà un sorriso...
Io si amore, io sto sorridendo e conto le settimane che mancano al nostro si: ti ho mostrato tutti i miei difetti in questi due anni di convivenza, che dici, sei sempre convinto? ;)
Fammelo sapere, magari con un bigliettino sotto il cuscino... ti amo.

Immagine 167

mercoledì 20 aprile 2011



In sottofondo "the invisible band", dei Travis, un cd adorabile che mi è stato regalato anni fa, con un sapore particolare.
Forse un pò triste, non un cd da ascoltare oggi, con questo umore e questa tristezza di fondo, ed invece l'ho fatto. Ed ora mi ritrovo qui a scrivere e piangere, piangere e scrivere, con le lettere della tastiera che si offuscano, e le dita che premono forte.
Le mie giornate sono così piene: la casa, il lavoro, la piscina, gli amici, le cene, la spesa, i weekend, la piccola belva, le commissioni... Io sempre così organizzata, a volte sto così bene, sono in pace con me stessa, col mio amore e con la mia vita, altre volte mi chiedo che cosa veramente sto facendo.
Poi do la colpa al ciclo ma forse è troppo facile...
E poi ancora faccio per cancellare questo post sconclusionato che non va da nessuna parte, ma non lo faccio, non lo faccio perchè è uno sfogo e al diavolo chi legge, l'ho scritto per me, non per voi.
Non pretendo capiate, perchè non capisco nemmeno io.
E allora prendo e vado: basta una doccia, una tua telefonata, una passeggiata con Pepi sotto il sole e qualche pensiero positivo, non devo buttarmi giù così: devo pensare a cose belle, devo pensare a quello che ho ottenuto e non a quello che mi manca, devo pensare ai sogni realizzati, al mio matrimonio sempre più vicino, a tu che mi ami anche quando faccio la stronza, alla nostra luna di miele, così desiderata.
Devo pensare positivo. Forse ho solo bisogno di relax, di dedicarmi un pò di più a me, sicuramente abbiamo bisogno di dedicarci solo a noi due.
E forse questo pianto non ha fatto male, no, ho buttato fuori tutto, un pianto liberatorio come quello dei bambini, con i singhiozzi che scuotono le spalle e le lacrime che scivolano in bocca e sulla maglietta.

domenica 27 febbraio 2011

Torniamo a casa da Bologna, passiamo Ferrara. Arriviamo ad un piccolo paese, Polesella.
"Ricordi amore?"
"Certo" mi dici
"Avrei voglia di vedere la sua casa dopo tutti questi anni!"
"Andiamo" rispondi "Ti ricordi la strada?"
"Sicuro!" un sorriso a trentasei denti...
Ricordo benissimo l'elettrauto, o il gommista, comunque tutte quelle gomme di ogni forma e grandezza. Giù di lì.
Ricordo benissimo che si svoltava a sinistra. Poi non ricordo quel parco, ne quelle case:
"Non era qui..." sogghigno.
Dopo aver sbagliato quattro o cinque vie, dopo altrettante inversioni, mi dici:
"Ti ci porto io!"
La mia memoria stradale ha sempre fatto cilecca. Finalmente sbuchiamo in una via familiare:
"Si, qui qui! E' qua, ricordo!"
Riconosco la stradina, i palazzoni bianchi, le porte in vetro, i garage e le persiane rosse; quanti anni sono passati? Tanti, troppi, mi viene un tuffo al cuore. Ora siamo fermi davanti l'ingresso, c'è un bimbo che ci guarda, avrà otto, nove anni.
"Guarda è lui!" esclami
"Si, se solo il tempo si fosse fermato..."
Forse allora potrebbe essere lui, con dietro una ragazzina piccola e magra che lo insegue per il cortile, mentre imparano ad andare sullo skateboard o sul monopattino.
"Perchè non scendi e suoni?"
"No, no" la mia risposta è un lampo
"Controlla almeno i nomi sul campanello" insisti
Ma non mi va; ho paura. Sicuramente il nostro cognome non c'è più, magari c'è solo l'altro, quello del dopo divorzio. E anche se ci fosse? Sono sicura che avrebbero voglia di rivedermi? E da dirci cosa avremo?
No, troppe insicurezze:
"Andiamo, dai" Ti dico "Torniamo a casa, però... quanti bei ricordi..."
Ma nel tragitto verso casa non faccio che pensare a te cuginetto, chissà perchè i grandi litigano vero? Se lo ricordano loro? Io no, tu nemmeno scommetto, però in ogni caso, ci siamo dovuti perdere anche noi...
Quanti anni sono passati: ti riconoscerei se ti vedessi per strada? Credo di si, sempre bello, sempre moro, sempre i tuoi occhi azzurri e il tuo broncio inconfondibile, forse solo più muscoloso.
Chissà come stai, se sei guarito del tutto... hai vinto tu? Dicono di si.
Dicono anche che hai una ragazza, sarei curiosa di vederla, è bella? Convivi già? Le avrai parlato qualche volta di me, della tua cuginetta timida timida?
Una dolce malinconia...
Ricordi quando si mangiava tutti insieme, e poi i grandi restavano a parlare in salotto e noi scappavamo nella tua cameretta?
Ricordi quanti salti su quel letto a castello? Su e giù infinite volte da quella scaletta rossa: nei miei ricordi d'infanzia il colore rosso era ovunque, me ne rendo conto solo ora.
Forse è per questo motivo che adoro tanto quel colore? Inconsciamente l'ho scelto anche per la mia casa, per il mio arredo, il mio divano e per molte altre cose, è un colore caldo, che mi fa star bene: strano non averci mai pensato prima...
Ma torniamo a noi: ti ricordi i mille giochi? E tuo fratello minore che voleva fare tutto quello che facevamo noi, ma lui era piccolo e noi no!
Ti ricordi la nostra complicità?
E la mia prima partita con Mario Bros, tu mi hai insegnato! Solo molti anni dopo avrei conosciuto l'amore e colui che con la passione dei videogiochi, e soprattutto di Mario, mi avrebbe sempre ricordato qui pomeriggi a casa tua.
Ti ricordi che sbirciavamo nella camera dei tuoi genitori? E che spiavamo i grandi in salotto mentre parlavano di mille cose e di discorsi incomprensibili per noi? Ci stancavamo presto e tornavamo in camera, nel nostro mondo.
C'era anche il mio di fratello, più grande però, ma non riesco a collocarlo nei nostri giochi, in fondo eravamo io e te, grandi uguali, della stessa età, non loro!
Avevi anche un gatto, non è vero? Lo ricordo vagamente...
Eri interista sfegatato, lo sei ancora?
Quante cose vorrei sapere di te, ma siamo cresciuti entrambi, io sto addirittura per sposarmi, stiamo diventando noi i grandi ora...
Mi piacerebbe rivivere uno solo di quei pomeriggi, tutti insieme con le nostre famiglie, ma soprattutto io e te, a rincorrerci per ore su quella scaletta! Stammi bene cuginetto...
Io ti porto sempre nel cuore.






sabato 5 febbraio 2011

Sono sincera: non ho mai amato molto le catene, ma questa volta farò un'eccezione...
Innanzitutto perchè a nominarmi è stata Miwako , e ne sono onorata! Ed inoltre perchè questo può servire a far conoscere altri dieci blog che a mio parere meritano di essere letti:


VITA, AMORE, PENSIERI & STRANEZZE DI UN'ASPIRAPOLVERE
MRWILL
GOCCE DI VITA DI UNA FARFALLA
VAMPYR8
WINDSPIRIT
FIORDIZUCCA
PULSATILLA
PENSIERO BLU


(Se ne elenco solo otto fa lo stesso???)


Ora che ho compilato questa lista, non mi resta che raccontarvi sette cose di me.


1- Ogni volta che faccio un viaggio in cui devo prendere un aereo, scrivo una lettera a mia madre, per scaramanzia. Le scrivo che se dovesse succedermi qualcosa (tipo che l'aereo precipita ed io muoio...) lei non dovrebbe preoccuparsi perchè sarei morta felice dato che la cosa che più amo è viaggiare e soprattutto che sarei morta con il mio amore seduto accanto a me. Le scrivo di non essere triste, che la mia vita grazie a lei è stata meravigliosa e che non rimpiango nulla. Finisco col dire che li amo tutti: lei, mio padre e tutta la mia famiglia.
Poi nascondo la lettera in un luogo in cui so però che verrebbe trovata, e parto.
Al mio ritorno a casa strappo la lettera e la butto via. Non l'ho mai detto a nessuno e un pò mi vergogno di questa mia tetra abitudine, ma anche questa sono io!
2- Adoro scrivere: ho scritto decine di poesie, un romanzo e varie storielle. Ma ho così paura del giudizio degli altri che non le ho mai fatte leggere a nessuno e mi rodo l'anima cercando di convincermi che un giorno potrei tirar fuori le palle e tentare di pubblicare qualcosa...
3-Da quando ho casa mia sono diventata una maniaca dell'ordine, tengo tutto lindo e profumato, al contrario della mia auto che è diventata una discarica e che continuo a lasciare sudicia, sebbene quando qualcuno sale mi vergogni di me stessa: chiedo scusa per il caos ma continuo a lasciarla nel sudiciume più totale!
4-Sono diventata dipendente da Real Time: ma come ti vesti?, wedding planners, cerco casa disperatamente, e paint your life sono diventati i miei migliori amici!
5-Vorrei che la mia nonna vivesse per sempre, vorrei che vivesse così a lungo da poter assistere al mio matrimonio, che vivesse così a lungo per veder nascere i miei bambini e osservarli crescere, vorrei che non se ne andasse mai, per non dover riprovare di nuovo quel dolore inspiegabile che ho provato quando mio nonno è morto all'improvviso. I miei nonni, i migliori del mondo. Custodisco gelosa i nostri ricordi migliori: le infinite partite a briscola con mio nonno, l'altalena nel loro giardino in cui mi rifugiavo, ceste piene di fagioli da sgusciare con mia nonna fino a farci male alle dita, le carote e le fragole che fregavo dal loro orto, i mesi che ho vissuto a casa loro mentre mio fratello era in ospedale per un incidente e i miei genitori passavano giorni e notti la con lui, i gnocchi fatti in casa e la torta di mele...
6-Col passare degli anni mi sono autoconvinta che se ho le tette piccole è perchè in età di sviluppo ho litigato con un'amica e mi sono presa un calcio in pieno petto. Quella tremenda botta che mi ha schiantata quasi al muro, mi ha bloccato la crescita del seno. Lasciatemi la mia convinzione.
7-E' stato bello scrivere questa lista. Fare liste è una delle cose che più mi piace. La lista della spesa. La lista dei regali da fare a Natale. La lista delle cose da mettere in valigia. La lista delle commissioni da fare della settimana ( banca-biblioteca-telefonare commercialista-veterinario pepita ecc... ecc...). La cosa bella poi è cancellare le voci una ad una, con la soddisfazione di aver fatto tutto! 


Dopo questo post molte persone mi vedranno con occhi diversi credo: una ragazza con problemi mentali. Tant'è!




giovedì 13 gennaio 2011

Ascoltare una canzone di Gianna Nannini, leggere un post di un'amica, sentire tutto il peso e la bellezza di questo mondo, delle piccole cose, pensare a ieri e al valore di quelle poche ma vere amicizie, abbracciare la mia cagnolina, prenderla in braccio e ballare con lei al ritmo di una canzone melodica, guardare attraverso quella grande vetrata, il cielo grigio, l'erba verde, il freddo fuori, il calore della mia casa, l'attesa del tuo ritorno stasera, il weekend che ci aspetta su quelle montagne innevate, il tempo che passa e le mille cose da fare, progetti da realizzare, luoghi da vedere, la paura di non riuscire a fare tutto, i buoni propositi di questo anno nuovo, la necessità, la voglia e il bisogno incessante di scrivere, il timore di non riuscire ad esprimere tutto quello che provo, questa sensazione di "grande", di "profondo" che mi riempe, di qualcosa di più importante delle cazzate con gli amici, dei soldi, dei vestiti alla moda, di un profilo in internet, del cellulare più all'avanguardia, questa felicità che spero duri per sempre, la consapevolezza che nulla è per sempre, le disgrazie che accadono agli altri, il timore che questa beatitudine un giorno la pagherai e "gli altri" sarai tu, la forza di reagire, la voglia di fare del bene, di sentirmi utile per gli altri, la promessa di un futuro insieme...
Poi passare per caso davanti ad uno specchio, vedere il mio volto e rendermi conto di tutti questi pensieri che in un lampo hanno attraversato la mia mente, le lacrime che scendono, involontariamente, lacrime di gioia per questa vita, la mia vita, per tutte le cose belle che mi ha offerto, per quelle che dovrà offrirmi, per quelle che io ho sprecato o non ho apprezzato appieno, per la voglia di migliorare, sentire la lingua della mia cagnolina che le asciuga e lecca il salato, ridere.
Quest'  attimo è finito, la paura è passata, il respiro si calma, la canzone è finita, i pensieri si placano, l'amore mi pervade, un'ultimo sguardo allo specchio, si ritorna alla realtà.

giovedì 6 gennaio 2011

Il nuovo anno è cominciato bene.
Se ogni mese mi portasse una scoperta così, direi che tutti i mesi dell'anno saranno stati vissuti intensamente.
Mi sono innamorata di Vivian Lamarque.

Ve ne regalo un assaggio, augurandovi un anno pieno di buoni sentimenti, gioia, amore, ed emozioni profonde.





POESIA ILLEGITTIMA

Quella sera che ho fatto l'amore




mentale con te



non sono stata prudente



dopo un po' mi si è gonfiata la mente



sappi che due notti fa



con dolorose doglie



mi è nata una poesia illegittimamente



porterà solo il mio nome



ma ha la tua aria straniera ti somiglia



mentre non sospetti niente di niente



sappi che ti è nata una figlia.